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“Solo propaganda?”

Prestazioni sociali supplementari ai migranti solo se vogliono integrarsi. Franz Kompatscher (Svp): “Si deve fare di più”. Rabini (Verdi): “Altri obblighi non fanno bene”
Stranieri
Foto: upi

Philipp Achammer lo aveva detto, tempo addietro, sventolando il suo Patto per l’integrazione: “Occorre una spinta per diventare parte di una società, ma deve essere un impegno bilaterale, dobbiamo guardare alle richieste dell’immigrazione e al contempo a cosa dobbiamo richiedere noi all’immigrazione”. Dalle parole ai fatti, in un tempismo da campagna elettorale perfetto: dopo una serie di verifiche e approfondimenti giuridici è stata approvata ieri (11 settembre) dalla giunta provinciale una delibera secondo cui dal 2019 le prestazioni sociali supplementari, come l’assegno familiare o il sussidio per la casa, saranno concesse dalla Provincia solo se chi le richiede dimostra di volersi integrare. “Nel rispetto dei principi della proporzionalità e della ragionevolezza”, a dirla con l’esecutivo provinciale. I contorni dell'iniziativa sono ancora da definire ma in sostanza i cittadini stranieri che vorranno avere accesso a tali contributi dovranno seguire 3 regole basilari, ovvero imparare almeno l’italiano o il tedesco, rispettare l’obbligo scolastico per i figli minorenni e frequentare corsi di formazione civica e cultura locale e superare anche un esame (varrà per entrambi i genitori).

A sostegno di questo provvedimento, considerato legittimo dal punto di vista del diritto europeo, c'è il parere del professor Walter Obwexer dell’Università di Innsbruck citato dal governatore Arno Kompatscher: “Le disposizioni della legge provinciale sull’integrazione del 2011 che prevedono la facoltà di legare l’erogazione di prestazioni sociali supplementari per cittadini di paesi terzi alla conoscenza delle due lingue provinciali italiano e tedesco sono compatibili con il diritto comunitario ed internazionale”. Dunque nei prossimi mesi le Ripartizioni competenti dovranno modificare i criteri per l’assegnazione delle prestazioni sulla base di quanto previsto nella delibera.

 

Scetticismo diffuso

 

La decisione della giunta è di quelle che prevedibilmente faranno discutere l’opinione pubblica. Dalla politica intanto giungono le prime reazioni, come quella di Franz Kompatscher, sindaco di Brennero e candidato con la Svp alle prossime elezioni provinciali, che plaude - in linea di principio - l’intervento della Provincia considerandolo tuttavia solo un primo passo verso una migliore integrazione. Cosa si prevede - si chiede Kompatscher - per chi invece non farà richiesta per ottenere queste prestazioni sociali “non essenziali” e non dovrà sottostare a queste regole? E ancora: “Chi si occuperà di tutta la burocrazia derivante dall’applicazione concreta di queste misure?”. Per agire in modo più efficace in futuro, l’Alto Adige, secondo il candidato della Volkspartei, dovrà cercare di ottenere più competenze da Roma, in particolare riguardo la concessione dei permessi di soggiorno. 

 

 

Chiara Rabini, candidata dei Verdi alle provinciali, accoglie con diffidenza la mossa della giunta: “I criteri che gli uffici competenti sono chiamati a definire e che poi dovranno essere applicati dai distretti, dovranno essere chiari. Certo altri obblighi non fanno che mettere in ulteriore difficoltà soggetti già deboli e molto svantaggiati. L’impegno va comunque stimolato e soprattutto accompagnato”. In che modo? “Occorre ampliare e differenziare l’offerta dei corsi di lingua e monitorare il loro successo, oltre che sostenere e diffondere quei progetti di inclusione che funzionano e che mettono al centro l’apprendimento delle lingue con delle reali opportunità lavorative”. E il riferimento è ai corsi di lingua presso le imprese dove si svolgono i tirocini.

 

 

 

Inoltre, secondo Rabini, va rafforzata l’educazione scolastica, ad esempio con più corsi serali, e a Bolzano, “Salvini permettendo, bisogna aderire ai progetti Sprar che prevedono l’insegnamento della lingua, l’inserimento socio-lavorativo e la ricerca abitativa così da avere gli stessi buoni risultati che già stiamo avendo nelle valli”. Al momento - taglia infine corto l’esponente dei Verdi - “ho l’impressione che l’iniziativa della giunta sia solo propaganda”.