Chronik | Alto Adige

Coronavirus, a che punto siamo

19 morti, 30 pazienti in terapia intensiva. Positivo un bambino, ma asintomatico. Widmann: “Seguire le regole o si rischia il collasso”. In arrivo mascherine dalla Cina.
Ospedale Bolzano
Foto: Othmar Seehauser

++ Update ore 11 ++

Sono 19 i decessi a causa del Covid-19, registrati finora in Alto Adige. Si tratta di persone anziane con una o più malattie pregresse, informa l’Azienda sanitaria locale. Tra ieri e questa mattina (20 marzo) sono stati effettuati 865 tamponi, 114 di questi sono risultati positivi. Al momento quindi 555 persone sono risultate positive. Il numero totale dei test effettuati sale a 4433 rilevati su 3094 soggetti. Sono complessivamente 172 le persone positive al Sars-CoV-2 assistite nei normali reparti dell’Asl. A questi si aggiungono ulteriori 60 casi sospetti. Sono 30 i pazienti, affetti da Covid-19, che attualmente richiedono un’assistenza intensiva. Ad oggi (20 marzo) il numero delle persone in quarantena domiciliare in Alto Adige è di 1855 unità.

 

Ogni singolo individuo ha il potere di influenzare la situazione e se ne deve assumere la responsabilità, l’andamento della curva dei contagi dipende dal comportamento dei cittadini, stiamo a casa”. Queste le parole dell’assessore alla salute Thomas Widmann pronunciate ieri (19 marzo) nella quotidiana videoconferenza, unendosi ai continui appelli al buon senso comune del presidente Arno Kompatscher. Se non si spezza la catena del contagio da coronavirus e non si seguono le misure restrittive imposte dal governo e dalla Provincia il sistema sanitario altoatesino rischia il collasso. Motivo per cui, chiosa Widmann, le energie sono attualmente impiegate anche nell’apertura, auspicabilmente entro fine mese, di spazi all’interno del nuovo ospedale.

 

I numeri del contagio

 

In Italia il numero di decessi per coronavirus ha superato quelli complessivi della Cina. Secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile i morti sono in totale 3.405 (475 registrati ieri), con un incremento rispetto a mercoledì di 427, contro i 3.249 comunicati da Pechino.
L’ultimo bollettino locale invece parla di 17 morti in Alto Adige, l’ultima vittima è don Salvatore Tonini, sacerdote di 83 anni. Dall’inizio della pandemia i contagi totali in Alto Adige sono 441 (58 solo ieri), 3.568 i tamponi effettuati. 1.619 persone si trovano in quarantena. I malati ricoverati negli ospedali del territorio sono 134, 59 i casi sospetti e 25 i pazienti che si trovano in terapia intensiva. Fra i positivi c’è anche un bambino, ma è asintomatico, riferisce il primario di medicina d’urgenza Marc Kaufmann. L’80% delle persone contagiate, spiega il primario, mostra sintomi lievi, febbre, tosse e faringite, e non occorre il ricovero. Il 15% dei casi deve invece essere ospedalizzato, perché sopraggiungono difficoltà respiratorie. Il 5% ha bisogno della terapia intensiva e della ventilazione. I più colpiti, sottolinea il medico, sono le fasce d’età fra i 40 e i 50 anni e quella degli over 70. Gli uomini più delle donne. Le vittime registrate sono tutti pazienti anziani con patologie pregresse come pressione alta, diabete e insufficienza renale.

 

 

Le mascherine

 

Sul fronte dei dispositivi di protezione, dopo la diffida del sindacato Nursing up nei confronti del governatore di Bolzano Arno Kompatscher e del suo omologo trentino Maurizio Fugatti, l’assessore Widmann ha assicurato che questo fine settimana arriverà un ingente carico dalla Cina di 1 milione di mascherine chirurgiche, 500 mila Ffp2 e Ffp3, 200mila camici semplici e 50mila camici sterili.