Society | Covid-19

Come si fa a dire che va tutto bene?

La lettera degli infermieri al dg della Asl altoatesina Zerzer sulla gestione della pandemia: “Noi sfiniti, fate autocritica e rivedete le vostre scelte”.
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Foto: Othmar Seehauser

Le opposizioni in consiglio provinciale saranno coinvolte di più dalla giunta nella gestione della pandemia. È quanto le minoranze hanno “strappato” ieri (15 febbraio) in seduta straordinaria. Ma accanto alla critica politica tornano a sollevarsi anche le voci degli operatori sanitari in Alto Adige. Chiamato in causa è il direttore generale della Asl Florian Zerzer.

Siamo fortemente preoccupati per l’attuale gestione della pandemia e per le condizioni psicofisiche del personale sanitario, in primis quello infermieristico” si legge nella lettera inviata da Massimo Ribetto, referente regionale del sindacato Nursing Up, al dg dell’Azienda sanitaria. “A cominciare dai dati, i numeri delle persone positive, quello dei pazienti covid ricoverati e quello dei posti letto occupati nelle terapie intensive, che non sono per nulla incoraggianti, la preoccupazione proviene soprattutto dal personale sanitario, infermieri e medici - prosegue Ribetto -. Parlando con questo personale e non importa di quale comprensorio o ospedale, tutti, ma proprio tutti dal ‘centro’ e dalla ‘periferia’, si lamentano della gestione e di conseguenza dell'operato di coloro che sono stati individuati da questa Azienda a gestire la pandemia”.

Molti pensano di abbandonare la professione e alcuni l’hanno già fatto

Il sindacato non ha molti elementi e dati per avere una panoramica della situazione e fare un’analisi dettagliata, che tuttavia non serve - sottolinea il sindacalista - “per verificare lo stato attuale delle cose e soprattutto la condizione nella quale versano i nostri operatori sanitari. Sono stanchi, estenuati, letteralmente ‘alla frutta’. In molti casi sono rassegnati e non hanno la speranza che le cose possano migliorare. In alcuni reparti il personale non ha più fatto un giorno di ferie dall’estate scorsa, molti pensano di abbandonare la professione e alcuni l’hanno già fatto”.

Va compreso - continua Ribetto nella lettera a Zerzer - “che ciò è connesso anche alle scelte talvolta inadeguate, di chi è stato chiamato a gestire questa pandemia. Non è un caso se tutto il personale da noi sentito si lamenta delle stesse cose, come ad esempio che sono incomprensibili le scelte prese dai vertici, che non c’è informazione e comunicazione, che manca una vera e propria task force, che non si sentono ascoltati e che le decisioni vengono prese esclusivamente da una/due persone (non proprio quella che si definisce una task force)”.

Non è un caso se tutto il personale da noi sentito si lamenta delle stesse cose

Il sindacato Nursing up - precisa il firmatario della missiva - è fatto da “infermieri consapevoli che il valore di un professionista sanitario si fonda anche su scelte etiche che dipendono dal proprio agire professionale in autonomia e che sanno riconoscere quando le scelte, sebbene gerarchiche, non sono comunque adatte o idonee al bene della collettività. Vi preghiamo pertanto di fare autocritica e rivedere le scelte fatte finora”.

E infine: “Si può continuare a dire ‘che va tutto bene e che tutto è sotto controllo’, rischiando di perdere per strada validi collaboratori che hanno dato un’intera vita professionale a questa Azienda e alla Salute Pubblica, oppure si può cambiare atteggiamento, spirito e scelte, dimostrando che si fa parte veramente di un’unica squadra e di un’unica Azienda”.

 

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Massimo Mollica Tue, 02/16/2021 - 17:45

"Le opposizioni in consiglio provinciale saranno coinvolte di più dalla giunta nella gestione della pandemia."
Come se le opposizioni avessero la soluzione alla pandemia mondiale. Ma per favore...
Comunque è vero, ci vuole più informazione cavolo! Ma è anche vero che c'è troppo menefreghismo...

Tue, 02/16/2021 - 17:45 Permalink