Politik | CasaPound

“Nessuna violenza nel nome di Pound”

L'etnologo Siegfried de Rachewiltz, nipote di Ezra Pound, condanna il pestaggio del 19enne bolzanino: “Casapound strumentalizza il poeta dei Cantos senza conoscerlo”.

“C'è stata un'altra aggressione?”: raggiunto al telefono nella sua abitazione a Castel Fontanapiccolo maniero neogotico ai piedi di Castel Tirolo, presso Merano – Siegfried de Rachewiltz non ha ancora saputo del pestaggio ai danni del ventenne Davide Gallo e che vede indagati due militanti di Casapound, tra cui il consigliere del quartiere Don Bosco Davide Brancagliongià coinvolto in un episodio simile lo scorso gennaio. De Rachewiltz, etnologo e per ventidue anni direttore del Museo storico provinciale di Castel Tirolo, è il nipote di Ezra Pound. Dopo gli anni della prigionia a Pisa e Washington, il poeta statunitense ritornò in Italia e soggiornò più volte al Brunnenburg di Tirolo, ospite della figlia scrittrice Mary e di suo marito, l'egittologo Boris de Rachewiltz. Il castello, oltre all'archivio e a un museo sul mondo contadino sudtirolese, accoglie l'annuale conferenza internazionale dei poundiani. Ciononostante, la memoria di Ezra Pound segue il triste destino di quella del geografo e irredentista trentino Cesare Battisti, arrestato e impiccato cent'anni fa dall'esercito austroungarico e il cui “martirio” fu strumentalizzato dal fascismo, contro il volere della vedova Ernesta Bittanti. Nel 2011, a seguito di un doppio omicidio razzista a Firenze per mano di un simpatizzante di Casapound, Mary de Rachewiltz denunciò l'indebita appropriazione del nome del padre, avviando una battaglia legale conclusasi con l'assoluzione del movimento.

salto.bz: La dinamica dell'aggressione di sabato notte ricorda altri pestaggi avvenuti a Bolzano: un inno partigiano intonato per strada sarebbe bastato a scatenare la reazione violenza di due esponenti di Casapound. La vicenda vede nuovamente coinvolto il consigliere Brancaglion, con un video che lo ritrae mentre aggredisce il giovane. Cosa ne pensa?
Siegfried de Rachewiltz: Non lo sapevo. L'accusato è già noto per questo tipo di azioni. Speriamo che la giustizia riesca a inchiodare i responsabili perché il tutto è estremamente disdicevole e assurdo. La nostra famiglia condanna qualsiasi atto di violenza o razzismo compiuto in nome di Ezra Pound, in proposito c'è poco altro da aggiungere.


Siegfried De Rachewiltz, etnologo e nipote di Ezra Pound

Da sempre la famiglia de Rachewiltz, in particolare sua madre, ritiene la denominazione “Casapound” lesiva della memoria del poeta. Come mai non è stata impedita tale intitolazione?
Purtroppo è avvenuto uno sdoganamento a livello nazionale. Noi ci siamo schierati contro l'uso improprio del nome di Ezra Pound e abbiamo fatto causa. Il Tribunale di Roma, dove la causa è stata intentata, ha però rigettato la nostra richiesta in quanto “Casapound” è scritto tutto attaccato e l'associazione in quanto tale opererebbe in maniera del tutto legittima. Secondo i giudici, Casapound non giustifica l'uso della violenza sotto il nome del poeta. Perciò, sulla base della mancanza di elementi per dichiarare l'organizzazione “criminale”, non si dava luogo a procedere. Secondo noi, invece, Casapound non ha nulla a che fare con il pensiero di Pound. Queste persone non l'hanno mai letto né lo conoscono: abusano di un nome, di una realtà estremamente più complessa. Il poeta, se fosse in vita e potesse difendersi, sicuramente non condividerebbe l'uso del suo nome per gesti basati sulla violenza. Gesti privi di riscontri nell'etica e nella visione del “vero” Pound, autore di un poema epico per tutta l'umanità, The Cantos, che va esattamente nel senso opposto rispetto all'ideologia di questa organizzazione.

Bolzano sembrava in questi anni voler fare i conti con la sua eredità fascista, si pensi al centro di documentazione sotto al Monumento alla Vittoria. Lei è stato per oltre vent'anni direttore del museo storico provinciale, come si spiega il successo elettorale dei “fascisti del terzo millennio”?
Questo è un fenomeno europeo: si diffondono forme di revanscismo, nazionalismi che risorgono con forza sulla base di paure che nascono dall'incontro con lo straniero. C'è razzismo, ci sono paure nuove e ataviche, che a Bolzano hanno una loro storia particolare. Qui il neofascismo ha radici profonde, che non si lasciano eliminare nemmeno da segni di buona volontà quali la musealizzazione e storicizzazione del Monumento alla Vittoria. Le radici vanno molto più in profondità, molto più alla pancia e decisamente meno alla testa. Hanno alla base una forma di irrazionalità, di fanatismo, che oltretutto poco si distingue dai fanatismi e dall'irrazionalità violenta che vorrebbero combattere.

I partiti di maggioranza hanno pronunciato dure parole di condanna per gli atti di violenza. Di recente però il vicesindaco Baur della SVP ha mostrato un atteggiamento ambiguo rispetto alla possibilità di coinvolgere e integrare gli eletti di Casapound nell'arena democratica. Secondo lei, oltre alle parole di condanna, cosa dovrebbe fare la politica?
La stessa cosa accade con Erdogan, anche lui è stato eletto democraticamente! In ogni caso, atti criminali restano atti criminali, e non possono essere condonati. Se c'è stata un'aggressione, ed è anche documentata, ci si aspetta che le autorità competenti ne traggano le conseguenze. La politica come tale, che siano i partiti di maggioranza od opposizione, mi pare esprima una certa ambiguità: nel timore di perdere voti, i partiti cavalcano un'onda che è facilmente cavalcabile in questi tempi, sempre più caratterizzati da poca coerenza e molta retorica.


Siegfried de Rachewiltz (a destra) da bambino con il nonno Ezra Pound

Quindi i partiti “tradizionali” si fanno intimorire dal successo di Casapound. Sarà per questo che inseguono il movimento di destra su argomenti come la lotta al degrado”?
Bisogna distinguere i fatti criminali dal resto. E' sempre stato buon gioco dei partiti populisti, l'includere lamentele perfettamente legittime e reali. Se si sostiene che c'è degrado, esiste sempre un elemento di ragione: se fossero completamente al di fuori della realtà, sarebbe più facile “proibire” associazioni politiche del genere. Questo tipo di movimento populista si basa in gran parte anche su paure e problemi reali, sulle lagnanze, non è che agiscano in un totale vuoto teorico. In molti altri paesi dell'Europa ci si è messi alla rincorsa di tali paure e di questa retorica. Per questo, se lei mi chiede quale sia la ricetta per fermarli, io non sarei in grado di dargliela.

In Germania si è tentato di dichiarare incostituzionale la NPD, ma sinora la Corte tedesca ha rigettato le richieste; i neonazisti tedeschi hanno eletto persino un parlamentare europeo. Pensa che sarebbe politicamente sensato rendere illegale Casapound, anche alla luce dei fatti di cronaca che coinvolgono persone elette?
Più che “mettere al bando” speravamo si riuscisse a proibire l'abuso, l'usurpazione del nome da parte di chi non ha nulla a che fare con la storia di Ezra Pound. La sua vicinanza con il fascismo di allora ha un percorso e delle ragioni completamente diverse. Soprattutto, lui ha pagato per i suoi errori, queste persone no.

Ha mai incontrato esponenti di Casapound nel corso del procedimento giudiziario? L'hanno mai contattata?
Per fortuna no, non sono mai stato contattato. Quando tre o quattro anni fa Casapound cominciò a farsi notare, salendo alla ribalta della cronaca nera, ci fu la prima reazione di sdegno e la presa di distanza da parte di tutta la comunità di studiosi poundiani. Shockati e indignati, si rivolsero a noi chiedendoci perché non facessimo qualcosa. Non sapevano che si era già cercato attraverso le vie legali di proibire l'uso del nome, oltre alle numerose interviste rilasciate da mia madre. Da allora non è cambiato nulla, se non che fa male fisicamente assistere al successo di Casapound in luoghi così vicini a dove abitiamo noi, mentre cerchiamo di mantenere la tradizione confuciana e poundiana, il paideuma poundiano dell'includere piuttosto che escludere, questa visione di un paradiso terrestre per la tribù umana – anche se poi andò in frantumi, ma comunque questa era la visione di Pound. Ci mancano le parole, siamo a milioni di anni luce di distanza. Non sono addentro alla politica e non voglio avere alcun contatto con Casapound.

Si tratta semplicemente, per dirla in tedesco, di un “Etikettenschwindel”: nella bottiglia non c'è il vino descritto sull'etichetta.


La scrittrice Mary de Rachewiltz, madre di Siegfried e figlia di Ezra Pound

In Italia vi siete sentiti soli, oppure c'è stata una massa critica capace di reagire all'abuso di una figura storica?
Purtroppo il grande pubblico non è informato, non solo riguardo Pound, ma su tutta la letteratura e poesia. C'è una comunità poundiana internazionale, dalla Cina al Giappone, negli Stati Uniti e persino in Russia, ma è una truppa sparsa, “un'armata brancaleone” priva di leadership, luoghi, autorità. La solidarietà s'esprime attraverso singole prese di posizione sui giornali italiani, molto rare e sparse, perché non esiste una grande massa di persone che si occupa di Pound e di poesia in genere, un fattore che rende tutto più difficile. Trent'anni fa c'era ancora Giovanni Scheiwiller, c'era l'intellighenzia; Pasolini avrebbe preso le difese di Pound, al pari di intellettuali sia di destra che di sinistra, intellettuali che si potevano chiamare tali. Oggi basta leggere sui blog o sui social media, tutti così riduttivi: o sei bianco, o nero. I distinguo, le sfumature, le complessità non sono apprezzate. I media tendono a ridurre e a semplificare, a rendere commestibile per un maggior numero di persone elementi che sono molto più complessi.

All'attacco di Pound, sul fronte locale, troviamo pure alcuni Schützen: partiti di destra di lingua tedesca e italiana si ritrovano accomunati dalla lettura distorta del rapporto di Pound col fascismo.

Un paradosso.
Certo, sono paradossi. Stiamo parlando di Feindbilder: ognuno si fa i propri presunti nemici, vengono presi di mira quelli che sono più semplici da abbattere perché non possono difendersi. Noi abbiamo provato sulla nostra pelle tutta l'impotenza rispetto a questa prepotenza. Sarebbe bello poter dire che si vede la luce alla fine del tunnel, ma per il momento io non la vedo.


Ezra Pound intervistato da Pier Paolo Pasolini

Bild
Profil für Benutzer carlo sperzna
carlo sperzna Sa., 23.07.2016 - 12:27

Anche il signor Boris de Rachewiltz aveva simpatie per la estrema destra, amico del Valerio Borghese...

2 erano le domande da fare a Sigfried: Perche suo padre e nonno erano tanto affascinati dal fascismo. forse c'e lo potrebbe spiegare per capire meglio.
La domanda : quale era il rapporto con l'antisemitismo.
Fascismo e Antisemitismo sono due cose separate e non vanno confuse.

Sa., 23.07.2016 - 12:27 Permalink