Cio, Morariu, Duby, Anterselva, olimpiadi
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Il sopralluogo

“Qui sedi olimpiche di qualità”

Gli inviati del Cio Morariu e Duby elogiano Cortina e Anterselva candidate ai Giochi 2026. Ma l’esame sarà “oggettivo”. Dorothea Wierer dimenticata tra i campioni locali.
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Siamo molto entusiasti per la visita, abbiamo visto alcune strutture iconiche a Cortina, come l’anello del ghiaccio utilizzato nel 1956, e anche qui (ad Anterselva, ndr) lo stadio che si presta alla coppa del mondo. Possiamo giudicare la qualità delle sedi e anche la professionalità delle persone che le gestiscono, un fattore altrettanto importante”. Parola di due pezzi da novanta del Comitato olimpico internazionale, venuti per visitare da vicino le strutture candidate alle Olimpiadi invernali del 2026. 

Siamo molto entusiasti per la visita. Possiamo giudicare la qualità delle strutture e anche la professionalità delle persone che le gestiscono, un fattore altrettanto importante (Octavian Morariu e Christophe Duby, Cio)

 

Anterselva Cio
La delegazione del Cio ad Anterselva, nella visita partita da Cortina e proseguita in Trentino. Foto: Usp/Provincia di Bolzano

Octavian Morariu, capo della commissione valutazione, e Christophe Duby, responsabile delle candidature olimpiche, hanno guidato la delegazione che ha fatto tappa a Cortina e Anterselva e concluderà il 6 aprile i sopralluoghi in Italia. “Noi osserviamo, raccogliamo informazioni e le analizziamo assieme ai nostri partner italiani. È però difficile essere obiettivo di fronte a tanto entusiasmo”, afferma il primo, che ricorda al collega i tanti campioni altoatesini del biathlon, a partire da Lukas Hofer, ma dimentica Windisch e soprattutto Dorothea Wierer, primo atleta italiano ad aver vinto la world cup della disciplina. “Cercheremo però - aggiunge - di essere il più possibile realistici ed obiettivi nella valutazione”.

Mi ha colpito molto quanto qui in Alto Adige amino il biathlon, quanto sia radicato. Questa è una grande cosa (Duby)

Duby rivela la sorpresa per l’apprezzamento locale dello sport che unisce sci e tiro a segno: “Mi ha colpito molto quanto amino il biathlon, quanto sia radicato. Questa è una grande cosa”. “È impressionante - riprende la parola Morariu - il numero di medaglie per una regione così piccola, c’è una grande passione dietro”.

È impressionante il numero di medaglie per una regione così piccola, c’è una grande passione dietro (Morariu)

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Il logo della candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026 condivisa da Milano, Cortina, Alto Adige e Trentino. Foto: Usp/Provincia di Bolzano

I delegati del Cio promettono dunque imparzialità e criteri oggettivi per una valutazione - che servirà per il verdetto finale del 24 giugno a Losanna - il più possibile approfondita. “Guarderemo il budget nel dettaglio ma anche lo sviluppo di questa pista, al di là delle candidature olimpiche. È importante che gli investimenti siano fatti a prescindere dalla destinazione per i Giochi. Semmai si adattano ad essi”.

Per Arno Kompatscher, impegnato ad accompagnare la visita (poi proseguita in Trentino) assieme al presidente del Coni Giovanni Malagò, ci sono buone chance da giocare per ospitare i Giochi “all’insegna della sostenibilità”. “Se l’Italia otterrà l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, siamo pronti a fare la nostra parte affinché la parola d’ordine dei Giochi, buona parte dei quali si potrebbero disputare nel cuore delle Dolomiti patrimonio Unesco, sia il rispetto dell’ambiente”. 

La commissione è rimasta molto colpita dallo straordinario know-how di Anterselva (Giovanni Malagò, Coni)

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Giovanni Malagò, presidente del Coni (a destra), con Arno Kompatscher. Foto: Usp/Provincia di Bolzano

Approva Malagò: “La commissione è rimasta molto colpita dallo straordinario know-how di Anterselva che non a caso ha ottenuto l’organizzazione dei Mondiali di biathlon del prossimo anno. Nonostante il livello della struttura sia altissimo, qua si continua ad investire per migliorare. Siamo ottimisti, ma la strada verso le Olimpiadi 2026 è ancora lunga”.

Intanto nella “valle del biathlon” ci si prepara al Mondiale 2020. “In caso di successo della candidatura italiana saranno già un antipasto di ciò che potrà accadere nel 2026” conclude Kompatscher.

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