Politik | Fine legislatura

"Non è un mio problema"

Luisa Gnecchi sulla fine della legislatura, i rapporti con il Pd locale, la condanna a Renzi e la critica al neosegretario Huber. Il futuro politico? "La coerenza".
Luisa Gnecchi
Foto: Südtirolfoto/Othmar Seehauser

Luisa Gnecchi, classe 1953 (64 anni), ex sindacalista, ex vicepresidente della Provincia di Bolzano e della Regione Trentino-Alto Adige, parlamentare dal 2008 con il 97% di presenze in aula e fiera sostenitrice di Pierluigi Bersani. Quest'ultimo fondatore del nuovo partito anti-renziano Liberi e Uguali, frutto della scissione interna al Partito Democratico, in cui la Gnecchi ha però deciso di rimanere e portare avanti il lavoro fino a fine legislatura, e dopo?

salto.bz: La legislatura è ormai finita, le elezioni sono alle porte, qual è il giudizio complessivo che dà a questi ultimi cinque anni?

Luisa Gnecchi: E' difficile esprimere un giudizio complessivo che sia in qualche modo positivo. La legislatura doveva iniziare con Bersani premier, con un parlamento che avrebbe dovuto avere come maggioranza la coalizione di "Italia. Bene Comune", una grande coalizione di sinistra. Però sono arrivati troppi pochi voti per garantire a questo paese un reale governo di centrosinistra e allora ci siamo ritrovati Angelino Alfano vicepresidente del Consiglio dei ministri.

Ha sempre detto - in questi ultimi tempi - che sarebbe rimasta nel Partito Democratico per finire il suo lavoro sulle pensioni, fin dal 2014, quando l'ex segretario del Pd locale Antonio Frena le chiedeva le dimissioni dal partito per "coerenza", in merito alla mancata fiducia, che non aveva votato al Governo Renzi. Crede di esserci riuscita?

Di sicuro abbiamo fatto passi avanti e portato cambiamenti utili, frenato i danni in corso, anche se quello svolto non è stato un lavoro sufficiente e c'è ancora tanto da fare.

Per esempio?

Ad esempio la condizione delle donne, anche quelle con figli, non è ancora stabilizzata, si deve di sicuro fare di più.

"Trovo poco fruttuoso il fatto che il Partito Democratico abbia saputo dialogare solo con la Volkspartei e non con i Verdi"

Alla Camera ha lavorato con Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro, di cui lei è capogruppo per conto del Pd, con Damiano c'è stata sintonia o dissapori anche per quanto riguarda il partito nazionale?

Con Damiano c'è sempre stata assoluta sintonia, abbiamo lavorato bene e abbiamo anche scritto insieme un saggio che sia chiama Tutto sulle pensioni.

Lei si è sempre dichiarata come "bersaniana doc" e infatti non ha mai digerito la presenza di Matteo Renzi, nè alla guida del partito, nè a capo del governo. Crede che sia arrivata l'ora, data la fine della legislatura, di seguire Bersani nel nuovo schieramento di sinistra?

Questo si vedrà, la priorità che sento io al momento è quella di ricostituire un fronte comune del centrosinistra a livello locale, territoriale. Trovo poco fruttuoso il fatto che il Partito Democratico abbia saputo dialogare solo con la Volkspartei e non con i Verdi. Bisogna ricordare però che alle elezioni del 2013 si era riusciti insieme a convergere sul nome di Francesco Palermo per il Senato, eletto nelle fila del Pd e dell'Svp ma sostenuto anche dai Verdi. Io penso che il Pd, debole come è adesso a livello locale, debba iniziare un lavoro vero di centrosinistra. Basta vedere che noi abbiamo solo due eletti in consiglio provinciale e i Verdi ne hanno tre e pensare che i Freiheitlichen ne hanno addirittura 5. Ci si dovrà accorgere prima o poi che le cose non funzionano così bene.

 

Gli elettori del Pd  hanno confermato Matteo Renzi quasi con il 70% dei voti, come Gianni Cuperlo si sente in minoranza nel partito o si sente ancora rappresentata dal Pd, come minoranza che cerca ancora di cambiarlo dall'interno oppure che non vede l'ora di uscirne?

Certo che siamo in minoranza nel partito e a cambiare le cose ci pensiamo tutti i giorni e abbiamo cercato di farlo in precedenza, speriamo di continuare a farlo oppure dovremo rinunciare e poi si vedrà. Le politiche di quest'anno daranno un segnale forte al segretario Renzi, vedremo come andranno a finire.

"Sono tranquilla rispetto alla mia coerenza, altre persone dovrebbero esserlo di meno, come i 'giovani', che si sono presentati ultimamente, che più di altri hanno saputo cambiare indirizzo, inseguendo l'opportunismo politico"

Tra pochi giorni si apriranno le assemblee territoriali di Liberi e Uguali e sono saltati fuori i nomi di Riccardo Dello Sbarba, consigliere provinciale dei Verdi, e il suo. E' interessata alla nuova prospettiva oppure no?

Beh, la mia storia mi rappresenta e vengo dall'area di Alexander Langer, sono stata eletta sempre in coalizioni di centrosinistra, una volta in cui c'era anche Rifondazione Comunista all'interno e vengo sempre da un'esperienza sindacale, come segretario della confederazione CGIL territoriale. Sono sempre stata coerente con il mio credo politico di centrosinistra e che rivendico, non rinnego. Sono tranquilla rispetto alla mia coerenza, altre persone dovrebbero esserlo di meno, come i "giovani", che si sono presentati ultimamente, che più di altri hanno saputo cambiare indirizzo, inseguendo l'opportunismo politico.

Si riferisce a Matteo Renzi o anche al Pd locale?

Credo a entrambi. Basta vedere che nel 2012 il nostro neo-segretario Alessandro Huber sosteneva Bersani molto fortemente, insieme a Civati, anche lui fuoriuscito dal Pd. Lo stesso Carlo Costa (renziano, che ha sostenuto Huber, ndr) sostenne allora Bersani, che era a capo del comitato per Bersani premier. I cambi di direzione sono frequenti e anche quelli di casacca, non mi stupisce che adesso Di Maio abbia proposto quella multa - incostituzionale - per chi esce dal Movimento 5 stelle. E' un problema reale e che si dovrebbe affrontare.

Per ritornare al cambio di indirizzo politico, crede anche lei, come dice Uwe Staffler (candidato alle primarie del Pd vinte da Alessandro Huber), che a livello territoriale, bisogna "cambiare tutto"?

Io non do lezioni e non sono nella posizione per farlo e non è nella mia indole, quella cosa lì appartiene ad altri. C'è da dire che il Partito Democratico stesso ha cambiato natura. Il partito continua a perdere. Riferendomi al mio discorso sui giovani, dico solo che la mia militanza politica non è inficiata dal fatto che io sia vecchia o stanca e le mie presenze in parlamento e il lavoro svolto lo dimostrano pienamente.

Anche al di fuori del Pd?

Non è un problema, non è un mio problema, quello della qualità della mia militanza politica.

"Durante le primarie, vinte da Huber, sono stata collocata nella minoranza del partito insieme a Roberto Bizzo. E' stata una pura strategia politica della maggioranza"

Con il partito locale c'è ancora uno stretto dialogo oppure qualcosa si è rotto in questi anni? Alcune questioni sono evidenti e palesi, soprattutto con il Pd renziano.

E' chiaro che io continuerò a sostenere Uwe Staffler, come ho fatto in questi mesi. Durante le primarie, vinte da Huber, sono stata collocata nella minoranza del partito insieme a Roberto Bizzo. E' stata una pura strategia politica della maggioranza, eppure Bizzo aveva 15 membri nell'Assemblea provinciale, quasi metà del Pd. Pura strategia per portare discredito alla mia persona, per aver sostenuto Staffler e ognuno ha le responsabilità che ha per le cose che mi sono state attribuite.

Il futuro di Luisa Gnecchi?

In coerenza con me stessa, nell'area sinistra del Partito Democratico.