Chronicle | Il caso

Un evento increscioso

Donna di 90 anni muore domenica, i parenti hanno avuto la notizia solo 4 giorni dopo. La Asl si scusa e annuncia: “Avviata verifica interna”.
ospedale Bolzano
Foto: Suedtirolfoto

Succede anche questo nella sanità altoatesina durante i difficili giorni dell’emergenza sanitaria. Una signora di 90 anni è deceduta domenica scorsa all’ospedale di Bolzano ma i figli lo hanno scoperto solo 4 giorni dopo. La donna, affetta dal Covid-19, era stata ricoverata nel reparto di geriatria del San Maurizio il 17 marzo, dopo che le sue condizioni si erano aggravate. Sabato scorso il quadro clinico era ulteriormente peggiorato. Da quel momento in poi i figli, che avevano visto la madre l’ultima volta l’8 marzo, non hanno più avuto notizie, nonostante le continue telefonate in ospedale. Ieri mattina (26 marzo), dopo l’ennesima chiamata in reparto, un medico ha informato la famiglia che la donna era morta domenica sera, intorno alle 22.30. Il suo corpo giaceva nelle celle frigo della camera mortuaria del San Maurizio. 

Ieri, in una nota, le scuse della Asl: “Non appena la direzione del reparto è stata messa a conoscenza del ritardo ha immediatamente ricontattato la famiglia della paziente esprimendo il proprio rammarico e le più sincere condoglianze. Nel considerare che all’interno dell’ospedale di Bolzano non si è mai verificato un tale increscioso evento - riferisce l’Azienda sanitaria - questo non può che essere principalmente dovuto alla straordinaria e stressante situazione lavorativa che in questi giorni ha sovraccaricato anche il reparto di Geriatria. La direzione dell’Asl altoatesina, la direzione medica dell’ospedale di Bolzano e il primario del reparto di geriatria si scusano con la famiglia e con tutti i parenti della signora”. L’Azienda sanitaria fa sapere che è stata avviata una verifica interna per chiarire quanto accaduto. “Dobbiamo fare luce sulla vicenda - ha detto ieri il presidente della Provincia Arno Kompatscher durante la videoconferenza quotidiana -, dare spiegazioni ai famigliari è il minimo che possiamo fare”.

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Massimo Mollica Fri, 03/27/2020 - 13:51

L'anno scorso ho vissuto un mese in ospedlae e vi confesso che non è stato un bel periodo. Però col sennod i poi sono stato fortunato perché non era scoppiata la famosa pandemia. E pur con aspetti migliorabili ho trovato tanta umanità e persone capaci.
Detto questo ci sono testimonianzie a Bergamo e Brescia che dimostrano come la sanità lombarda fa sostanzialmente schifo! Tante persone sono state lasciate morire come cani nelle prorpie case nonostante telefonate ai medici e al 112. E quello che è peggio è che non è chiaro se tutto questo emergerà finita questa guerra. Che sia chiaro, in Lombardia ci sono migliaia di persone che mettono a repentaglio la propria vita per salvare quella altrui (medici, infermieri e paramedici). Però è il sistema che è marcio! Non c'è organizzazione e molto (troppo) è stato dato alla sanità privata sottraendola aquella pubblica. Un paragone parallelo lo si può fare con la situazione di Trenord.
Ora vi confesso che non sopporterei sapere se pure da noi ci sono persone lasciate morire in casa senza fare nulla. Vi prego di rassicurami se avete notizie, perché nonostante i proclami non è chiaro cosa stia succedendo oggi nella nostra sanità locale. In che situazione siamo messi?

Fri, 03/27/2020 - 13:51 Permalink