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CRISI

Nei momenti di crisi, stiamo uniti!

Sì, abbiamo fatto errori, dalla monocultura turistica all'inconsapevolezza ambientale. Ma ora, stiamo uniti, sosteniamoci a vicenda.
Community-Beitrag von Michil Costa24.07.2020
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Conosciamo bene la parabola dei Capponi dei Promessi Sposi. La gag, che più contemporanea non potrebbe essere, induce a riflettere.

Renzo, dopo che è andato in fumo il matrimonio con Lucia, va dall’avvocato Azzeccagarbugli per capire di che morte morire. Dato che a mani vuote non ci si presenta, porta in dono quattro capponi. Li tiene stretti per le zampe, e durante il cammino gesticola facendo ballonzolare le teste degli animali che iniziano a beccarsi a vicenda. La scenetta è un po’ il simbolo di quel che succede a livello globale. Impotenti, per modo di dire, perché i responsabili siamo comunque noi, dinnanzi a quel che ancora può capitarci, e penso a un supervirus ma soprattutto al cambiamento climatico, non troviamo di meglio da fare che continuare a beccarci. Austria e Olanda sono un buon esempio di come non si fa, e ce la mettono tutta per fare saltare il banco; Cina e Stati Uniti non se le mandano certo a dire; i vari suprematisti integralisti e dittatori non aspettano altro di vedere il nostro continente andare a scatafascio. Mentre proprio l’Europa, in un momento di crisi mondiale, dovrebbe mai come ora dimostrare, e sono certo che siamo sulla buona via, una giusta quanto necessaria unità d’intenti. L’essere umano, mammifero primate, è l’animale più feroce del pianeta non perché il più forte, ma perché è quello che più si è adattato alle situazioni. E allora proviamo a usare la nostra intelligenza al meglio, una volta tanto!

Anche nel nostro piccolo cosmo dell’Alta Badia è così. Ci è capitata una situazione spiacevole. Ma ora i dirigenti di Alta Badia Brand (che si occupa della comunicazione del territorio) e ATAB (le associazioni turistiche dei nostri tre comuni, Corvara, Badia e La Valle) stanno dimostrando un’ottima coesione. Hanno però bisogno di noi, di ognuno di noi. Noi operatori turistici, noi contadini, noi artigiani, noi comunità tutta dobbiamo essere loro vicini. Adesso più che mai dobbiamo supportarci a vicenda. 
La situazione non è disperata, non siamo ancora come i capponi di Renzo che si beccano tra di loro: però, nella condizione certo precaria e insicura nella quale ci troviamo, dobbiamo condividere solidarietà. Siamo una piccola comunità e lo sviluppo economico, che ha certo surclassato in quanto a velocità la crescita culturale, mostra la sua aggressività. Sì, abbiamo fatto tanti errori, abbiamo puntato troppo su una monocultura turistica, siamo diventati egoisti e invidiosi. Ma oggi, adesso, qui e ora abbiamo la possibilità di scegliere: tornare alla clava o diventare migliori.

È risaputo, nei momenti di crisi i migliori danno il meglio di sé. Forza allora! Noi, abitanti di questo luogo, siamo già avvantaggiati: se restiamo uniti e iniziamo a credere ancora di più nel mondo dell’accoglienza, accoglienza anche tra di noi, certo vinceremo. E invece di fare come i capponi, ci trasformeremo in splendidi, meravigliosi, aitanti galli cedroni

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