Gesellschaft | Ludopatie

Azzardare sul gioco d’azzardo

Al via la campagna contro il diffondersi della ludopatia: eventi interattivi nei vari quartieri di Bolzano. Koler (Forum prevenzione): “C’è ancora poca consapevolezza”.
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Foto: salto

Nel 2015, in Alto Adige, sono stati spesi 590 milioni di euro (circa 1134 euro a persona) per il gioco d’azzardo, un leggero calo rispetto al 2013 quando la cifra procapite si aggirava intorno ai 1172 euro. 449 milioni di euro sono finiti soprattutto nelle new slot mentre 72 milioni sono andati nelle lotterie. Crescita esponenziale registrano i giochi online: se nel 2013 le scommesse virtuali ammontavano a 50mila euro, nel 2015 si è passati a ben 5.500.000 milioni. Questi i dati dello studio Organizzazione, attività e statistica 2015 condotto dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Una wake-up call a cui il Forum prevenzione ha risposto organizzando, con il supporto di Comune e Provincia, una serie di eventi di prevenzione al gioco d’azzardo nei vari quartieri di Bolzano fino al 1° dicembre.

Il banchetto allestito oggi a piazza Mazzini a Bolzano

“Il fenomeno è diffuso, lo dicono i numeri, le giocate, l’aumento delle persone in trattamento, con questa iniziativa, l'ultima in ordine di tempo che abbiamo deciso di lanciare, vogliamo aumentare la prevenzione e la sensibilizzazione riguardo il gioco d’azzardo”, spiega Peter Koler, direttore di Forum prevenzione che in piazza Mazzini a Bolzano, oggi, insieme a Giuditta Sereni e Manuel Oberkalmsteiner, anche loro rappresentanti dell’associazione di via Talvera, e all’assessora provinciale Martha Stocker, hanno presentato la campagna “Ci stai al gioco!?”. I soggetti più a rischio per quel che riguarda le perdite al gioco, osserva ancora Koler, “sono i maschi adulti, e nel giro di un mese faremo uscire uno studio proprio su questo specifico argomento”. Di contro l’universo giovanile, secondo il direttore del Forum prevenzione, è più che altro interessato “ai giochi online che non prevedono necessariamente la pura vincita”. È altresì vero che, stando ai dati dell’Associazione Azzardo e Nuove Dipendenze, circa l’80% degli studenti di scuola superiore afferma di avere giocato d’azzardo nell’ultimo anno, e che i giocatori compulsivi iniziano spesso a giocare in un’età compresa fra i 10 e i 19 anni.

“La legge provinciale - dichiara Stocker - è molto restrittiva (la normativa vieta l’installazione di apparecchiature per il gioco a meno di 300 metri dai cosiddetti luoghi sensibili, che sono tra gli altri le scuole, le fermate del bus, i distretti sociali, ndr) e limita la possibilità di giocare, bisogna rendersi conto che quando questo tipo di attività diventa una patologia il problema non è solo del giocatore ma anche della sua famiglia e della società tutta”. Oltre alla legge già esistente (“l’Alto Adige è una delle province italiane più severe a livello legislativo in merito al fenomeno”, sottolinea Koler), quali strategie concrete possono essere messe in campo contro il diffondersi delle ludopatie? “L’idea - chiosa Giuditta Sereni - è quella di coinvolgere l’opinione pubblica con eventi interattivi cercando di affrontare il tema con leggerezza e in alcuni casi con ironia senza tuttavia sminuire la gravità del problema”.

L'assessora Martha Stocker davanti a una finta slot realizzata per la campagna "Ci stai al gioco!?"

Giovedì alle 17.30 alla libreria Cappelli a Bolzano andrà in scena la presentazione del libro “Fate il nostro gioco” che raccoglie le esperienze e i risultati raggiunti durante i vari allestimenti dell’omonima mostra (organizzata anche a Bolzano nel 2013) e che illustra con l’ausilio della matematica come siano in realtà limitate le probabilità di vincita; in serata l’appuntamento è alla Kolpinghaus con la conferenza spettacolo “Scegli cosa voglio”, che indaga il tema, appunto, della scelta e le circostanze che portano a prendere determinate decisioni. E poi ancora la proiezione del documentario “Vivere alla grande” e il dibattito con il regista della pellicola, Fabio Leli, e varie rappresentazioni teatrali (qui il programma in dettaglio). Gli eventi, tutti gratuiti, sono dedicati soprattutto a un pubblico adulto mentre gli appuntamenti mattutini sono indirizzati agli alunni delle scuole superiori. 37 classi, per un totale di 700 studenti, si sono già iscritte all’iniziativa. “Dopo una vincita - conclude Koler - si torna a giocare pensando di poter vincere ancora e ancora, il punto è che non c’è ancora sufficiente consapevolezza del problema”.