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Bessone e i Verdi, scontro al vetriolo

Sgarbi e l’epiteto “chiavatore”: l’assessore risponde per le rime all’interrogazione dei Verdi. L’accusa a Foppa di “abusare del consiglio per denigrare gli avversari”.
Massimo Bessone, Vittorio Sgarbi
Foto: M. Bessone

Toni accesi da parte da Massimo Bessone (Lega) nei confronti dei Verdi. A provocare la discussione è l’interrogazione in consiglio provinciale depositata dal gruppo di opposizione, per chiedere chiarimenti alla giunta riguardo all’epiteto (“chiavatore”) associato da Vittorio Sgarbi all’assessore nella sua visita-show in Alto Adige. Il diretto interessato non ha gradito né il dispositivo in sè né la sua formulazione, a partire dal titolo che riporta cognome e appellativo. Senza attendere una risposta a nome anche del presidente Kompatscher - come lui interpellato nell’atto - Bessone ha fornito il proprio parere. Nel quale ammette sì l’imbarazzo per la frase di Sgarbi, ma include accuse di un certo tenore alla prima firmataria Brigitte Foppa: nientemeno che l’aver “abusato di uno strumento istituzionale per denigrare un collega politico e farsi pubblicità”.

 

Da dove si comincia

 

La lite politica e istituzionale è servita. Per capirne le tappe e le relative posizioni occorre riepilogare gli atti. 

La visita-show di Sgarbi ai luoghi di culto altoatesini, con tappa a Bolzano, condita dalle frasi sull’inutilità delle mascherine e dalla frase attribuita a Bessone, è già stata raccontata ampiamente. In un video successivo il deputato aveva definito l’appellativo, a metà fra le scuse e la giustificazione, “una battuta, che potevo non fare”, rivendicando poi “il diritto al gioco, allo scherzo”. Il tutto in un lungo intervento dalla pagina personale di facebook, in cui in mezzo ai chiarimenti dopo le polemiche sui dpi ha preso di mira per il suo articolo su salto Elisa Brunelli, a sua volta colpita da commenti volgari e sessisti

 

L’interrogazione dei Verdi

 

Tornando a Bessone, in data 8 giugno 2020 arriva l’interrogazione dei Verdi, presentata da Foppa (prima firmataria), Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler. Tre i chiarimenti in merito allintera vicenda rivolti alla giunta, con particolare riferimento al presidente e allo stesso assessore. “Che posizione avete - si chiede - rispetto alle dichiarazioni di Vittorio Sgarbi? È accettabile per la giunta provinciale avere un assessore che si lascia definire in pubblico ‘grande chiavatore’?”. Infine, “l’assessore Bessone ha intenzione di distanziarsi da tali dichiarazioni?”.

 

 

La risposta: i punti critici e le accuse

 

La risposta è stata diffusa dal diretto interessato venerdì 12 giugno 2020, con un comunicato ai media. In italiano, malgrado la domanda fosse in tedesco e prassi vuole che la risposta segua la lingua scelta dal proponente. “È in corso di traduzione e sarà pubblicata sul sito del consiglio provinciale nelle due lingue” precisa a salto.bz Bessone. Per la verità, il testo attualmente presente sul sito è coperto dalla privacy. Si tratta di un errore, che i tecnici dell’assemblea stanno risolvendo.

Venendo alla risposta, il documento è corposo e condito da accuse in neretto. Cercando di riassumere, Bessone interpreta la replica come una dura replica a Foppa. “La battuta non l’ho fatta io, ma l’ho subita” esordisce. Dunque il destinatario dell’interrogazione dovrebbe essere secondo l’assessore Sgarbi. Segue l’accusa citata in apertura sul presunto “abuso” degli strumenti dell’Aula, per aver scelto di fare un’interrogazione “su una battuta pronunciata fuori da un bar, in un contesto ufficioso e scherzoso”. Ancora, Bessone si rivolge nuovamente alla prima firmataria: “Lei dice di ritenersi indignata per quella frase, da lei reputata sbagliata, sessista e volgare, ma ciò nonostante continua, addirittura a distanza di più di tre settimane dalla pubblicazione del video citato, ad associarla alla mia persona, intitolandone addirittura un’interrogazione istituzionale, andando così, soprattutto come donna, ad offendere mia moglie, mio figlio e altre donne”.

Segue il riepilogo “dei fatti”. L’assessore racconta del video, del fatto che mentre Sgarbi parlava lui si trovava “più distante di quello che l’obiettivo facesse credere” e che c’erano “rumori di fondo nell’ambiente, motivo per cui - precisa - non riuscivo a sentire tutto quello che diceva”. La battuta sarebbe giunta inaspettata: “Le sue parole - prosegue - pur con un tono scherzoso, mi hanno colto impreparato. Questo lo si evince anche dal video in cui si vede che arrossisco, rido per l’imbarazzo e prendo aria allontanando per un attimo la mascherina dalla bocca”. 

Fa poi presente il secondo video con le relative precisazioni.

Ancora, un ulteriore biasimo degli attacchi “denigratori agli avversari politici” attribuiti all’esponente dei Verdi. “Vorrei sottolineare - conclude - che è irrispettoso verso i cittadini far perdere tempo alle istituzioni per rispondere ad un’interrogazione scritta che ha come oggetto ‘Bessone il chiavatore’ distogliendo da funzioni amministrative importanti, in un momento difficile come quello della pandemia”.

 

 

Contro-interrogazione in arrivo?

 

Fin qui la replica-sfogo dell’esponente leghista. Interpellato da salto.bz sui toni e le modalità utilizzate, ribadisce la sua posizione. A partire dal fatto che più che con Sgarbi che ha pronunciato la battuta, l’assessore finisce per prendersela con la consigliera dei Verdi che ha chiesto chiarimenti alla giunta. “È vero - risponde -, Sgarbi ha detto una sciocchezza, non sa nulla della mia sfera sessuale e io fra l’altro sono felicemente sposato e ho famiglia, ma pensavo che la cosa finisse lì. Non che diventasse oggetto di un atto istituzionale, citando pure l’appellativo nel titolo”. Da chiarire c’è anche la risposta “in solitaria”, da diretto interessato e senza includere Kompatscher: “Non so se il presidente vorrà intervenire, io intanto ho fornito la mia precisazione”.

Non è finita perché l’assessore annuncia di voler “reinterrogare il consiglio” per capire come mai sia stato accettato proprio quella formulazione. “Ancora - conclude Bessone -, il deputato ha sbagliato ma dai paladini della correttezza, anche su tematiche sessuali, non mi aspettavo una formulazione così volgare”. Una replica dalla controparte è destinata a non farsi attendere.

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Sebastian Felderer Thu, 06/18/2020 - 07:34

Von Sgarbi kann man eigentlich nicht beleidigt werden. Er ist und bleibt die lächerliche Figur in Person. Schlimmer finde ich die Figur die Landesrat Bessone abgibt. Wenn das alles ist, was von der Einschlagskraft der Lega geblieben ist, dann ist sie wirklich nur mehr gut, mit der SVP in der Regierung zu sitzen, mit Betonung auf "sitzen". Als ich im Herbst wegen der Vermeidung des Neubaues der Weißkugelhütte bei ihm war, wo es doch um die Einsparung von 6 Millionen Steuergeld geht, hat er mir Vertretung von Privatinteressen vorgeworfen, weil mein Neffe Hüttenwirt ist und gute Argumente für den Ausbau der alten Hütte vorgelegt hat. Ich habe für diesen Fürsprecher in Bozen gemacht. Wie ein Sgarbi in Rom fehl am Platz ist, so ist auch ein Bessone in Bozen fehl am Platz. Aber die SVP kann solche Situationen dulden oder sucht sie sogar, denn sie tut sich mit solchen Typen leichter. Diese grinsen, wenn sie mit Sgarbi auf Tour gehen und grinsen genauso, wenn sie bei ihrem Job kläglich versagen. Risus abundat in ore stultorum.

Thu, 06/18/2020 - 07:34 Permalink