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Il pianista francese Jean-Efflam Bavouzet
Giovani critici

Beethoven travolgente

Grande esibizione dell'Orchestra Haydn diretta da Arvo Volmer e con la partecipazione del pianista Jean-Efflam Bavouzet in un programma interamente beethoveniano
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Sublime, straordinario, sconvolgente.
L’Orchestra Haydn non poteva interpretare con più entusiasmo il Concerto per pianoforte e orchestra n.3 e la Sinfonia Eroica di Beethoven, nella serata di martedì 23 ottobre 2018.
Nel momento in cui l’orchestra ha fatto il suo ingresso sul palco il pubblico ha interrotto il precedente chiacchiericcio per accoglierla con un applauso che sembrava già carico di aspettative.
L’orchestra era diretta anche per questo secondo appuntamento da Arvo Volmer, il direttore principale dell'orchestra, che ha guidato l'orchestra con energia e precisione.

Prima opera in programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do minore, che ha visto come solista Jean-Efflam Bavouzet al pianoforte. Il protagonista dell'interpretazione beethoveniana si è impegnato per tutta la durata del concerto a trasmettere le sue emozioni oltre che coi suoni, anche con i numerosi movimenti del volto e del corpo, teatralizzando la partitura ma cercando sempre di non occultare il ruolo, non poco significativo, dell'orchestra.
Il Terzo Concerto, dedicato a Luigi Ferdinando di Prussia, venne composto tra il 1800 e il 1802 ed è situato a metà strada tra quello che i critici definiscono il primo e il secondo periodo del musicista di Bonn. Questo vuol dire che l’esempio resta sempre quello dei concerti mozartiani, ma che nella scrittura pianistica avviene qualcosa di decisamente diverso, come ad esempio l’esposizione del tema principale da parte del solista su due ottave, segno che qui i temi chiave vanno esmpressi con forza e chiarezza. Nel corso dello sviluppo l'intersecarsi di pianoforte e orchestra si fa sempre più serrato, con una contrapposizione sempre più drammatica.
Durante l’esibizione dell’orchestra il pubblico ha perso la concezione del tempo, rimanendo in uno stato di sospensione - sul filo del rasoio - sino, e sopratutto, al finale liberatorio.
Sembrava inoltre che il direttore e il pianista si alternassero nell’assumere il ruolo della mente e del braccio dell’orchestra interesecandosi tra loro senza mai scontrarsi. Questo gioco di posizioni ha lasciato gli spettatori a bocca aperta portandoli ad acclamare generosamente gli artisti sul palco.
Durante il secondo tempo, la Sinfonia Eroica è stata diretta da Arvo Volmer con rigore ed energia. La composizione è stata composta tra il 1802 e il 1804 e inizialmente è stata dedicata a Napoleone Bonaparte, ma successivamente, saputo della incoronazione del generale a imperatore, Beethoven si è infuriato e ha strappato violentemente la pagina su cui era scritta la dedica, dedicata infine a sua al principe di Lobkowitz, suo mecenate.

Varie sono le suggestioni che ci siamo portate a casa. Fra tutte citiamo solo lo scherzo che immette una forza e una vitalità sconosciute rispetto a scherzi precedenti: le vertiginose cascate di sedicesimi degli archi; le variazioni del tema principale che crescono di intensità e che, dopo un breve ritorno alla purezza, sfociano in una impressionante apoteosi; l'improvviso cambio di atmosfera che si fa cupa nella Marcia; infine lo splendido epilogo. Lasciando di nuovo il pubblico senza parole.

In sintesi: un viaggio che ci ha fatto perdere i connotati del tempo. Come in un film. Come in un bellissimo film che ti porti a casa.

Gerardi Ilaria e Sibilla Giulia

Liceo Pascoli classe 4M - indirizzo musicale

 

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