Politics | decoro urbano

“La movida? Basta spostarla sul Talvera”

Creare ritrovi alternativi per il riposo dei residenti, punire chi non rispetta “la convivenza civile”. La ricetta dei Verdi per la gestione notturna del centro storico.
Prati del Talvera
Foto: Paolo Florio

Uno spettro si aggira per il centro storico di Bolzano: è il fantasma della “movida”. Quello che una volta era un termine che si addiceva perlopiù alle vie in cui erano concentrate le discoteche di Ibiza e Riccione, al giorno d’oggi veste bene qualsiasi situazione preveda la micidiale combinazione di giovani e alcolici, soprattutto se questi alcolici sono quelli acquistati a basso costo nei supermercati, e non quelli belli da vedere, preparati con amore e consumati seduti e composti ai tavolini dei bar del centro storico, azione invece considerata virtuosa e che merita pertanto la più lusinghiera definizione di “sostegno agli esercenti locali”. Oggi il termine movida assume una connotazione perlopiù negativa, un problema da affrontare e che se non si può eliminare del tutto almeno va spostato, come fosse un pacco postale, e possibilmente il più lontano possibile. Bottiglie rotte, cartacce, risate e decibel troppo elevati, un divertimento considerato non conforme dall’amministrazione e opposizione che danzano in girotondo, ma soprattutto al decoro tanto caro alla gente perbene, l’interlocutore privilegiato al quale la politica si rivolge e a cui deve garantire il meritato riposo notturno.

 

L’ossessione per il degrado e il mantenimento del decoro, il divertimento non “disciplinato” (che divertimento non è, non può essere, meglio chiamarlo vandalismo), sono entrate prepotentemente all’ordine del giorno, capofila delle agende politiche delle amministrazioni locali. Il Sindaco Renzo Caramaschi non ha mai fatto mistero della propria politica della "tolleranza zero", anche per non lasciare spazio alla destra che ciclicamente brandisce lo stendardo del Daspo urbano e di altre variegate misure repressive: il centrosinistra ha già tutto sotto controllo, ribadiscono. Mentre si aspetta la decisione definitiva della Giunta in merito alle restrizioni che andranno ad interessare le zone del centro, tra cui piazza Erbe, il gruppo dei Verdi ci tiene a sottoporre il Primo cittadino e la stampa ad alcune delle proposte elaborate per cercare di risolvere quella che loro stessi definiscono “la situazione difficile che si è creata nel centro storico durante le ore notturne”. 
Secondo i Verdi del capoluogo, è necessario adottare un piano integrale a lungo termine per gestire la vita notturna in centro. Un processo partecipato che possa conciliare il diritto alla socialità e l’ancor più sacro diritto al riposo notturno dei residenti nel centro città. Sul rispetto dell’ordine pubblico non si discute e sono categorici: gli eccessi vanno sanzionati. Il metro di misura su cosa sia eccesso e cosa sia accettabile non è ben specificato, ma sottolineano che “la movida del Centro deve rispettare le regole del Regolamento di Polizia Urbana e del Codice Penale. Quando la movida comporta un sistematico disturbo del riposo notturno delle persone (ed atti di vandalismo) c’è il dovere legale per le Forze dell’ordine di intervenire in protezione dei minimi valori delle convivenza civile. Non è giusto - scrivono - che tutti debbano soffrire di misure restrittive e proibizioniste per poche persone che non rispettano le regole di una sana convivenza e soprattutto non è accettabile che gli abitanti non riescano a dormire per parecchie notti di seguito e si vedano in certi casi costretti a traslocare”.


Ma la vera domanda per Rudi Benedikter e Zeno Oberkofler, i firmatari della nota, è: dove si possano incontrare i giovani la sera in centro? Quello che i Verdi riscontrano è una mancanza di punti di ritrovo per i giovani in centro alternativi a piazza Erbe e zone limitrofe e per questo proporrebbero di rispolverare spazi ad oggi poco utilizzati, in particolare individuare le piazze del centro distanti dalle zone densamente abitate oppure quelle circondate da uffici e negozi. Una volta terminata la ricerca andrebbe creata un’offerta adeguata tale da disincentivare l’afflusso di giovani in piazza Erbe.
Elemento ancora più importante è la valorizzazione dei prati del Talvera, in particolare la passeggiata sul lato del centro storico, così come il parco Cappuccini. Andrebbe creato, secondo i consiglieri, “un ambiente sicuro con una illuminazione adeguata con degli stand stile mercatini di natale dove ci si può incontrare e consumare da mangiare e da bere”. 
Ultima, ma non per importanza, è la proposta del Gruppo Verde di istituire i cosiddetti "Awernessteams", gruppi di operatori specializzati nel gestire episodi considerati troppo zelanti grazie alla stretta collaborazione con le Forze dell’ordine. In questo modo, sostengono, diventerebbe più semplice “individuare le persone che non si attengono alle regole, richiamarle ed eventualmente allontanarle”.