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Sguardo sul Südtirol
Secondo articolo della serie con alcuni "spunti" sul Sudtirolo visti da "fuori". Qui descrivo le differenti percezioni su un luogo tra un nativo e un "esterno"
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Ben ritrovati a tutti! Come prima cosa vorrei ringraziarvi per l’apprezzamento ricevuto per il mio primo articolo di settimana scorsa; i complimenti ricevuti fanno piacere e sono anche un incentivo per continuare la pubblicazione degli articoli legati alla mio sguardo sul Sudtirolo visto da appassionato “esterno” milanese.

Con questo secondo articolo vorrei porre alla vostra attenzione una comparazione tra Milano e il Sudtirolo per quanto riguarda la prima impressione che ha un “esterno” rispetto alla reale vita e offerta turistica di quello che può proporre un luogo.

Milano, per esempio,  è vista come uno dei centri finanziari, di moda e design più importanti d’Europa, oltre a ciò sono però presenti tante altre attrattive, sia nel campo artistico sia di eventi culturali, sportivi e di tanti altri generi proposti quasi ovunque in città, questo lato di Milano è relativamente poco conosciuto. Negli ultimi anni, però, questa parte “alternativa” della città sta diventando sempre più nota e anche molti turisti stranieri cominciano ad interessarsi a queste attività.

Per il Sudtirolo, secondo me, vale lo stesso concetto spostato su un altro piano.

Normalmente del Sudtirolo, l’italiano medio, conosce le bellissime montagne (anche se sono soprattutto le Dolomiti ad essere conosciute, altre zone sono meno note al grande pubblico), i mercatini di Natale, i canederli e i krapfen, mentre, naturalmente, il vero Sudtirolo è anche formato, come ben sapete, da un enorme quantità di aziende spesso leader nei loro settori, da iniziative e tradizioni culturali secolari, da un patrimonio culturale ed enogastronomico unico e tante altre peculiarità.
Come per Milano, dove la parte meno conosciuta della città sta sempre più crescendo in notorietà, anche in Sudtirolo, grazie ai numerosi investimenti e iniziative di marketing,  le varie attività e bellezze prima menzionate stanno avendo sempre notorietà maggiore.

A mio avviso bisogna continuare a  seguire questa strada e, se possibile, aumentarne ancora gli investimenti collegati, in questo senso la nuova riorganizzazione delle aree turistiche, fatta dall’IDM, con nuove “forze fresche” è un’ottima idea. Secondo me una buona idea per Associazioni turistiche e di marketing del luogo sarebbe anche puntare su qualche punto di vista “esterno”; perché, se si nasce in un luogo, è difficile, a volte, capire come può apparire all’occhio di un “esterno”. La stessa cosa succede anche con Milano, quello che pensa della città un nativo del luogo come me, parlando con vari conoscenti non milanesi che hanno visitato la città, è spesso diverso dall’impressione ricevuta da turisti e visitatori.

Per concludere riporto una piccola esperienza vissuta in Sudtirolo durante la mia residenza ad Appiano / Eppan quando lavoravo nell’Oltradige. Nonostante avessi già prima di risiedere ad Appiano girato il Sudtirolo in lungo e in largo da turista e alpinista, vivere in loco mi ha fatto scoprire tante altre peculiarità dei sudtirolesi e dei luoghi visti prima da turista. Ad esempio come passare la pausa pranzo in vari locali del luogo o di poter visitare luoghi o salire cime lontani dalla ressa agostana o natalizia. Da questa esperienza, oltre al piacere personale, ho tratto anche moti spunti secondo me interessanti per un marketing del territorio come prima brevemente descritto.

Per oggi mi sono dilungato anche troppo, anche se avrei ancora tante altre osservazioni da descrivere su questo argomento. Sperando che anche questo contributo sia apprezzato, conto di poter tornare in futuro nei prossimi articoli su questa tematica, oltre che portare un contributo su tanti altri temi che nutrono il mio “sogno sudtirolese”. Spero a presto quindi!

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