Cronaca | Bolzano

Rientra l'insegnante sospeso, è protesta

Mobilitazione studentesca per il docente accusato di condotte inopportune al liceo Pascoli. Gullotta: “Abbiamo seguito le procedure. La situazione è sotto osservazione”.
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Foto: Privat
  • Stamattina (3 aprile) alcuni studenti hanno protestato davanti al Liceo Pascoli di Bolzano per il rientro a scuola di un insegnante sospeso per comportamenti inopportuni nei confronti di alcune alunne. Ragazzi e ragazze si sono riuniti davanti all’istituto e, invece di entrare a scuola, hanno manifestato il loro dissenso per il rientro del professore, esibendo striscioni e cantando cori tra cui “Lo stupratore non è malato ma è figlio sano del patriarcato”. La manifestazione è iniziata attorno alle 7:30 di stamattina e si è conclusa alle 11, quando gli studenti sono rientrati all’interno della scuola. 

    Una protesta inedita nelle scuole altoatesine, che ha attirato l'attenzione di molti. Le accuse, a quanto si apprende, non sono recenti, ma solo qualche mese fa hanno portato alla sospensione del docente, rientrato in servizio proprio oggi. Questo ha generato l'indignazione degli studenti: “Troviamo inaccettabile che in una scuola che si impegna nella lotta contro la violenza di genere, si permetta a un professore accusato di molestie di insegnare”, ha dichiarato uno dei promotori della protesta.

  • Liceo delle Scienze Umane e Artistico "Giovanni Pascoli" Foto: @salto.bz

    La sospensione sarebbe nata dalla scelta di alcune studentesse di raccontare alla dirigenza del Pascoli i comportamenti inopportuni da parte del professore durante una gita scolastica. Per questo si è deciso di sospendere l’insegnante dal lavoro a partire da dicembre 2023. Come funzionano queste procedure disciplinari?  “La sospensione può arrivare ad un massimo di sei mesi, chiaramente con privazione della retribuzione, il passo successivo è il licenziamento. Se è di una certa gravità, il provvedimento spetta all’intendenza scolastica”, spiega il Segretario della CGIL-AGB sezione insegnati, Stefano Barbacetto, “Sono al sindacato da quattro anni e sospensioni così lunghe non ne ho sentite”. 

  • La normativa, spiega Barbacetto, prevede l’obbligo per i dirigenti scolastici di procedere nel caso di qualsiasi segnalazioni di violazioni di obblighi disciplinari. “La legislazione è cambiata negli ultimi anni, vediamo una maggiore frequenza di provvedimenti disciplinari rispetto ad una volta ed i dirigenti hanno molta meno discrezionalità di prima. Se per i fatti lievi contestiamo questo andazzo, per i fatti gravi effettivamente l’obbligo di procedere è giusto”. 

    L’intendenza ha dunque esaminato il caso ed ha preso la scelta di fare rientrare il professore al termine della sospensione. Interrogato sulla vicenda, il sovrintendente alla scuola italiana Vincenzo Gullotta risponde: “La Sovrintendenza conferma di aver attenzionato e seguito tutte le procedure previste. Per ragioni di privacy e di rispetto delle procedure, non sono in grado di fornire ulteriori dettagli o di commentare. Tuttavia, si può assicurare che la situazione è sotto attenta osservazione”. Marco Galateo, neoassessore all’istruzione italiana, si rifà alle parole dell’intendenza e preferisce non commentare.