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Dalla giunta

“Ora tocca ai comuni”

Ok al programma per ridurre il biossido di azoto in Alto Adige: - 10% entro il 2020. “Il rispetto del valore limite va raggiunto entro il 2023”, dice l’assessore Theiner.
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Sarah Franzosini01.08.2018
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La Provincia corre ai ripari per arginare il problema dell’inquinamento. Le misure per ridurre il biossido d’azoto sono contenute nel programma N02 2018-2023 proposto dall’assessore Richard Theiner e approvato ieri, 31 luglio, dalla giunta provinciale. Obiettivo del piano: garantire una riduzione del 10% delle concentrazioni di biossido di azoto registrate nel 2017 entro il 2020. Qualora non si riuscisse nell’impresa il rispetto del valore limite dovrà essere raggiunto entro il 2023.

 

Rimboccarsi le maniche

 

Il traffico è il maggior responsabile per le emissioni di ossidi di azoto (70% circa). Maglietta nera, è noto, va all’autostrada del Brennero dove il valore annuale limite di NO2 imposto dall’Unione europea (40 microgrammi al metro cubo) viene sistematicamente superato. Stesso scenario per le strade più trafficate di Bolzano (fino a 66 microgrammi al metro cubo), Laives (fino a 50 microgrammi al metro cubo), Merano e Bressanone (con superamenti lievi del valore medio annuale di 40 microgrammi al metro cubo), così come emerge dalla valutazione sulla qualità dell'aria 2010-2017 pubblicata dall’Agenzia provinciale per l’ambiente lo scorso maggio.

Bolzano, Merano e Laives hanno già fatto i compiti a casa inserendo nel piano provinciale i provvedimenti da mettere in campo. Si allineerà anche Bressanone dopo la rilevazione definitiva della qualità dell’aria prevista a settembre. 

Noi avremo l'onere e l'obbligo di sorvegliare ed eventualmente diffidare i comuni se le azioni annunciate non verranno messe in pratica (Arno Kompatscher)

“Abbiamo raccolto le varie misure, che abbiamo ritenuto congrue, ora però spetta ai singoli comuni attuarle concretamente, la Provincia non obbliga le varie amministrazioni a prendere questa o quella decisione”, puntualizza l’assessore Theiner. Gli fa eco il presidente della giunta Arno Kompatscher: “Saranno le ordinanze dei sindaci a stabilire in dettaglio i provvedimenti da applicare, per quali veicoli e in quali fasce orarie - dal momento che un divieto di circolazione permanente non sarebbe legittimo -; e tutte le eccezioni del caso. Noi avremo l'onere e l'obbligo di sorvegliare ed eventualmente diffidare i comuni se le azioni annunciate non verranno messe in pratica”.

Al momento solo Bolzano ha previsto la possibilità di introdurre divieti di circolazione per determinati veicoli in determinate fasce orarie, “ma tutto è ancora da definire”, ricorda ancora Kompatscher. Per inciso i comuni potranno prevedere limitazioni al traffico qualora gli obiettivi di riduzione delle emissioni da NO2 prefissati non possano essere raggiunti con tutte le altre misure previste.

 

Le “stampelle” le offre la Provincia

 

Theiner non manca di sottolineare il contributo alla causa che piazzerà sul tavolo mamma Provincia. Le misure riguardano la mobilità elettrica, con l’incentivazione diretta per l’acquisto di mezzi a trazione elettrica, e indiretta andando a sostenere la realizzazione di parcheggi e punti di ricarica per e-bike presso le amministrazioni pubbliche e le scuole, ma anche l’acquisto di 38 nuovi bus che andranno a sostituire i vecchi di classe Euro 2 e Euro 3, con possibilità di rimpiazzare i bus di classe Euro 6 con quelli di classe Euro 5. Focus anche sull’autostrada del Brennero con controlli della velocità (previa richiesta al ministero dei trasporti) e l’introduzione della gestione dinamica della velocità. Del resto una riduzione di 15 chilometri all’ora comporterebbe una riduzione di circa il 10 % di NO2, evidenziano gli esperti.

Durante tutto il processo l’Agenzia provinciale per l’ambiente monitorerà la qualità dell’aria per verificare l’efficacia delle risoluzioni in questione e adottarne eventualmente di nuove. 

 

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