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la nomina

Dall'Iveco alla Fondazione Castelli

Pietro Borgo, ex general manager a Bolzano, entra nel cda dopo l'addio di Marangoni. Il nome fatto dal Pd. Caramaschi: "Persona capace. Con Rizzolli dovranno parlarsi".
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Dalla guida di un’azienda del settore militare importante come Iveco Dv-Defense Vehicles di Bolzano, con tanto di presenza e firma nei contratti di vendita siglati in giro per il mondo (nella foto in alto nel 2009 in Brasile), all’incarico dato dal Comune per portare in acque più tranquille la Fondazione Castelli di Bolzano, dopo l’addio con polemica di Pietro Marangoni.

In realtà nel mezzo ci sono delle tappe intermedie, dato che Pietro Borgo ha lasciato da diversi anni l’incarico di general manager dell’azienda che produce veicoli per la difesa e la protezione civile. L’ex direttore, che si è poi spostato in Germania, è stato nominato dalla giunta comunale del capoluogo per subentrare nel cda a Marangoni, dimessosi per l’incompatibilità “per motivi etici” con il presidente Helmut Rizzolli. La nomina, precisa il sindaco Renzo Caramaschi, è stata effettuata dalla commissione nomine del municipio, composta dal primo cittadino e dai capigruppi del consiglio, sia di maggioranza che di opposizione. A quanto pare il suggerimento sul profilo di Borgo sarebbe venuto dal Pd e il sindaco non ha smentito.

 

Il sindaco

È una persona preparata, che ha gestito un’impresa di milioni e se ne intende” precisa Caramaschi, convinto che le turbolenze in seno all’ente che cura Castel Roncolo e Castel Mareccio a Bolzano siano originate da “problemi caratteriali” e “non strutturali”. “Niente di drammatico” prosegue. Se gli si chiede la sua opinione del professore Rizzolli, afferma con ironia “è persona che vive nel Medioevo, intendo il castello”.

Caramaschi dunque minimizza e spera che la Fondazione possa tornare in acque tranquille. “Attendo la relazione fatta da Andrea Zeppa, ragioniere capo e direttore generale del Comune, sullo stato dell’ente. Ma non mi aspetto nulla di particolarmente negativo, sono fiducioso. Borgo è persona capace e i due dovranno parlarsi. Vedremo quindi di risolvere la cosa”.

 

"Congruo sostegno"

Sulla fondazione interviene anche Claudio Della Ratta, esponente dei socialisti in seno al gruppo consiliare del Pd. “Analizzando il bilancio di previsione 2018 della Fondazione Castelli ed il relativo programma culturale – nota il consigliere –, si può facilmente individuare come i contributi del Comune siano quasi esclusivamente dedicati alla doverosa cura e gestione dei manieri”. Su un pareggio a 1.067.500 euro, aggiunge Della Ratta, “il contributo comunale è così suddiviso: 500.000 euro quale contributo ordinario e 170.000 euro per attività culturali”. E le iniziative culturali “sono numerose”.

“Considerando – aggiunge – che il Comune dovrebbe in ogni caso sostenere il costo di mantenimento dei due manieri, con una spesa certamente superiore al contributo erogato, ritengo questo contributo economico pari a 500mila euro, un congruo sostegno, in linea con quello dell’anno precedente (560.000 euro), per sostenere la meritoria opera della fondazione che cura anche, tramite il presidente del cda, direttamente le proprie mostre senza ricorrere ad apposito curatore esterno”.

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Nehme meinen Vorschlag für die Festschrift der “Stiftung Bozner Schlösser”: “die aktuelle Bedeutung und Nutzung der Verliese in den Schlössern Runkelstein und Maretsch”gerne zurück und ersetze ihn mit einem alternativen Vorschlag für die nächste Festschrift: “Bedeutung und Nutzung des Bergfrieds in der neuen Führung der Bozner Schlösserstiftung”.

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