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Piazza del Grano si trasforma

Il cuore della città sul Passirio guarda al futuro partendo però dalla sua storia: vicini anche i lavori di restauro della facciata del teatro Puccini, epicentro delle culture dal vivo.
piazza del Grano, Merano
Foto: Comune di Merano

Il centro di Merano si rianima dei primi turisti pre-Pasqua, prova ad uscire da un letargo invernale più lungo del solito ed affronta seri progetti di ammodernamento in una sezione di corso Libertà e, presto, anche in piazza del Grano.

Era ora. Su uno dei lati della piazza, soprattutto nei giorni festivi stazionano alcuni arzilli signori con vino in cartone in mano che non tutti i meranesi  e i turisti mostrano di apprezzare. In fondo, la sede del commissariato è almeno una oasi non solo di lavoro intenso di agenti e funzionari ma anche di pulizia e di sicurezza.

Ma per Merano occorre fare di più. E la giunta Dal Medico ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione di piazza del Grano e del tratto di via Mainardo compreso fra via delle Corse e l’incrocio con via Huber.

A dare l’abbrivio al progetto è stato l’architetto Wolfram Haymo Pardatscher, direttore della ripartizione edilizia e servizi tecnici del Comune di Merano. Il relativo progetto di fattibilità tecnico-economica, approvato dalla Giunta comunale, è stato invece predisposto dall’ingegner Roberto Beneduce.

“Il provvedimento, che interesserà anche il tratto di via delle Corse prospiciente piazza del Grano, mira a uniformare la caratterizzazione del centro storico – spiega il sindaco a Salto.bz - piazza del Grano ha in quest’ottica la medesima importanza che riveste piazza del Duomo: entrambe sono parte del nucleo storico della città e completano i portici. In origine piazza del Grano occupava la sede stradale di via delle Corse e di via Mainardo formando un unico spazio. A incorniciare piazza del Grano erano un marciapiede, che correva lungo il palazzo oggi sede della Banca Popolare, e le prime case ad angolo via delle Corse”.

Un recupero storico culturale del cuore di Merano, magari decentrando alcuni bruttissimi totem che informano poco e male sugli appuntamenti culturali, insomma ci vuole proprio.

“Tre le possibili soluzioni inizialmente prospettate: tutte contemplavano il rifacimento della pavimentazione, la conservazione dei quattro ippocastani presenti nell’angolo nord-est della piazza e la rimozione del chiosco attualmente posizionato accanto alla fontana centrale. La variante 3, quella che ha incontrato i favori dell’esecutivo, prevede l’eliminazione del verde presente sul lato degli ex Uffici giudiziari nonché della fontana centrale e la valorizzazione della vecchia fontana posta al centro dei quattro ippocastani, che dovrà essere ripristinata nel rispetto della sua originaria configurazione – così come risulta dai documenti fotografici datati 1929”, aggiunge Dario Dal Medico, carte storiche e primi rendering alla mano.

“Nell’ambito dei lavori, che costeranno complessivamente 2,5 milioni di euro, è previsto pure il rinnovo delle infrastrutture (gas, rete idrica, acque reflue, acque piovane, illuminazione pubblica, posa dei cavidotti per la fibra ottica). L’intervento, che potrebbe prendere il via nell’autunno del 2024, dovrebbe durare circa sei mesi”, ha chiarito poi l’assessore Stefan Frötscher, uomo di progetti e di nuove idee dell’esecutivo meranese.

 

Lo Stadttheater si veste di nuovo

 

La giunta comunale ha approvato anche il progetto esecutivo, redatto dall’architetto Stanislao Fierro, per il restauro delle facciate del teatro Puccini. L’intervento, autorizzato e cofinanziato dall’Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia, costerà complessivamente 434.000 euro.

Si tratta davvero di una buona notizia che aveva bisogno però, evidentemente di un colpo di acceleratore per diventare esecutiva e non un fiore all’occhiello dei primi vagiti di questa giunta comunale.

"Il Puccini è uno dei nostri gioielli e un punto di riferimento culturale della nostra città che va assolutamente mantenuto e conservato. I lavori di risanamento delle facciate dovrebbero prendere il via a luglio di quest’anno e durare circa tre mesi", spiega l’assessore ai lavori pubblici Stefan Frötscher.

L'ultima grande ristrutturazione straordinaria dell'edificio risale al 2000, quando vennero riparati il tetto e la facciata. Dal 2018 in poi sono stati ripristinati i pavimenti a terrazzo alla veneziana all'ingresso e del foyer e ristrutturati sia i terrazzi che i balconi. Gli spogliatoi degli artisti sono stati rinnovati e dotati di nuovi servizi igienici e sono state rifatte tutte le tubazioni dell'acqua e del riscaldamento, nonché l'impianto elettrico al piano terra. Infine è stato restaurato e messo in sicurezza il soffitto in stucco della sala del teatro, danneggiato dall'umidità. Nel frattempo è stato approvato anche il progetto per il rinnovo degli arredi e il recupero dei colori originali delle pareti della sala. Questi lavori, per un importo complessivo di 1 milione di euro, potranno essere programmati non appena saranno state completate le verifiche tecniche ancora in corso e che c’è davvero di augurarsi vengano seguite da un gruppo di lavoro determinato e con voglia di fare.

 

Ricco di fregi, impreziosito da un soffitto artistico, da mirabili stucchi e ornamenti dorati, il teatro Puccini è l’unico teatro storico dell’Alto Adige e un capolavoro architettonico. Fu edificato tra il 1899 e il 1900 su progetto dell’architetto tedesco Martin Dülfer, che coniugò Jugendstil ed elementi classicisti. Inaugurato ufficialmente in occasione della rappresentazione del “Faust” di Goethe il 1° dicembre 1900, il teatro ebbe, fino alla Prima Guerra Mondiale, una compagnia teatrale propria e visse un periodo di grande splendore. Nel 1923 fu intitolato a Giacomo Puccini che in quell’anno aveva soggiornato a Merano. Sul finire degli anni Sessanta, l’edificio fu danneggiato da un incendio e riaperto solo il 28 novembre 1978 dopo un profondo intervento di restauro. Oggi il teatro, con i suoi 296 posti a sedere, offre una cornice ideale per spettacoli teatrali, cabaret, concerti, letture, presentazioni, rappresentazioni cinematografiche e conferenze.

Dalle culture allo sport. Entro la fine di marzo il Comune di Merano presenterà un’idea progettuale per poter accedere al programma di cooperazione territoriale europea e dotare di un impianto di illuminazione la pista ciclabile Merano-Sinigo. Lo conferma l’assessore al bilancio e alle finanze Nerio Zaccaria, uomo di conti ma anche (competente) appassionato di sport.

"Si tratta di un’opportunità che ci viene offerta dai bandi europei Interregionali Italia-Austria per divulgare la conoscenza del patrimonio locale e favorire un turismo ecosostenibile. Un'opportunità che vogliamo cogliere per rendere più fruibile il tratto del percorso pedo-ciclabile che si snoda da ponte Mangione fino al laghetto della pesca sportiva – tiene a dire Zaccaria - l’obiettivo è duplice: garantire maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti nelle ore notturne e a Sinigo nuove chance di promozione sotto il profilo turistico. Attorno all’abitato è infatti presente una rete di Waalwege che, opportunamente riqualificata, può diventare un’attrazione per gli ospiti. L’accesso ai fondi europei permetterebbe al Comune di Merano di disporre di 330.000 euro per procedere all’illuminazione della pista ciclabile, a condizione che il progetto venga completato entro la fine di gennaio del 2026”.

E anche qui, come per il restauro del teatro Puccini, sarà bene che la giunta comunale di Merano potenzi o selezioni gruppi di lavoro più determinati che nel passato, anche recente.

Esistono vincoli artistici oppure qualche difficoltà di accesso ai fondi europei? Certo. Ma non può trattarsi più anche di scuse o pretesti per andare avanti – in certi frangenti - come lumache.