Politics | Estrema destra

I favolosi tempi della lira

CasaPound, comizio dalla sala comunale. Di Stefano cavalca l’uscita dall’euro - “Per la sovranità dell’Italia” - e attacca Salvini: “Sulle espulsioni non ha fatto nulla”.
Simone Di Stefano CasaPound
Foto: Salto.bz

Make Italy great again. Peccato non lo sia mai stata. Specie con la lira, moneta di cui si ricordano anche le inflazioni galoppanti (20% nel 1980, durante il secondo shock petrolifero). Note storiche che tornano alla mente ascoltando il comizio di Simone Di Stefano. Nella sala concessa dal Comune, il segretario lancia la corsa europea di CasaPound-Destre unite. La ricetta include l’accusa a tutto campo all’Unione europea, dipinta come il vero, e unico, nemico della sovranità italiana, e l’attacco da destra a Salvini: “Sulle espulsioni - dice - non ha fatto nulla”.

 

Italexit, e tutto si risolve

 

Italexit, dunque, per farci rispettare nel mondo. Ammesso che sia la strada giusta e che un’Italia davvero sola possa avere la forza di reggere tra gli appetiti delle grandi potenze. “Ci sono ancora italiani che vogliono uscire dall’Unione europea e dall’euro, come fanno gli inglesi” afferma Di Stefano davanti ai microfoni, prima di sedersi nella sala 10 del primo piano. Accessibile ai gruppi eletti in consiglio e quindi anche a CasaPound - che in consiglio a Bolzano ha dato scandalo per aver presentato e ritirato una mozione per vietare la bici agli immigrati. Con lui Andrea Bonazza, Maurizio Puglisi Ghizzi (entrambi in lista alle europee) e una ventina di militanti. “Il Brexit Party di Farage - prosegue - sarà il primo partito che sconquasserà lo scenario politico inglese e ancora tengono ai temi abbandonati da Lega e 5 stelle”.

L’uscita dall’euro è il tema abbandonato da Lega e 5 stelle. Dobbiamo tornare a essere quel Paese dove con un semplice stipendio in lire si poteva immaginare di comprare casa, di avere figli e la pensione. Oggi con due stipendi in euro non si arriva alla fine del mese, neanche con 2.000 euro al mese

Il primo tema, via dalla moneta unica: “Dobbiamo recuperare la nostra moneta, la nostra sovranità - dice il portavoce -. Fuori dall’euro ci aspettano il resto del mondo a braccia aperte nazioni come Giappone, Cina, Russia, Stati Uniti con cui possiamo dialogare nel nostro interesse, senza ascoltare quello che ci dicono francesi e tedeschi. Uscire dalla Ue vuol dire in futuro la prosperità di questa nazione, tornare a essere quel Paese dove con un semplice stipendio in lire si poteva immaginare di comprare casa, di avere figli e la pensione. Oggi con due stipendi in euro non si arriva alla fine del mese, neanche con 2.000 euro al mese”.

 

 

AltaForte, il Salone del libro, Salvini e gli stupratori

 

Uscire dalla Ue significa per CasaPound risolvere i problemi, sigillare i confini. Poi arriva il rimando alla Costituzione, articolo 21, sulla libertà di espressione, già citato dai militanti locali “bannati” da facebook. Lo spunto è il caso nato attorno alla presenza al Salone del libro di Torino di AltaForte, casa editrice legata a CasaPound, diretta da un editore, Francesco Polacchi, dichiaratamente fascista e nonostante questo scelta da Salvini per il suo libro-intervista. “C’è stata una grande visibilità - prosegue il segretario - e siamo noi a dover dimostrare agli italiani che la democrazia, la libertà non sono messi in discussione da noi quanto da chi pensa nel 2019 di poter censurare. La Costituzione all’articolo 21 parla chiaro”.

Dopo un accenno alla violenza sessuale accaduta sul Talvera, per la quale i sospetti vertono sui dei cittadini nigeriani (“La castrazione chimica non è la soluzione - è il ragionamento dell’estrema destra -, gli stupratori devono stare in galera, ma mentre uno stupratore italiano è un problema nostro, quelli stranieri se nessuno gli avesse spalancato le porte non sarebbero stato qui”) segue l’attacco al leader della Lega. 

Salvini non sta facendo nulla sulle espulsioni. I porti sono bloccati, ma io continuo a vedere navi e i rimpatri non si fanno perché in aereo ci costano 500 euro per ciascuno. Noi avevamo parlato di un intervento in Libia per pacificare la zona

 

 

Espulsioni, il “fallimento” Lega

 

Anche se da tempo “il Capitano” flirta con il mondo sovranista e la destra estrema, CasaPound in campagna elettorale ci tiene a rimarcare le posizioni. “Salvini non sta facendo nulla sulle espulsioni  - conclude Di Stefano -. I porti sono bloccati, ma io continuo a vedere navi e i rimpatri non si fanno perché in aereo ci costano 500 euro per ciascuno. Noi avevamo parlato di un intervento in Libia per pacificare la zona e creare le condizioni di lavoro affinché queste persone tornassero a lavorare in Africa. Ma questi interventi si fanno se si hanno la libertà e la sovranità necessarie, invece l’Unione europea ce lo vieta e ce lo vieterà in futuro”.