idrogeno, auto
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A22 e non solo

Idrogeno più competitivo

L’Alto Adige punta sul combustibile “ecologico” per il corridoio del Brennero. “De Micheli valuterà l’esenzione del canone di rete per favorire la produzione”.
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Ritratto di Claudio Campedelli
Claudio Campedelli 22 Ottobre, 2020 - 17:50

1) "Lo sviluppo futuro del corridoio del Brennero dovrà contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone che vivono a ridosso dell’A22 e della ferrovia, ..."
Intano (da almeno 10 anni) non vengono rispettate nemmeno le leggi (rumore e inquinamento dell'aria) attuali. Il che provoca circa 80 morti premature all'anno, solo in Alto Adige.

2) Come se non bastasse finanziamo con più di 6.000 (seimila) milioni di euro all'anno l'autotrasporto delle merci. Fonte: PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA

3) L'idrogeno per l'autotrazione potrebbe (forse) ridurre l'inquinamento atmosferico sulla strada ma non l'inquinamento acustico.

4) Ma quanti soldi pubblici (dall'unione europea, stato italiano, provincia autonoma di Bolzano, A22 spa) sono stati utilizzati per questo progetto? Non sarebbe stato meglio spendere questi soldi per la sanità pubblica?

5) Nel PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA è prevista l'elettrificazione delle autostrade. Perché non viene attuato questa soluzione?

6) Buona notizia: dal dicembre 2020 in Germania non posso circolare i vagoni ferroviari rumorosi. Sull'asse ferroviario del Brennero si dovrebbe avere un miglioramento della qualità ambientale. Questo non grazie ai nostri amministratori pubblici. E speriamo che non si riduca il trasporto ferroviario.

Ritratto di Michele De Luca
Michele De Luca 24 Ottobre, 2020 - 00:49

Mah... basta leggere quanto scrivevo come commento all'articolo pubblicato nel 2017. Non è che sia cambiato molto. Ovvio che ci sono i lobbisti dell'H2 che continuano a premere sulla Provincia che, a sua volta, essendosi legata mani e piedi a questo progetto una decina di anni fa, pur avendo dato il tutto adesso ad Alperia, non fa altro che assecondare in continuazione i "desiderata" di Bolzano Sud.
Per il resto c'é molto sulla carta ma ci sono una valanga di soldi da parte della UE. Staremo a vedere... ma intanto di auto H2 ce ne sono solo due prodotte in serie (piuttosto care), la rete di distribuzione inesistente e tutta da creare, oltre ad un discorso di efficienza energetica dell'H2 non propriamente brillante (escludendo i casi in cui serva per immagazzinare energia che altrimenti verrebbe persa).
Sui camion H2 sono proprio curioso sulla effettiva fattibilità, a parte i costi che saranno semplicemente... enormi. Sui bus, quelli a batteria hanno superato da mo' quelli H2 (quelli di Bolzano non sono neanche andati in serie... 13,5 milioni di Euro spesi, di cui 4,4 di contributo UE). In parallelo, però, si è deciso di rinnovare la flotta Sasa a gasolio (!) con una coerenza inesistente e violando il Piano Clima, rendendo così Sasa la barzelletta del tpl in Italia, come sentito alla Ibe di Rimini, tacendo di quello che è stato speso (in più).
Poi c'è il fantasmagorico masterplan idrogeno 2030, dove si è indicato un obiettivo di 660 bus H2. Sulla base di quali elucubrazioni si sia potuto immaginare tale obiettivo, ad oggi non si sa. Avevo chiesto di avere il documento del masterplan ma... la mia richiesta di averlo è rimasta senza risposta. Come al solito, trasparenza zero.

Ritratto di Gianguido Piani
Gianguido Piani 24 Ottobre, 2020 - 09:12

L’esenzione dal canone di rete al fine di rendere più competitiva la produzione dell’idrogeno è in totale contraddizione con le teorie premiate quest’anno con il “quasi Nobel” per l’economia e secondo le quali in un mercato perfetto il prezzo di un qualsiasi bene o servizio tende al suo costo marginale. Questo non significa che le teorie premiate a Stoccolma siano giuste, anzi, cozzano con la realtà (quelli del comitato non verificano i riscontri pratici prima di assegnare il premio?) Esse rappresentano però il fondamento teorico del liberismo di mercato che negli ultimi decenni la UE ha sposato in pieno.

Per fornire qualsiasi bene o servizio le tipologie di costo sono due, fissi e marginali. Nel prendere l’autobus non paghiamo solo quei pochi grammi di gasolio consumati in più a causa del nostro peso ma anche, in quota-parte, l’ammortizzazione del veicolo, lo stipendio dell’autista, la pulizia ecc.

L’esenzione del canone di rete per l’idrogeno sarebbe un regalo immotivato, sotto altro nome. Nelle grandi infrastrutture a rete i costi fissi rappresentano la parte maggiore. Perché noi consumatori dobbiamo sovvenzionare una tecnologia che da sola non va da nessuna parte e il cui contributo, anche e soprattutto in termini ecologici e di riduzione di emissioni, è e quasi certamente resterà irrilevante?

Le grandi tecnologie: ferrovie, Internet, reti elettriche e molte altre hanno sì in diversi periodi ricevuto contributi pubblici ma hanno anche dimostrato abbastanza rapidamente di avere filiere funzionanti e senza criticità particolari. Per decenni la UE ha insistito che queste tecnologie dovessero essere gestite solo in termini di mercato del liberi tutti, ora al contrario offrono finanziamenti a pioggia per progetti strampalati e irrealizzabili dei quali l’autostrada a idrogeno è solo uno dei tanti. L'opzione di un giusto mezzo pragmatico è troppo spesso estranea alle nostre istituzioni locali, nazionali, europee. Basterebbe lasciare l’idrogeno alle forze del libero mercato e questo non interesserebbe più a nessuno.

Idrogeno, stoccaggio della CO2, biocarburanti e altre soluzioni che fanno molto “smart” ed “ecologico” hanno costi osceni e non funzionano nella pratica. La loro finalità principale è servire da cosmetico per la politica. Tanto nel 2030 a governare sarà qualcun altro e il conto andrà a lui. Che risponderà promettendo l’energia a costo sottozero e ossigeno gratis per tutti, per il 2070!

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