Umwelt | Risparmio energetico

Lotta alla CO2, un aiuto dall’Europa

La Provincia sostiene con il fondo Ue l’intervento da 56 milioni su 27 edifici pubblici. Bessone: “Noi non avevamo soldi subito disponibili, avremmo dovuto aspettare”.
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Foto: Asp

Quando l’Unione europea è un’ottima carta da giocare per le amministrazioni in cerca di fondi: è il caso di uno degli interventi per il risanamento energetico della Provincia di Bolzano, finanziato in parte con soldi comunitari. Sono 27 gli edifici provinciali interessati dalla riqualificazione da 56 milioni di euro. Si procederà senza ritardi, grazie alle risorse Ue.

“Noi non avevamo soldi disponibili nel bilancio di Palazzo Widmann, avremmo dovuto aspettare”, ammette l’assessore al patrimonio Massimo Bessone nella risposta all’interrogazione d’attualità del consigliere Peter Faistnauer (Team Köllensperger).

Avremo un risparmio di CO2 di circa 44 tonnellate all’anno. Grazie al bando unico e al fondo europeo ci sono economie di scala e nessun ritardo. Noi non avevamo soldi disponibili nel bilancio, avremmo dovuto aspettare (Massimo Bessone)

Un risparmio di CO2 di circa 44 tonnellate all’anno”: è il vantaggio per l’atmosfera collegato al risanamento energetico dei 27 edifici provinciali - per un volume di investimento di 56 milioni che in parte è sostenuto dal Fondo europeo per l’efficienza energetica - come riporta Bessone. Il meccanismo è il seguente: se il costo stimato è di 56 milioni, grazie al ricorso al Feee i privati che si aggiudicheranno il bando per il risanamento e la gestione degli edifici potranno ottenere dai 5 ai 25 milioni a tasso agevolato. Al termine dei lavori l’amministrazione pagherà le spese energetiche per il numero di anni considerato nell’aggiudicazione e a sua volta alla fine del contratto otterrà nuovamente in gestione gli edifici risanati. 

 

 

L’assessore nella risposta ai quesiti posti dall’esponente di minoranza ammette che “sì, avremmo potuto bandire singole gare per risanare a livello energetico gli edifici in questione, ma in questo caso gli svantaggi sarebbero stati molteplici”. I tempi, ad esempio, con 27 singole gare sarebbero stati “enormemente più lunghi rispetto ad un bando unico” e non ci sarebbero state economie di scala. 

Inoltre, ci sarebbero stati i ritardi per la mancanza di risorse disponibili nei conti dell’amministrazione. “Si sarebbero dovute trovare le coperture finanziarie con fondi propri nel bilancio provinciale, non immediatamente e facilmente disponibili - aggiunge Bessone -. Attingendo al fondo Eeef, invece, non vengono utilizzati fondi del bilancio provinciale”.