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Banda larga

Banda larga - le sfide dell'innovazione

La banda larga è una delle infrastrutture strategiche per l'innovazione e lo sviluppo dell'Alto Adige. A che punto siamo con la costruzione della rete?
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di Flavio Pintarelli

Se c’è un’espressione che ricorre con una certa frequenza nei dibattiti sull’innovazione quella è di certo “banda larga”.

Con queste due parole, ci informa Wikipedia, indichiamo di solito “la trasmissione e ricezione di dati informativi, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità, sullo stesso cavo o mezzo radio grazie all'uso di mezzi trasmissivi e tecniche di trasmissione che supportino e sfruttino un'ampiezza di banda superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni detti invece a banda stretta (narrowband)”.

Dal punto di vista tecnologico, parlare di connessione a banda larga oggi significa soprattutto parlare di copertura delle connessioni a fibra ottica.

Purtroppo, nonostante le volenterose dichiarazioni di intenti, questo è un campo in cui l’Italia sconta ancora un evidente ritardo. Stando ai dati Akamai, nell’ultimo trimestre del 2016 il nostro paese è addirittura sceso dalla 48esima alla 51esima posizione nella classifica mondiale. A livello europeo invece, dice l’istituto I-Com, ci classifichiamo alla 28esima piazza. 

In questo panorama il Trentino Alto Adige purtroppo è ben lontano dall’essere un'eccellenza. Insieme a Valle D’Aosta, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Molise la nostra è una delle regioni d’Italia in cui la percentuale di copertura delle connessioni a fibra ottica non ha ancora superato il 40%.

Per capire le ragioni di questa situazione e gettare uno sguardo verso il futuro che ci aspetta abbiamo chiesto l’opinione di Sergio Vemic. Sergio è il CTO (Chief Technical Officer/ Direttore Tecnico) di Telmekom, un’azienda di Lana che si occupa di connettività e telecomunicazioni da oltre 20 anni.

Nata come rivenditore di centralini telefonici, Telmekom negli anni si è evoluta offrendo prima la creazione di linee telefoniche, poi la connettività (ADSL e ponti radio) per diventare oggi un player nel mercato della creazione di infrastrutture internet. 

Oggi Telmekom è un Internet Service Provider il cui nodo centrale ha sede a Bolzano e la cui rete copre circa 20 comuni altoatesini.

“All’inizio del 2016” esordisce Sergio raccontandomi in che modo la sua azienda è riuscita a creare questa rete “c’erano un paio di comuni con la fibra ottica posata ma non c’era nessuno che offrisse servizi ai cittadini. Vuoi per la lentezza delle amministrazioni a muoversi in questo campo, vuoi per le oggettive difficoltà nella posa della fibra sul nostro territorio, la situazione era questa. A cambiare le cose sono stati, almeno nella nostra zona, i comuni di Scena e Silandro che hanno emanato un bando per concedere l’infrastruttura ai provider e hanno cercato attivamente dei partner per offrire servizi”.

Quel bando, costruito intorno a un vecchio contratto creato dal consorzio dei comuni, è andato deserto. 

“Nessun provider ha risposto alla chiamata dei due comuni” continua Sergio “per noi è stato un colpo di fortuna, perché ci siamo inseriti, portando connettività. Da lì si è generato un effetto a valanga”. Era la metà del 2016, quella che per molti segna l’inizio del mercato della fibra ottica in Alto Adige. Un mercato che, per svilupparsi a pieno, deve affrontare problemi tecnici legati alla morfologia del territorio ed è legato alla visione degli amministratori altoatesini.

Questa prevede infatti la realizzazione di un punto di distribuzione centralizzato a Bolzano per la rete a banda larga, il cui sviluppo commerciale è stato affidato a due soggetti: Alperia e Infranet, un ramo d’azienda scorporato da Brennercom e di cui la Provincia possiede l’83% delle quote. L’obiettivo è quello di fornire ai provider nazionali un unico interlocutore con cui negoziare la possibilità di offrire i loro servizi in Alto Adige.

Tuttavia, nota Sergio “per poter arrivare a questa situazione Alperia deve essere presente in modo capillare su tutto il territorio provinciale. Questo significa che i tempi non saranno brevi. Secondo me, seguendo questa strada, ci vorranno dai tre ai cinque anni per poter avere la banda larga a un prezzo giusto, che per un privato si aggira intorno ai 30€ al mese. Ma il problema è che i comuni portano la fibra fino all’attacco generale in casa (per esempio il contattore elettrico) e sta al singolo utente portarla fino al punto più idoneo nell’edificio".

Ma le difficoltà nel coprire il territorio non si fermano qui “ad esempio" prosegue Sergio "a Capodanno siamo stati incaricati di costruire una rete in Val Martello, per portare la connettività agli atleti impegnati nei campionati di Biathlon. Per poter offrire un servizio di alta qualità (80 mega in download e 40 in upload) abbiamo collegato Bolzano a Silandro con la fibra e da Silandro fino al centro Biathlon attraverso una serie di ponti radio”.

Insomma, illuminare il nostro territorio con la fibra ottica e garantire ai cittadini e alle aziende connessioni stabili a banda larga è un’operazione tutt’altro che banale. Per poter godere dei vantaggi di una rete a banda larga avremo bisogno di sforzi importanti da parte delle aziende e di una chiara visione del futuro da parte della politica.

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