Economy | barometro IPL

“Imparate la flessibilità”*

Se il problema non è più il lavoro ma il reddito: mentre l’economia altoatesina e il mercato occupazionale restano solidi, la classe media scivola rovinosamente in basso.
Philipp Achammer
Foto: ASP/Fabio Brucculeri

“Il problema non è il mercato del lavoro ma il portafoglio delle famiglie”. Così esordisce il presidente dell’Istituto Promozione Lavoratori Dieter Mayr durante la presentazione di questa mattina (21 aprile) del rapporto primaverile sul clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini. Con l’inflazione arrivata al 7,8% lo stipendio fisso dei lavoratori dipendenti (ma non solo) non basta più: “Una situazione del genere non si vedeva da molto tempo, avremo un problema sociale molto serio”, è l’allarme del Presidente. 
Con una pandemia ancora da superare, la guerra in Ucraina, la difficile reperibilità delle materie prime e la crisi energetica internazionale mettono a dura prova la fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini così come la loro capacità di risparmiare e far fronte alle spese quotidiane.

 

Dall’altra parte, sebbene l’innegabile clima di incertezza a livello internazionale, l’economia altoatesina si dimostra relativamente solida: “Ciò che attualmente vediamo è una situazione anomala - incalza invece il Direttore IPL Stefan Perini -. “Gli indicatori che riflettono le tendenze sul mercato del lavoro migliorano, mentre quelli che descrivono la situazione economica delle famiglie peggiorano". 
 Alla luce dei nuovi scenari, sono cambiate in fretta anche le preoccupazioni della popolazione: durante l’inverno, nella lista delle priorità, la pandemia era ancora in cima alla classifica, al di sopra delle difficoltà di approvvigionamento e dell’inflazione. Ora la graduatoria si è invertita.

 

Un bilancio positivo?


Definire lo stato di salute effettiva del mercato del lavoro, sulla base degli attuali criteri, non è certo semplice. Nella nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione pubblicata a fine marzo dal Ministero del lavoro vengono considerate occupate “le persone tra 15 e 89 anni che nella settimana di riferimento hanno svolto almeno un'ora di lavoro a fini di retribuzione o di profitto, compresi i coadiuvanti familiari non retribuiti”.
Per quanto riguarda la situazione del mercato di lavoro dipendente in Alto Adige, stando alle cifre avremmo raggiunto un nuovo record: nel 1° trimestre 2022 con 215.400 persone occupate si sarebbe superato del 2,4% il valore pre-pandemia del 2019, aumentando dell’1,5% rispetto il 2020. Tuttavia, anche in questo caso, le statistiche potrebbero trarre in inganno in quanto tali cifre prendono a riferimento esclusivamente il numero di contratti di lavoro in essere. Non emergono pertanto né il numero di ore effettivamente retribuite né il numero di persone finite in Cassa integrazione.

 


Una fiducia messa a dura prova


A crollare non è solo il clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini, ma è anche il loro potere d’acquisto: il 34% dei lavoratori dipendenti afferma di incontrare difficoltà ad arrivare a fine mese, perché i soldi non bastano. Anche gli indicatori sulla situazione finanziaria e le capacità di risparmio della famiglia si sono deteriorati, raggiungendo in alcuni casi anche i minimi storici mai rilevati dall’IPL.


Secondo l’assessore provinciale all’Economia e al Lavoro Philipp Achammer, il fatto che la disoccupazione e la pandemia non siano più i principali problemi ci deve indurre a cambiare il nostro paradigma di riferimento: “La crisi alimentare e la difficoltà di reperimento delle materie prime per le imprese, che già invocano la cassa integrazione, devono farci cambiare il nostro modo di pensare: il nostro approccio al lavoro deve  cambiare - è quanto afferma Achammer - il mercato del lavoro deve essere più flessibile, non si può essere legati ad una visione già passata da anni. Non dobbiamo più avere l'approccio del lavoro dalle 9 alle 17 ma del risultato e delle competenze, e la flessibilità deve essere ritagliata attorno alle esigenze del lavoratore e della lavoratrice. Così - conclude l’Assessore - torneremo ad essere competitivi”.
 

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Martin Aufderklamm Thu, 04/21/2022 - 16:45

L'assessore si squalifica da solo. Anche la Provincia ha difficoltà a reclutare il personale, perchè gli stipendi ormai non tengono più il passo con il mondo reale.
Non si tratta di scaricare la responsabilità sui lavoratori (9-17), ma la giunta provinciale, peraltro lautamente stipendiata, avrebbe l'onere di trovare delle soluzioni.
Del resto, non abbiamo l'autonomia migliore di questo mondo?

Thu, 04/21/2022 - 16:45 Permalink
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M A Thu, 04/21/2022 - 16:59

Wer in der glücklichen Lage ist, dass sein (eh schon fürstliches) "Gehalt" per Gesetz an die Teuerungsrate "angepasst" wird sollte sich nicht erdreisten von Arbeitern Flexibilität zu verlangen!!

Thu, 04/21/2022 - 16:59 Permalink
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Dietmar Nußbaumer Sat, 04/23/2022 - 00:42

7 % Inflation bedeuten 7% weniger Kaufkraft, berechnet für das Jahr 2022. Wer wird bei stagnierenden Gehältern noch eine Arbeit bei Staat und Land annehmen? Man kann sich zwar die Systemrelevanz an die Brust heften, davon satt wird man allerdings nicht.

Sat, 04/23/2022 - 00:42 Permalink