Cronaca | La scienza del dimagrimento

LE PRESSIONI AMBIENTALI TRA IL TRENTINO ALTO ADIGE E LA CALABRIA

Ogni società stabilisce i propri criteri di selezione introducendo tra sé e il mondo il filtro dei significati e dei valori. David le Breton
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Di fronte all’infinità di sensazioni possibili in ogni istante, qualsiasi società stabilisce i propri criteri di selezione introducendo tra sé e il mondo il filtro dei significati e dei valori, e offrendo a ciascuno un orientamento utile per esistere nel mondo e comunicare con l’ambiente”.                      David le Breton

 

Le influenze ambientali, culturali e sociali hanno un ruolo importante nell’eziologia dell’obesità dato che si parla di condizione “situata”, ovvero dipendente dal contesto dell’individuo. Sarebbe prassi legittima e conforme - per non cadere nelle trappole di ipotesi deterministiche - trattare l’argomento in oggetto sotto la supervisione di una prospettiva più ampia. Interessarci, in altri termini, sia alla comprensione oggettiva dell’ambiente che al modo in cui le persone vengono influenzate dall’interpretazione, o costruzione, dell’ambiente sociale. Tuttavia, per questioni di spazio, mostreremo gli aspetti salienti. Anche se non possiamo riferirci in maniera rigida ad una legge causale attribuibile ad un determinato contesto, tuttavia si possono analizzare alcune variabili che plasmano l’individuo, dalla radice suoi comportamenti all’estetica del suo corpo, dalla sua interiorità fino alla sua “superficie”. Certamente è importante prendere in esame ricerche come quella che vede un aumento ponderale nelle persone che emigrano in società occidentali, rispetto a quelle che rimangono nel paese d’origine (Toselli et al., 2008), ma ritengo che avvicinarci alla nostra realtà “locale”, con dei riferimenti alla portata pratica di molti potrebbe rivelarsi un’esperienza certamente autentica, adiacente la nostra prospettiva. Una comparazione tra due luoghi a noi “vicini” potrebbe darci l’idea di come alcune variabili (come il livello di attività fisica o, semplicemente, la conformazione territoriale di una determinata zona possono predisporre all’eccesso ponderale), incidano su questo processo di formazione. In Italia le statistiche ci dicono che le percentuale più elevate di adulti obesi son presenti in Molise (13,5), Basilicata (13,1), Puglia (12,6) ed Emilia-Romagna (12,0), dove seguono Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Umbria. Mentre, al contrario, risulta una bassa percentuale di persone obese nelle rispettive città di Bolzano, Trento e nelle regione della Valle d’Aosta e Liguria. Osservando nel complesso tali statistiche si può osservare di primo acchito come l’Italia meridionale e l’Italia insulare siano in una condizione di svantaggio rispetto a molte zone del nord (ISTAT, 2012).

Oggigiorno si punta molto sull’attività fisica come forma di prevenzione dell’obesità e del sovrappeso. Purtroppo non sempre si ha la possibilità di esercitarsi con costanza in questo tipo di prestazioni dove occorre tempo, motivazione e denaro. E, soprattutto, sembra sia sempre più in estinzione la tradizione che vedeva giocare attivamente i bambini sotto i cortili di casa, tra baccano e impegno fisico. Secondo le osservazioni di McGuire et al. (McGuire et al., 1999), individui che avevano ridotto i livelli di attività fisica nel tempo libero, hanno riacquisito peso nell’arco di un anno. Perciò, perché l’esercizio fisico abbia effetto a lungo termine, è necessario realizzare programmi che facilitino il mantenimento di uno stile di vita attivo a lungo termine negli individui che sono o sono stati in sovrappeso. In questa procedura possono aiutarci alcuni tipi di ambienti rispetto ad altri. Ad esempio se ci rechiamo in una località come Reggio Calabria (città in cui ho vissuto per anni) non si può non far caso ad un certo clima tendenzialmente “rilassato” nell’utilizzo di parcheggi per auto. La loro disponibilità e il loro utilizzo sono notevolmente superiori rispetto a quelli di Bolzano (città in cui vivo da anni), dove i parcheggi sono ad uso esclusivo dei residente che, anche in questo caso, sottoposti al “sistema delle zone colorate” e i parcheggi a pagamento possono transitare solo su specifiche zone che li riguardano dal punto di vista residenziale. Per superare questo impasse sono obbligati ad utilizzare mezzi alternativi, come la bicicletta. L’aspetto conformazionale del territorio viene in aiuto a questo tipo di problematica e al tipo di “normativa” applicata. La zona altoatesina, infatti, è costituita soprattutto da zone pianeggianti che facilitano l’utilizzo della bicicletta. Secondo alcune statistiche, gli utilizzatori di questo mezzo sono il 27,5% nel Trentino A.A. contro il 6.9 della Calabria. La disponibilità di parchi e zone ricreative per bambini nel trentino è certamente superiore a quella calabrese. Parchi all’aperto, al chiuso, passeggiate in montagna, utilizzo di mezzi alternativi – come le biciclette -, un’organizzazione che dà la possibilità di praticare molteplici attività sportive e via dicendo fanno parte di un quadro complessivo di pressioni ambientali che s’innestano nella vita di ogni individuo fin dai primi anni di vita predisponendolo ad uno specifico stile di vita. Il Trentino Alto-Adige e la Calabria sono sotto molti aspetti due città diametralmente opposte, sia geograficamente, morfologicamente, politicamente che sotto il profilo di stile di vita, soprattutto nelle differenze che presentano relativamente l’attività fisica, le abitudini alimentari, culinarie e reperibilità di prodotti ingrassogeni. Per quanto concerne quest’ultimo punto si può prendere come esempio il consumo di pane nei suoi diversi generi. Ad esempio si ha una certa difficoltà a reperire la forma integrale nei panifici calabresi dacché risulta predominate il “pane bianco”, laddove nel Trentino Alto-Adige il pane integrale è scelta frequente di questa popolazione in quanto tradizione e abbondanza di generi conducono alla sua scelta. Seguendo sempre le statistiche riportate dall’ISTAT 2012, le percentuali di persone obese risultano differenti. Per 100 persone con caratteristiche simili, per 18 anni e più, abbiamo in Trentino A.A. l’8% (il territorio con minor presenza di obesi in Italia dopo la Liguria) contro l’10,6% della Calabria (tra le zone con maggior obesi in Italia). Anche se notevoli differenze si riscontrano in alcune tipologie di bevanda ad alto tenore calorico poco salutari (specificamente nel consumo di alcolici: in Trentino A.A. abbiamo il 23,0% contro il 13,9% dei consumatori a rischio nella zona calabrese) nell’anno 2013, nella zona del Trentino, troviamo il 47,8 di persone che praticano sport – con una punta di 52,3 a Bolzano (la più alta percentuale d’Italia) - mentre nella zona Calabrese solo il 20,2. Infine, ricollegandoci ai dati sullo status socio-economico (descritto nel precedente capitolo) si possono notare livelli decisamente differenti nelle due regioni per quanto concerne il tasso di occupazione: nel 2012 risulta essere del ben 73,5% in Trentino A.A. contro il 45,2% della Calabria. Questi dati fanno comprendere come alcune variabili si trapiantano nella struttura dell’individuo, nelle sue “abitudini mentali”, generando notevoli cambiamenti nell’intera struttura del sistema-persona.

(Fonte: La scienza del dimagrimento, Edizione Kimerik, 2015, Claudio Lombardo)