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Centro commerciale

Stop al Twenty, la Provincia non ci sta

Dopo le lettere ai negozi annunciate dal sindaco per il rischio chiusura, Palazzo Widmann ricorre in appello contro la sentenza del Tar che ha annullato i permessi.
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Il “caso” Twenty resta al centro delle cronache altoatesine. Dopo le lettere annunciate ieri dal sindaco ai negozi del centro commerciale soggetti al rischio chiusura - un’ipotesi teorica, conseguente alla sentenza del Tar che aveva dichiarato illegittima la concessione edilizia e la variante urbanistica, e che le istituzioni cercano di scongiurare - arriva la decisione della Provincia. L’amministrazione farà appello contro la sentenza del tribunale amministrativo di Bolzano e la questione passa dunque al Consiglio di Stato a Roma.

 

Gli sviluppi del contenzioso

 

Lo scenario è complesso e verte sul raddoppio del centro commerciale amato dai bolzanini, realizzato dal gruppo Podini e oggetto in seguito del contenzioso mosso dai concorrenti, Tosolini e Aspiag. 

Motivo della disputa, la variante urbanistica approvata dalla Provincia e la concessione edilizia rilasciata dal Comune nel 2014 (sindaco Spagnolli), che alla variante fa riferimento. Un documento urbanistico che definisce il Twenty quale unico centro commerciale di rilevanza provinciale.

Proprio uno dei punti contestati dal tribunale amministrativo regionale di Bolzano, che con sentenza del primo luglio 2019 ha dato ragione ai ricorrenti, dichiarando illegittime sia la variante che il permesso a costruire. Nel frattempo, in questi mesi si è mosso Palazzo Widmann per modificare il piano di rischio aeroportuale, che considera la struttura soggetta a tale rischio ed costituirebbe un altro degli elementi valutati dai giudici. In questo modo si “sanerebbe” quindi l’illegittimità relativa alla struttura, situata in parte nell’area interdetta.

 

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Bolzano sud: il centro commerciale Twenty in via Galilei è al centro di un contenzioso sui permessi di costruzione. Foto: salto.bz

 

Le lettere ai negozi per la chiusura

 

In questa fase intermedia tuttavia, come ha detto ieri il sindaco Caramaschi, gli enti pubblici devono muoversi seguendo le normative vigenti e le sentenze. Per questo il Comune si è mosso di conseguenza preparando le lettere a quelle attività commerciali ospitate nel “Twenty bis” che devono affrontare la procedura di chiusura in base agli esiti della sentenza.

Il primo cittadino ha detto che sono in fase di individuazione le imprese la cui ubicazione ricade nel piano di rischio aeroportuale e che per gli effetti della sentenza dovranno essere informate tramite apposita lettera dell’avvio del procedimento di chiusura. “Ovviamente - ha detto il sindaco - le aziende interessate dovrebbero chiudere, fatto salvo il possibile ricorso al Consiglio di Stato. Noi però dobbiamo comunque procedere con l’informativa in questione destinata a chi si trova nel cosiddetto ‘cuneo di rischio’ aeroportuale”.

 

Palazzo Widmann difende la variante

 

La speranza dell’amministrazione è che la variazione del piano intervenga prima togliendo il motivo legale dell’illeggittimità. Ora arriva a dare manforte la Provincia, che ha deciso di difendere nel secondo grado del giudizio amministrativo la propria normativa urbanistica presentando istanza di sospensiva. Proprio la richiesta che - se avallata dai magistrati di Palazzo Spada - congelerebbe la situazione in attesa di una modifica risolutiva.

Secondo la giunta nella sentenza non sarebbero stati considerati “in maniera adeguata” tutti gli argomenti che deponevano a favore della preferibilità del Twenty come sito dell’unico centro commerciale di rilevanza provinciale.

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Kommentare

Bild des Benutzers Massimo Mollica
Massimo Mollica 06.08.2019, 21:35

Ora vorrei sentire i paladini dell' aeroporto! Andate a parlare delle opportunità alle 600 persone che rischiano il posto di lavoro! Due settimane fa sono andato a Londra partendo da Verona ed è stato di una comodità eccezionale! Per la cronaca obbligherei tutti a fare un viaggio a Londra per far vedere quanto siamo retrogradi in fatto di etnia e questioni razziali.
Comunque pare che tale situazione sia stata causata anche da un esposto nato da un imprenditore che ha in mano metà Bolzano. E faccio notare l'assordante silenzio da parte di TUTTI i politici! Buono solo a farsi sentire in periodo elettorale!

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