Bianchi, Christian
Domus bauexpert
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LA PETIZIONE

"La gente di montagna teme il lupo"

Bianchi, che governa a Laives con l'Svp, si smarca da Caramaschi e apre le porte alla raccolta firme di Schuler. "Non giudico. L'iniziativa nasce dalle preoccupazioni".
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Auf den Wolf gekommen

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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 21 Marzo, 2018 - 15:23

"Siccome se ne parla allora il problema esiste" tradotto chi ha in mano le leve della comunicazizone ha in mano il potere. Siccome si parla di extracomunitari, indipendentemente da quanti siano, allora il problema esiste. Si parla di lupi il problema esiste. Non si parla di morti in strada, non esiste il problema.
Che ragionamento bacato.

Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 21 Marzo, 2018 - 15:25

p.s. e faccio notare come non abbia scritto niente in merito sul suo profilo Facebook (dove non si risparmia di certo) !

Ritratto di Sergio Sette
Sergio Sette 22 Marzo, 2018 - 09:37

Non mi stancherò mai di dirlo ma il problema del lupo (o dell'orso) non è il vero problema. Bene ha fatto Caramaschi a non accogliere l'invito di Schuler (irricevibile nei modi) ma la petizione è assolutamente naturale, esplicativa di come l'ambiente è percepito e di conseguenza gestito: una semplice risorsa economica. Se accettiamo questa visione allora ahimè dobbiamo accettare anche la petizione di Schuler, per semplice coerenza logica. E siccome questa visione e la sua deriva inarrestabile è fortemente supportata dalla maggior parte della popolazione (non è messa in discussione nemmeno dai Verdi), mettiamoci pure il cuore in pace, arriveremo ad una "regolamentazione", non ci sono alternative.

Ritratto di Mensch Ärgerdichnicht
Mensch Ärgerdichnicht 22 Marzo, 2018 - 11:58

In alternativa la visione più corretta dell'ambiente quale sarebbe? Lei è conscio del fatto che l'ambiente malga vive e può esistere come esiste solo grazie alla presenza dell'uomo e degli animali che ci porta?

Ritratto di Sergio Sette
Sergio Sette 23 Marzo, 2018 - 08:51

La visione più corretta è quella che vede l'ambiente montano (ma non solo) come risorsa naturale al pari di quella economica. Lasciando spazi anche ad ecosistemi naturali. Lei lo sa che l'idea su cui è basata la nostra politica forestale, ossia che senza un pesante intervento umano i boschi degraderebbero e ci sarebbero rischi idrogeologici, è dal punto di vista scientifico una vera e propria sciocchezza? E non lo dico io, lo dicono gli scienziati sulla base di innumerevoli studi.
Riguardo le malghe sono consapevole che sono ambienti antropizzati e che senza un loro utilizzo non esisterebbero. Ma si tratta di trovare un giusto equilibrio: le malghe esistevano anche prima della costruzione delle forestali camionabili che ora le rendono accessibili ai mezzi pesanti fin oltre i 2000 metri di quota, esistevano anche prima che si facesse uso massiccio di concimi e sementi che hanno azzerato la flora naturale, così, solo per fare un esempio.
Il problema è che si ragiona solo in termine di profitto a breve termine ed è passata l'idea che essendo il bosco privato allora ci si può fare quello che si vuole.

Ritratto di Mensch Ärgerdichnicht
Mensch Ärgerdichnicht 23 Marzo, 2018 - 16:00

Mi sa dire di preciso su quale malga in Alto Adige, dove vengono portate pecore e capre, si fa uso massiccio di concimi e sementi? Non è che sta facendo confusione con i prati per la produzione di fieno?
Gli spazi per gli ecosistemi naturali ci sono anche nei vigneti e nei meleti. Anche qui credo che Lei confonda uno spazio naturale o un ecosistema, con un tipo di ecosistema che è la foresta vergine. Dubito anche che corsi d'acqua e boschi limitrofi non siano fonte di pericolo se lasciati all'incuria. Il problema è che in natura una valanga di fango quando abbatte qualche albero e un coniglio non da fastidio a nessuno, se però più a valle ci sono centri abitati e ci scappa il morto umano, il problema si pone. Inoltre poi se vogliamo avere corrente elettrica in casa e non vogliamo bruciare carbone o appestare il pianeta con il nucleare, qualche centrale idroelettrica ci vuole. Allo stesso modo se non vogliamo ricorrere a mobili di plastica, qualche albero lo dovremo sacrificare.
E pensi un po', oltre agli scienziati che hanno scoperto che la natura, se lasciata da sola si sa arrangiare benissimo (scoperta più o meno paragonabile all'acqua calda), che però include che l'uomo sloggi o torni a vivere come Ötzi, ce ne sono altri, che hanno scoperto ed elaborato rapporti di simbiosi fra l'uomo e la natura: selvicoltura ed agricoltura! Per una natura vergine ed incontaminata abbiamo i parchi naturali. Per il resto una sana convivenza fra uomo e natura con risvolti positivi per l'economia e l'ambiente è quello che ci preponiamo da anni e in Alto Adige stiamo facendo un buon lavoro.

Ritratto di Sergio Sette
Sergio Sette 25 Marzo, 2018 - 11:01

In passato abbiamo fatto un buon lavoro, concordo al 100%.
Ma negli ultimi anni (10-15) si è superato il limite. Poi lo si può vedere o meno...

Ritratto di Mensch Ärgerdichnicht
Mensch Ärgerdichnicht 25 Marzo, 2018 - 18:29

Bene, sono gli scienziati stessi a confermare parola per parole quello che ho scritto sopra. In alcune zone d'Italia, specie in meridione, quello che Lei afferma è sacrosanto, ciò però non vale per buona parte del nord e di certo non per il TN-AA. La malga concimata l'ha trovata?

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