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I dati

Alto Adige, Pil a -7,3% nel 2020

Nel 2021 segnerà un + 5,1%. Effetto Covid-19: le stime dell’Astat sulla base della situazione attuale. Corrarati (CNA): “Vedremo risvolti occupazionali pesanti”.
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Dal 3 giugno 2020, come previsto dal DPCM del 17 maggio, i cittadini italiani e della maggior parte degli Stati europei avranno ufficialmente la possibilità di circolare in Alto Adige, salvo una ripresa dei contagi da coronavirus. Tenendo conto di questa disposizione l’ASTAT ha effettuato una nuova stima della variazione complessiva del Pil per il 2020. Partendo dal modello precedente secondo cui per due mesi di chiusura si stimava una perdita del Pil altoatesino del 3,8%, è stata ricalcolata la variazione nel mese di maggio considerando le riaperture previste dall’Ordinanza del Presidente della Provincia n. 24 del 2 maggio 2020.

Sono state così elaborate le previsioni per i mesi estivi. In particolare, si è ipotizzata una ripresa turistica molto contenuta nei primi periodi (giugno, luglio), per poi via via migliorare con il passare dei mesi. Si è tenuto conto anche di una perdita nel settore della ristorazione nei prossimi mesi a causa delle limitazioni dovute al distanziamento sociale. La perdita turistica è stata calcolata in base alla composizione delle presenze in ciascun mese rilevate dall’ASTAT. 

Sulla base del modello di calcolo attuale, l’Istituto provinciale di statistica stima una variazione reale del Pil altoatesino del -7,3% per il 2020 e del +5,1% per il 2021. Per l’anno prossimo la variazione del PIL altoatesino è stata calcolata tenendo conto delle previsioni di Eurostat per i Pil di Austria e Italia, che si basano su stime generali e comprendono quindi anche l’impatto sui servizi e sulla produzione industriale nel complesso.

Grafico


Un approccio differente
 

Non si è fatto attendere il commento di Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV, secondo il quale i dati diffusi dall’ASTAT dimostrano che “le paure delle nostre imprese sono molto fondate, tanto più che, tra qualche mese, ci saranno anche risvolti occupazionali pesanti e sconosciuti alla nostra provincia, che negli ultimi 30 anni non ha mai registrato cali così evidenti dell’economia. Basti pensare che con la crisi del 2009, si perse appena il 2,1% del Pil provinciale, per poi recuperare già nel 2010 con +3,1%. Adesso, anche volendo considerare il +1,5% del 2019 e l’auspicabile +5,1% del 2021, non si arriva comunque a colmare il -7,3% del 2020”.

È indispensabile dunque, secondo la CNA, che “il panico da virus si trasformi in una presa di coscienza collettiva che porti a soluzioni e interventi condivisi e di reale sostegno a tutti i settori economici. L’impressione, in questi giorni, è che ci si stia concentrando molto sul turismo e sui lavoratori mancanti nell’agricoltura, molto meno sugli altri settori, dal commercio di vicinato all’artigianato, dai pubblici esercizi agli ambulanti”.

E ancora: “Occorre cambiare mentalità e approccio alla crisi. L’Alto Adige è sempre stato, negli ultimi decenni, uno dei territori più virtuosi d’Europa, il più performante d’Italia. Adesso non bisogna essere troppo spavaldi, per non alimentare una seconda ondata di virus, ma nemmeno troppo cauti. La nostra proposta è di istituire un tavolo permanente Covid-19 per monitorare la crisi, le misure adottate e da adottare e l’effetto sull’economia e l’occupazione, coinvolgendo tutte le parti sociali affinché ci sia una visione collettiva e non una linea pilotata di volta in volta da singole rappresentanze”, conclude Corrarati.

 

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