Diallo
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“No, non siamo tutti uguali”

Il neo-vicepresidente della Consulta Immigrati Mamadou Saliou Diallo sulla scandalosa mozione di CasaPound, lo stupro della studentessa 15enne e i pregiudizi universali.
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“Quando ho sentito che CasaPound voleva vietare agli immigrati l’uso delle biciclette mi è venuto da ridere tale era l’assurdità della mozione, la prima reazione è stata che l’unica risposta sensata poteva essere esplicitata con una foto”. Questa:

 

Diallo

 

Sfodera l’arma dell’ironia Mamadou Saliou Diallo, il 21 enne neo-vicepresidente della Consulta Immigrati del Comune di Bolzano, nel commentare il deplorevole dispositivo dei consiglieri comunali post-fascisti Andrea Bonazza, Sandro Trigolo e Maurizio Puglisi Ghizzi, pubblicato da salto.bz e ripreso da diversi media nazionali.

Non c’entro coi partiti e con i movimenti, né so molto di politica ma mi sembra chiaro che per racimolare voti prendersela con le minoranze sia l’escamotage che va più di moda ultimamente

Lo stesso Bonazza, lo ricordiamo, è arrivato persino a dire, intervistato da Il Fatto quotidiano, che la norma era stata pensata nientepopodimeno che per tutelare gli immigrati. “Ci sono stati almeno due incidenti in cui ciclisti stranieri sono stati travolti e uccisi dalle auto. Poiché gli immigrati non conoscono il codice della strada e non indossano le pettorine colorate previste ci è sembrato opportuno chiedere che vengano tutelati loro e gli automobilisti”, così l’esponente di CasaPound che ha promesso che la mozione sarebbe stata riformulata e riproposta.
“Non c’entro coi partiti e con i movimenti, né so molto di politica ma mi sembra chiaro che per racimolare voti prendersela con le minoranze sia l’escamotage che va più di moda ultimamente”, afferma Mamadou con aria compassata.

 

Diallo
30 marzo 2019: la contromanifestazione di Verona durante il Congresso della famiglia

 

Alle claque razziste il giovane guineano è abituato da ben prima che mettesse piede in Alto Adige. Alla diffidenza anche. “Ci sono passato molte volte - dice -, anche oggi quando vado a un incontro o alla presentazione di un libro di solito sono l’unico con la pelle nera, e tutti si girano a guardarmi, è così, lo accetto”.

La sua storia, simile a quella di tanti altri come lui, gli ha però cucito addosso una “corteccia” spessa. Mamadou ha perso i genitori quand’era piccolo. All’età di 10 anni è partito solo dalla Guinea alla volta del Senegal. Poi, tre anni fa, il viaggio della speranza dalla Libia in Sicilia a bordo di un barcone, relitto galleggiante, alla ricerca della salvezza in un’altra riva.

Non mi definisco nemmeno un rifugiato, sono solo un passeggero

“Tanti che hanno tentato la traversata - racconta - non ce l’hanno fatta, tanti ne ho visti morire”. I senza nome che non fanno più notizia.
Dopo due anni Mamadou arriva a Bolzano. Segue dei corsi d’italiano, prende il diploma di terza media, e continua il percorso scolastico iscrivendosi alle scuole serali, “un’opportunità che in Africa non ho avuto e di cui sono molto grato”, confessa. Si rimbocca le maniche: trova un lavoro nell’ambito della meccatronica, collabora con la Caritas, si unisce ai volontari di Bozen solidale, si fa degli amici. Prova insomma a integrarsi, seguendo il “primo comandamento” del migrante ospitato in un paese straniero. “Ero completamente solo e ogni passo per me è stata una conquista. Non so per quanto tempo starò ancora a Bolzano, la protezione umanitaria ora con il decreto sicurezza non vale più e comunque fra un anno e mezzo dovrei rinnovarlo. Vedremo come si metterà, ma la verità è che non mi definisco nemmeno un rifugiato, sono solo un passeggero, seguo un filo conduttore”, spiega Mamadou.

 

Consulta immigrati
7 maggio 2019: la prima seduta della neo-eletta Consulta Immigrati del Comune di Bolzano, organismo di rappresentanza dei cittadini stranieri residenti nel capoluogo.

 

Nel frattempo pochi giorni fa è stato letto vicepresidente della Consulta Immigrati, nomina che lo rende particolarmente orgoglioso. “Mi sono candidato per contrastare i pregiudizi che esistono sugli stranieri, per creare una rete e contribuire al processo di integrazione, e voglio lottare per i miei diritti e per quelli degli altri. Una Bolzano multiculturale è un valore aggiunto per la città”, chiosa il giovane che mette in chiaro di voler sfruttare al massimo il suo tempo in questa provincia e assolvere il suo mandato con serietà e impegno. “Cerco di imparare sempre più cose, di parlare con la gente - dice -, leggo le news su internet, mi tengo informato su quello che accade in città”.

Ogni tipo di violenza è inaccettabile, specie quella sulle donne, ma chiediamoci anche perché succedono certe cose, per quale motivo tanti richiedenti asilo vengono lasciati allo sbando

Ed è sulla notizia che campeggia da due giorni sulle pagine dei giornali, quella della ragazzina 15enne violentata nei pressi del ponte giallo sul Talvera da due uomini pare di colore, probabilmente senzatetto, che Mamadou vuole dire la sua: “Ogni tipo di violenza è inaccettabile, specie quella sulle donne, ma chiediamoci anche perché - se sarà confermato che sono stati due immigrati a commettere l'orribile crimine - succedono certe cose, per quale motivo tanti richiedenti asilo vengono isolati, lasciati allo sbando, perché anche questo bisogna considerare. E, per favore, non considerateci tutti uguali solo perché abbiamo in comune la pelle scura”.

 

Il presidio

 

Ieri pomeriggio (9 maggio) circa 400 persone hanno manifestato contro la violenza sulle donne vicino al luogo dello stupro della studentessa 15enne. Il presidio è stato organizzato dai sindacati e da diverse associazioni fra cui l’Anpi, Bozen solidale, Se Non Ora Quando Alto Adige Südtirol, e oltre alla cittadinanza al sit-in hanno partecipato anche alcuni partiti come Verdi e Pd.

 

Presidio
Il sit-in a Bolzano. Foto: Renate Mumelter


Degno di nota il gesto delle proprietarie di un ristorante giapponese della città raccontato su Facebook dalle dirette interessate:
Oggi andando al lavoro abbiamo incontrato un gruppo di persone riunite lungo la ciclabile dalle parti del ponte giallo. Incuriositi abbiamo chiesto il perché di quella manifestazione e ci è stato risposto che era a sostegno di quella ragazza violentata pochi giorni fa proprio in quel punto. Ci siamo chiesti come potessimo dare supporto ad una così lodevole iniziativa e siamo subito corsi al nostro ristorante per recuperare dell'acqua per dissetare i partecipanti. Forse solo un piccolo gesto, ma crediamo che siano proprio i piccoli gesti verso il prossimo a rendere la società migliore. Magari il moltiplicarsi di piccoli gesti e attenzioni verso lo sconosciuto di fianco posso aiutare ad evitare il ripetersi di simili tragedie”.

 

Presidio

 

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Kommentare

Bild des Benutzers Sepp Bacher
Sepp Bacher 10.05.2019, 12:34

Ich würde - wenn ich der Journalist wäre -Mamadou Saliou Diallo fragen, welche Rolle die Sexualität und die Kontaktaufnahme mit Frauen bei den meisten Afrikaner spielt. Unser Mythos glaubt zu wissen, dass schwarze Männer sehr potent und immer Sex-hungrig sind. Was ich auf den Straßen beobachte deutet eher darauf hin, dass dies nur ein Irrglaube ist. Ich gehe immer mit offenen Augen durch die Straßen und habe noch nie beobachtet, dass Schwarzafrikaner Mädchen bzw. Frauen angemacht oder belästigt hätten. Die jungen Afrikaner die ich in den letzten Jahren kennen gelernt habe, für die schien Sex kein Thema zu sein. Es stimmt aber auch, dass sie über Persönliches nicht (gerne) sprechen.
Das heißt nicht, dass ich ausschließe, dass es eine Vergewaltigung durch Afrikaner geben kann. Ich glaube, dass da auch viel Dingen mitspielen, wie Alkohol, Drogen, Traumas oder auch eigene Vergewaltigungs-Erfahrungen in den Libyschen Lagern. Wir wissen, dass Männer, die selbst Gewalt und Missbrauch erlebt haben, eher dazu neigen, Missbrauch zu begehen.
Eine Antwort auf die am Anfang angesprochen Fragen würde ich mir wünschen. Vielleicht weis jemand mehr und bringt es hier ein.

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