Umwelt | Carovana delle Alpi

Pesticidi, Alto Adige bocciato

Quando la natura è (solo) un’immagine da cartolina. Bandiera nera di Legambiente a Bolzano per i fitofarmaci. Male anche Trento. Premiati Merano e Besenello.
Pesticidi
Foto: Pixabay

Due bandiere verdi, ma altrettanti nere. Un colpo per la regione alpina che fa della natura (o della sua immagine, da offrire spesso nelle pagine pubblicitarie) il fiore all’occhiello per attirare i turisti. Assieme Bolzano e Trento, a differenza dei Comuni di Besenello e Merano, non escono bene dall’ultimo rapporto della Carovana delle Alpi di Legambiente che ha redatto le pagelle sulle buone pratiche per uno sviluppo sostenibile in quota. 

Sono 17 le bandiere verdi assegnate, due in più rispetto all’anno scorso, e 8 bandiere nere, contro le 6 del 2018. La regione più virtuosa, secondo il dossier presentato nel fine settimana scorso a Valdieri (Cuneo), è il Piemonte, con 5 bandiere verdi, seguita da Veneto (4), Lombardia, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia (2). Anche il Trentino Alto Adige ha due bandiere verdi, in numero pari con quelle nere. 

 

Province bocciate, Comuni virtuosi

 

Ecco le bocciature nel merito. Bolzano cade sul tema dei pesticidi, al centro di forti polemiche a livello locale. Bandiera nera dunque per la Provincia a causa “dell’emanazione - si legge nelle motivazioni - della delibera 142 del 12 marzo 2019 che autorizza l’impiego di pesticidi potenzialmente pericolosi per l’ambiente nelle aree di tutela delle acque potabili, in un territorio già pesantemente sottoposto all’uso di queste sostanze impattanti”. 

Si tratta del dispositivo già criticato dal Wwf in aprile. Legambiente ricorda “il triste primato” del Trentino Alto Adige quale regione italiana con “la maggiore distribuzione di pesticidi”. Ci cita stima dell’Ispra, secondo cui “nel 2016, su ogni ettaro di superficie trattabile sono stati distribuiti 62,2 chilogrammi di principi attivi (fungicidi, acaricidi ed erbicidi), quasi dieci volte la media nazionale di 6,63 chilogrammi per ettaro”.

Il Trentino Alto Adige ha il triste primato della regione italiana con la maggiore distribuzione di fitofarmaci. Ciò nonostante la giunta altoatesina ha autorizzato l’impiego di sostanze pericolose, tra cui il famigerato glifosato

 

 

Insomma, per l’associazione ambientalista le amministrazioni avrebbero dovuto cercare di invertire la tendenza. “Ciò nonostante la giunta provinciale dell’Alto Adige nell’aggiornare i fitofarmaci che possono essere usati nelle aree di tutela dell’acqua potabile ha autorizzato l’impiego di pesticidi che possono costituire un pericolo per le acque destinate al consumo umano. Nell’elenco si trova anche il famigerato glifosato”. Legambiente conclude il capitolo ribadendo i pericoli derivanti dai pesticidi per la popolazione e la possibilità di farne a meno.

Ma la bandiera nera non risparmia la Provincia di Trento, criticata per l’abolizione del Comitato faunistico provinciale e lo stop alle limitazioni al traffico motorizzato a passo Sella. Decisioni definite “non in linea con la tutela dell’ambiente e della fauna alpina”.

Merano ottiene invece la bandiera verde per la valorizzazione in ambito urbano della biodiversità

 

Biodiversità e no alla Valdastico

 

Ci sono però anche i segnali positivi, che giungono dalle amministrazioni locali. Il Comune di Besenello, in Trentino, ottiene la bandiera verde per l’impegno profuso nel sensibilizzare la comunità locale “al problema dell’inquinamento da traffico e sull’assurdità della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord”. Merano invece viene premiato per “la valorizzazione in ambito urbano della biodiversità e dei servizi ecosistemici ad essa correlati attraverso importanti interventi normativi”. Grazie al regolamento edilizio che garantisce la conservazione del verde.