Jannik Sinner sul sito ATP
(Foto: salto.bz)
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Effetto Sinner, boom di tesserati FIT

Weissensteiner: "Faremo il record di iscritti, ma Bolzano è una città 'antisportiva'. Spariti una trentina di campi". Andriollo: "Stiamo lavorando".
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Fabio Gobbato10.06.2021
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Sorride di rado, parla poco e gioca in un modo che più semplice non si può. Eppure, Jannik Sinner, n. 19 della classifica Atp (sceso di 2 posizioni), buca lo schermo. Piace praticamente a tutti. Il tennista diciannovenne di Sesto Pusteria è letteralmente inseguito dagli sponsor e i tornei se lo contendono a suon di cachet di svariate decine di migliaia di euro. Assieme a Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego e al numero 1 italiano, Matteo Berrettini, il ragazzo pusterese da un anno residente a Montecarlo, sta portando il tennis italiano ad un livello di popolarità che non aveva circa dai tempi della Coppa Davis del 1976. Già in buona salute prima che scoppiasse la Sinner-mania, ora che l’emergenza Covid è quanto meno in standby, il tennis in Alto Adige sta conoscendo un vero e proprio boom. “L’anno scorso – spiega Richard Weissensteiner, presidente del Comitato Fit Alto Adige rieletto a gennaio per il suo terzo mandato - c’è stato un leggero calo dovuto soprattutto ai soci adulti per i quali le regole anti-Covid erano troppo stringenti. Siamo sicuri che quest’anno batteremo il record di tesserati di tutti i tempi. Ci sono tantissimi bambini che grazie all’effetto Sinner stanno prendendo la racchetta in mano. Lo scorso fine settimana, a Caldaro, ad un torneo per il quale di solito c’erano 50 iscritti, ce n’erano 140”.

Richard Weissensteiner presidente FIT tennis Alto Adige
Richard Weissensteiner presidente FIT  Alto Adige (Foto: Fit Alto Adige)

 

Oltre 4.500 tesserati

I numeri 2020 hanno risentito della Crisi Covid ma sono comunque piuttosto significativi. I tesserati Fit dei 74 circoli dell’Alto Adige erano 4556, di cui 2361 agonisti con una classifica tra la quarta e la seconda categoria. Questi, invece, i numeri dei circoli del capoluogo: Tc Bolzano 271; Tennis Comune di Bolzano 220; Bauzanum 169; Tennis Ussa 142; Haslach 53; Endas 34. In tutto fa 889 tesserati, che in quanto tali si suppone giochino almeno un paio di volte al mese. Non è disponibile il dato scorporato ma gli agonisti che si allenano tra le 2 e le 4 volte a settimana saranno circa la metà. Nei 14 campi da tennis superstiti nella città di Bolzano trovare un’ora libera nelle fasce “di punta” è spesso un’impresa. “A Bolzano non va male, va malissimo – dice, con un pizzico di rabbia il presidente della federazione - . Si figuri che 8 anni fa gli iscritti erano 1.500. Ora tutti questi vanno a giocare nei campi intorno a Bolzano”. Facendo una banalissima divisione che non tenga conto di distinzioni fra agonisti “spinti” e amatori tesserati, emerge che in città è disponibile in media 1 campo per 63 tesserati. E come per tutti gli altri sport quelle a disposizione sono le cifre dei tesserati, non dei praticanti, che sono sicuramente parecchi di più (anche se non ovviamente nelle proporzioni del calcio che ha un numero di amatori incalcolabile). “Bolzano è la città è più antisportiva che io conosca. In un paio di decenni sono spariti una trentina di campi (più sotto la lista quasi completa) E non è prevista neanche una struttura nuova. Dai sindaci della città abbiamo ricevuto solo un sacco di promesse. Speriamo che la trattativa con l’esercito si chiuda positivamente e la città possa riottenere le strutture in via Druso e via Resia”.  A Bolzano il tennis non è certo l’unico sport che ha problemi di spazi, mentre nel resto del territorio le spettacolari Sportzonen realizzate negli ultimi 30 anni sono quasi tutte dotate di campi per gli appassionati della racchetta.  “Solo Laives è al livello di Bolzano, ha due soli campi a Pineta. Un progetto intercomunale che è stato progetto a Bronzolo non procede perché i sindaci non si mettono d’accordo. In Venosta e nel Meranese la situazione è ottima, mentre in Pusteria, dove c’è una grande passione per il tennis, per l’inverno abbiamo 2 campi coperti a Brunico e due a Sesto Pusteria e nient'altro. Ma ora mi sembra che il Comune di Brunico abbia dato l’ok per coprire i campi di San Giorgio, che sarebbe un ottimo passo avanti”, spiega Weissensteiner.

Bolzano perde 30 campi

Nei primi anni Ottanta, sull’onda dei successi di Panatta e degli altri azzurri, il tennis era tra gli sport più praticati in Italia e Bolzano non faceva eccezione. C’erano campi praticamente dappertutto, negli alberghi, nei pressi delle scuole, e, soprattutto, nelle aree militari: almeno 25-30 in più rispetto ad oggi. Poi, con il calare dell’interesse e la diminuzione degli appassionati, sono caduti come mosche, una vera ecatombe. Alle Stifter in via Diaz l’unico campo in terra ha lasciato spazio alla pista di atletica. In via Maso della Pieve uno è stato sacrificato per allargare la strada. Condomini hanno preso spazio dei campi al Ct Bolzano di Gries (1), Castel Guncina (2), Stadlerhof di via Roen (1), tra via Vittorio Veneto e via Fucine nel complesso Benko (3), per gli ancora non realizzati alloggi per il ceto medio in via Cadorna (2). La progressiva decadenza del Virgolo come zona per il tempo libero portò alla chiusura dei due campi presenti (più uno ridotto), problemi con la falda fecero sparire i due dell’Hotel Hanny, una decisione dei gestori legata allo scarso utilizzo condusse alla stessa sorte i due Parkhotel Lewald, in via Maso della Pieve e uno all’Hotel Eberle sopra Sant’Osvaldo. Una decina di anni fa l’esercito decise di chiudere la bella struttura con due campi nella zona di Villa delle Rose, in via Resia. E nel 2019 lo stesso avvenne per necessità di ammodernamento ai 4 (allora usatissimi) campi della Casa del Soldato in via Druso, che ospitavano le attività dell’allora nascente Tennis Academy di Bolzano.

Sui campi da tennis di via Resia crescono gli alberi
Sui campi da tennis di via Resia crescono gli alberi  (Foto: Google Maps)

 

La svolta della Tennis Academy

Negli ultimi tre decenni, come molti altri nel resto d'Italia, anche i circoli cittadini non hanno mai smesso di avere talenti in grado di arrivare regolarmente “ad un passo dalla gloria”. Ma il tennis da questo punto di vista è tra gli sport più crudeli, non conosce via di mezzo: se non è gloria, si fatica a viverne e quindi, il livello resta alto, le partite belle da vedere, ma si “rema” fino al ritorno all'amatorialità. Per cercare di far compiere al movimento un passo in avanti, su proposta di Paolo Giannelli del Centro Tennis Ussa, la scuola tennis in quel momento maggiormente in salute, i circoli hanno saggiamente deciso di smettere di farsi concorrenza e di unire le forze, per costituire, appunto, un’academy.  Il Centro Tennis Ussa, il Ct Bolzano e il Tennis Comune di Bolzano di Parco Ducale hanno deciso di affidare la guida tecnica ad un maestro con un background di livello nazionale come Andrea Capodimonte, e di creare, insomma, una realtà capace di confrontarsi con il Tc Rungg dei fratelli Gasbarri, che attira talenti da tutta la Provincia e l'anno scorso ha portato una squadra maschile e una femminile in Serie A, e con gli altri circoli storici come Caldaro, Merano, Lana e Bressanone. “Il movimento sta crescendo – dice Paolo Giannelli – i ragazzi stanno crescendo, si fanno valere in competizioni di livello nazionale, ed è vero che con l’arrivo di Sinner e degli altri campioni notiamo un grande aumento dell’interesse per il nostro sport. Per questo ci auguriamo che le istituzioni ci diano una mano a crescere, abbiamo bisogno di spazi e strutture”.

Via Parma si ingrandisce, aspettando le zone militari

Qualcosa, lentamente, sembra muoversi. Nel giro di qualche mese si dovrebbe arrivare a un bando per la gestione dell’area militare di via Druso conosciuta come Casa del Soldato. Ci sta lavorando l’assessore al Comune di Bolzano, Juri Andriollo, con l’intermediazione del consigliere provinciale Pd, Sandro Repetto. “Sono ottimista – dichiara l’assessore – la trattativa prosegue, è indubbio che il movimento tennistico cittadino abbia bisogno di riappropriarsi di quello spazio, che, con 4 campi, diventerebbe il più grande della città”. Quanto alla struttura di via Parma intitolata a Manlio Giannelli (2 campi all’aperto e 2 coperti), si lavora ad un possibile ampliamento, con un campo da tennis. “Stiamo approntando un progetto che andrà concordato con l’Intendenza scolastica. Comunque sia, qualora non vi fosse disponibilità in tal senso, verrà realizzato occupando in minima parte il sedime delle attuali passeggiate. Sarebbe davvero importante avere una struttura con cinque campi nel quartiere più popoloso della città”. Una struttura che d’estate, con il Tennis Vacanze, letteralmente scoppia. “Il mio impegno è di realizzare il campo da tennis in tempi celeri”, conclude Andriollo.

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