Politik | Fusioni

Trenta comuni in meno in Trentino

Semplificata la geografia amministrativa trentina nei referendum del 7 giugno. Dicono no solo Pieve Tesino, Lona Lases, Fornace e Bocenago.

La “linea provinciale” passa in 15 delle 19 fusioni proposte (come si vede nell'infografica di Benno Kusstatscher). In una domenica il Trentino toglie 30 comuni dalla propria geografia amministrativa. Dopo 20 anni in questo modo si finalizza un disegno di semplificazione del quadro municipale, probabilmente perché i cittadini hanno capito che le prossime difficili sfide per il pubblico siano più facili da vincere insieme. Il 7 giugno si è votato in 55 comuni trentini, nei quali non ci sono state le elezioni il 10 maggio e che andranno ora a votare i nuovi organismi amministrativi durante il mese di ottobre. Nella nuova geografia trentina, partendo dalla Valle di Non, accanto a Predaia ci sono tre nuove entità amministrative: il Comune del Contà, in bassa valle, tra Cunevo, Flavon e Terres. Quindi in media valle le “Ville d'Anaunia”: Tuenno, Nanno, Tassullo. Ed infine in alta valle gli elettori hanno “messo assieme” Amblar e Don.

In questa tornata il quorum era fissato al 40% degli aventi diritto e sono stati esclusi dal quorum gli elettori iscritti all'Aire, residenti all'estero. La partecipazione dei cittadini però, nonostante fosse probabilmente la prima domenica veramente d'estate del 2015, è stata rimarcabile. Sono andati a votare relativamente in pochi a Roncone (47%), alta valle del Chiese, il comune dell'ex consigliere provinciale Adelino Amistadi, che ha firmato una delle ultime leggi regionali sull'ordinamento dei comuni.

Al di là del Brenta, tra Rendena e Giudicarie, il primo insuccesso, quello di “Rendena Terme”. Caderzone e Strembo favorevoli alla fusione, mentre a Bocenago, paese guidato dall'ex candidato forzista alle Europee 2014 ed ex sottosegretario agli Affari regionali Walter Ferrazza, finisce 92 a 90 per il no. Sì invece a Porte di Rendena, con il contributo dei cittadini di Darè, Villa Rendena, Vigo Rendena. A monte di Tione nascono le “Tre Ville”, il nuovo comune scaturito da Montagne, Ragoli e Preore. Poco lontano, sull'altro versante, via libera a “Borgo Lares”, composto da Bolbeno e Zuclo.

A sud di Tione sì all'aggregazione di “Sella Giudicarie”: Roncone, Lardaro, Bondo e Breguzzo, con qualche difficoltà in più in quest'ultimo comune. Andiamo quindi nell'angolo in fondo a sinistra del Trentino dove ci è voluto un secondo referendum per sancire la nascita di “Borgo Chiese”: appurata la contrarietà di Castel Condino, hanno proceduto alla fusione Condino, Cimego e Brione.

Nel viaggio panoramico nella geografia trentina, torniamo verso il capoluogo. Più precisamente nella zona di Castel Toblino, uno dei manieri più caratteristici della provincia. Il nuovo comune tra Calavino e Lasino si dà un tono di nobiltà, chiamandosi “Madruzzo”, una delle famiglie protagoniste del Trentino ai tempi del principe vescovo. Confina con “Madruzzo” la nuova aggregazione “Vallelaghi”, composta da Terlago, Vezzano e Padergnone. In una zona che già da anni, almeno sul web, è riunita dal sito di informazione www.valledeilaghi.it.

Nell'immediato nord di Trento, in val di Cembra, 2 unioni riuscite e una bocciata. Sulla sponda nord si uniscono Cembra e Lisignago, dove finisce di pochissimo a favore del sì (146 a 141). Si mettono assieme anche i poco popolati comuni poco distanti in linea d'aria da Salorno di Faver, Grauno, Grumes e Valda (nuovo Comune di “Altavalle”).

Sulla sponda sud invece, non riesce l'unione dei comuni del porfido di Albiano e Lona Lases. Contrari i cittadini di Lona Lases, dove il sindaco è Marco Casagranda, figlio di Sergio che fu assessore provinciale. Tra Alta Valsugana e Valle di Cembra contrario anche un altro comune dove l'attività di estrazione del porfido è preponderante, Fornace. L'unione tra Civezzano e Fornace era stata preparata da anni, ma il referendum l'ha bocciata.

La gran parte dei comuni chiamati al voto erano sotto i mille abitanti e certamente una delle unioni più riuscite è stata quella dell'”Altopiano della Vigolana”, nelle zone limitrofe alla collina orientale di Trento. In Vigolana sabato si è corsa anche la “Vigolana Trail”, 64 km con 4mila metri di dislivello positivo. E domenica per i cittadini è stata più in discesa, con Centa San Nicolò, Vattaro, Bosentino e Vigolo Vattaro che hanno detto sì al nuovo comune. Elezioni a ottobre e potrebbe esserci la sorpresa della candidatura a sindaco della nuova entità amministrativa del consigliere provinciale Patt Walter Kaswalder, che lasciò la guida di Vigolo Vattaro per raggiunto numero di mandati consecutivi.

Circa 30 km a est, lungo la statale della Valsugana, si incontra un altro imponente maniero, che di questa stagione ospita molti matrimoni e cerimonie. “Castel Ivano” è il nome del nuovo comune tra Spera, Strigno e Villa Agnedo. Con l'attuale comune dove si trova il castello (Ivano Fracena), guidato dal giovane sindaco Pd Giacomo Pasquazzo, che è intenzionato a seguire gli altri tre comuni a breve.

Dietro Castel Ivano si sale verso il Tesino, dove c'è stata una delle altre grandi sorprese di giornata. Pieve Tesino, il paese che ha dato i natali ad Alcide Degasperi ed al folkloristico senatore leghista Erminio “Obelix” Boso e che recentemente ha visto come vicesindaca Chiara Avanzo, l'attuale presidentessa del Consiglio regionale, ha detto no alla fusione con le altre due realtà (Cinte e Castello) della zona. A nulla è valso il fatto che per le unioni la Regione dia finanziamenti generosi e che la presidentessa del Consiglio regionale sia della zona (fra Pieve Tesino e Telve, dove suo marito è sindaco). No, a Pieve vale di più il “siamo cacciatori di Pieve Tesino e tali vogliamo restare” (foto Nicoletta Brandalise). Una delle retrograde paure che ha fatto dire no all'unione è stato il fatto che nel nuovo Comune del Tesino ognuno avrebbe potuto cacciare in tutta la zona.

 

Un'altra saga campanilistico-famigliare ha avuto l'happy ending infine in Primiero, dove dopo tanti anni di tentativi i cittadini di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua, Siror (dove si fa realmente fatica a capire dove finisca un paese e dove cominci un altro) sono riusciti a mettersi assieme in “Primiero San Martino di Castrozza”.

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Benno Kusstatscher Di., 09.06.2015 - 12:06

Es ist schon interessant, dass viele dieser Gemeinden bereits in den späten 1920er Jahren vom Faschismus zusammengelegt und dann nach dem 2. Weltkrieg wieder individualisiert wurden. 90 Jahre später kommt die Einsicht der Bürger.

Di., 09.06.2015 - 12:06 Permalink