Wirtschaft | Crisi economica

Thun: il pianto degli angeli

I numeri della crisi hanno reso pessimo il clima nel sede dell'azienda. Ed intanto risuonano i "ve l'avevamo detto" dei comitati contro il progetto Thun sul Virgolo.
lq_ac_230827_bmc_6finalistiquartetisidor-67.jpg
Foto: BfB

I dati della crisi della Thun sono implacabili ed i sindacati allargano le braccia. Di contratti di solidarietà manco parlarne ed i rappresentanti dei lavoratori  hanno un margine di manovra che si riduce praticamente solo al richiamo alle disposizioni della legge sulla mobilità, che pone precisi paletti in merito all'individuazione degli "esuberi".
Gli angioletti globalizzati ideati a Bolzano, prodotti in Cina e distribuiti da Mantova dunque non sono più appetibili per il mercato medio, in calo in Italia ed Europa e non ancora nato in Cina. La crisi in pratica ha aperto una voragine sotto i piedi dell'azienda che fino a pochi mesi fa era uno dei fiori all'occhiello dell'Alto Adige e purtroppo saranno molti i lavoratori a lasciarci le penne. 

Ma ecco i dati della crisi, sintetizzati anche nella nostra infografica.
A partire dal 1 settembre l'organico della sede di Bolzano della Thun verrà ridotto quasi di un terzo, con 46 licenziamenti su 186 dipendenti. Dei 46 esuberi, 16 sono a tempo determinato e 30 a tempo indeterminato. 
La cura dimagrante per il personale ha lo scopo di raggiungere il pareggio di bilancio il prossimo anno, ma l'età media dei dipendenti della Thun di Bolzano, 45 anni, dà ai licenziati obiettivamente poche speranze di riassunzione a breve termine, vista la crisi. 
D'altronde se la vedono molto peggio, già da un po', gli operai cinesi della fabbrica dove da anni è stata delocalizzata la produzione. Nel 2011 l'azienda contava 5000 operai formati uno per uno con 18 mesi di corso. Ora sono solo mille, con parte della produzione delocalizzata al quadrato e spostata quindi in Thailandia e Vietnam. L'azienda ha anche un centro logistico a Mantova il cui personale non verrà per il momento toccato, ma solo perché ha già subìto una riduzione piuttosto consistente all’inizio di quest’anno.
L'andamento dei ricavi dell'azienda dopo il +8 nel 2011, ha registrato un -18% nel 2012 ed un ulteriore -12,5% nei primi sei mesi del 2013. In sostanza l'azienda in 18 mesi ha bruciato i suoi piani di sviluppo: nel 2011 i ricavi sono stati 111 milioni, ridotti a soli 90 nel 2012 e per il 2013 è previsto un ulteriore calo.
Il mercato di Thun è soprattutto italiano, con 360 negozi monomarca, 800 multimarca. Thun può contare anche su 400 negozi multimarca in Germania, Austria e Svizzera. Per affrontare la crisi l'anno scorso l'azienda aveva deciso di diversificare la produzione, aggiungendo alla ceramica anche gioelli, accessori per donna, prodotti per neonati. Ma è stato tutto inutile.

E pensare che ancora in dicembre era tornato in auge il progetto faraonico di Matteo Thun per la ristrutturazione del Virgolo a Bolzano, rilanciato dal consorzio di costruttori locali che aveva acquistato i terreni della collina. Un progetto che - lo ricordiamo - prevedeva originariamente una spesa di 255 milioni di cui il 40% a carico dell'ente pubblico, ed era volto a realizzare sul Virgolo un Thuniversum, con annessi hotel, centro congressi, torre e alpenzoo, senza contare nuova funivia e spostamento sulla collina del museo di Oetzi. 
Sul megaprogetto, avanzato nel 2010, si era svolta una battaglia nella quale ha avuto un ruolo un ruolo cruciale Maria Teresa Fortini del Movimento 5 Stelle che ieri, con un pizzico di cinismo, si era prontamente fatta sentire: "Quando consegnammo le migliaia di firme e chiedemmo di realizzare una zona ricreativa di vicinanza invece del Thununiversum sul Virgolo, Durnwalder ci disse testualmente 'Non si riempie la pancia con il turismo degli zainetti'. La Fortini ne è certa: Durnwalder "aveva torto marcio e i cittadini avevano visto più in là di lui". 

La parabola degli angioletti è giunta dunque al capolinea e c'è da giurare che nel prossimo dicembre in via Negrelli non si registreranno i consueti problemi al traffico, dovuti all'immancabile tappa dei visitatori del mercatino di Natale.