Da 5 bloods - set
Da 5 bloods
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Vertigo

Di sangue, misteri e furti di famiglia

Il nuovo film di Spike Lee, il mystery perfettino di Rian Johnson, e il colpo al cuore di Hirokazu Kore-Eda.
Kolumne von
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Sarah Franzosini13.06.2020
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Da 5 bloods

Pigliate il pensiero di un cinema aperto, della sala buia, le monetine di resto del biglietto che vi tintinnano in tasca mentre raggiungete il posto assegnato aiutandovi con la torcia dello smartphone accesa, i bruscolini che vi siete portati da casa nascosti nello zainetto, la poltrona dentro cui affondare gli affanni della settimana. Poi riponete il pensiero in un cassetto e lasciatelo fermentare, che ancora non è ora. Intanto però da ieri (12 giugno) c’è il nuovo film di Spike Lee su Netflix, si chiama Da 5 bloods e se ne parla benissimo. La storia è quella di quattro veterani afroamericani che tornano in Vietnam per cercare il corpo del loro caposquadra e il tesoro che avevano nascosto in passato.
Film politico - facile, è Spike Lee - ma anche western, un dramma familiare, una commedia amara. Da 5 bloods è un sacco di cose e bisogna vederle tutte.


 

Knives out

Il gioiellino di Rian Johnson è arrivato su Amazon Prime Video. Knives out è un mystery old-fashioned à la Agatha Christie, un whodunit, se vogliamo fare i precisini, i cosiddetti delitti della camera chiusa, insomma. Ci sono un mucchio di attori di serie A come Daniel Craig, Toni Collette, Michael Shannon, Christopher Plummer che insieme funzionano benissimo. Un omicidio, che apre il film come nella migliore tradizione giallistica, un cadavere eccellente, un investigatore privato, una famiglia allargata, un’eredità che fa gola a tutta la banda, e il tema per eccellenza di quest’anno cinematografico: la lotta di classe. Sarà pure un esercizio di stile un tantino auto-compiaciuto e pure lezioso ma Knives out ha un impianto strutturale costruito alla perfezione e ci si diverte parecchio. Fiondatevici.


 

Manbiki kazoku

Un altro revival, stavolta dal Giappone. Manbiki kazoku (lo trovate su Sky), del regista Hirokazu Kore-Eda, Palma d’oro a Cannes nel 2018, racconta le vicissitudini di una famiglia di piccoli ladri che si arrabattano tra frodi e taccheggi per riuscire a sopravvivere. Dopo uno dei loro furti Osamu e suo figlio trovano una ragazzina abbandonata nel freddo. All’inizio la moglie di Osamu è riluttante ad occuparsene ma poi cede. Nonostante le estreme condizioni di povertà il gruppetto sembra vivere felice, finché un incidente imprevisto non cambia tutto. Un po’ Brutti sporchi e cattivi ma con meno tanfo. Ovviamente imperdibile.


 

 

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