Politica | Merano

Se il Lido è in alto mare

Crescono i malumori dei frequentatori della piscina di Merano tra rimborsi mancati e lavori a rilento. Il Sindaco: "Le ditte incaricate non hanno rispettato gli accordi".
lido-merano
Foto: AltoAdigepertutti

Paradossi della prossima estate meranese. Sul Passirio si potrà ascoltare musica irradiata da locali pubblici, naturalmente in orari e con regolamenti ben precisi. Ma residenti e turisti potranno rinfrescarsi in un lido (apertura ipotizzata il 20 maggio) che doveva essere ampliato ma non lo sarà. Almeno per questa estate. 
“Un muro a secco, un nuovo prato, non proprio un grattacielo”, ironizza amaro il sindaco Dario Dal Medico: eppure niente da fare. Motivo: le ditte incaricate non hanno rispettato tempi e modi dei lavori. Lavori che sono in altissimo mare. 
Ma torniamo alla musica proposta dai locali pubblici. Qui si tratta di altoparlanti sistemati fuori dagli esercizi pubblici che proporranno colonne sonore (si spera scelte da qualcuno che se ne intende). Degli orari parleremo tra un attimo. Ci preme dire subito che in occasione di concerti dal vivo (Kursaal, piazza Terme, piazza Teatro, lo stesso teatro Puccini e altri spazi aperti) il volume della musica di bar e circoli dovrà essere ridotto al minimo. E ci mancherebbe altro.
I gestori dei locali dovranno compilare un modulo per ottenere l’autorizzazione all'utilizzo di altoparlanti all’esterno dei locali. Parte così ufficialmente la fase sperimentale preannunciata nelle settimane scorse dalla Giunta comunale.
"La musica all’esterno – spiegano il sindaco e l’assessora Claudia Benedetti - potrà essere diffusa nel periodo dal 30 aprile al 15 giugno dal lunedì al giovedì dalle ore 17 alle ore 21, venerdì, sabato e prefestivi dalle ore 17 alle ore 22. Nel periodo dal 16 giugno al 15 settembre invece le fasce orarie saranno dalle ore 17 alle ore 21 da lunedì al giovedì e dalle ore 17 alle ore 23 il venerdì, il sabato e nei prefestivi".

Ogni esercizio pubblico dovrà compiutamente indicare periodi e orari e munire gli strumenti e gli apparecchi di riproduzione e amplificazione di limitatori di potenza


Ci saranno naturalmente controlli da parte della polizia municipale (che, però, almeno per ora, non avrà strumenti per misurare i decibel) e poi -promettono in Comune – le proteste o anche solo le segnalazioni saranno prese in considerazione.
Comprensione verso eventuali disagi ma anche attenzione all’attività di bar e ritrovi che hanno pur diritto di lavorare anche richiamando l’attenzione di passanti e avventori. Ma ad alcune condizioni.
"Ogni esercizio pubblico dovrà compiutamente indicare periodi e orari e munire gli strumenti e gli apparecchi di riproduzione e amplificazione di limitatori di potenza – chiariscono all’unisono Dal Medico e Benedetti - Le autorizzazioni verranno rilasciate singolarmente direttamente dal sindaco, con le debite e dovute prescrizioni. Come amministrazione seguiremo questa fase sperimentale passo a passo e ci riserviamo all’esito del periodo di prova di valutare l’opportunità di adottare una regolamentazione generale”.
Proprio nelle ore in cui inizierete a leggere queste righe, dettagli e dubbi saranno chiariti giovedì 5 maggio alle 11.30. Un nuovo incontro pubblico tra Comune e titolari dei pubblici esercizi è infatti previsto in municipio (sala 104 al 1° piano).  
Fin qui le novità meranesi per chi vorrà tuffarsi nella musica di bar e ristoranti. Ricordiamo comunque che l’estate promette anche molta (e molto bella) musica dal vivo. Alla quale sarà obbligatorio dare la precedenza.
Ma chi vorrà tuffarsi nelle vasche del lido comunale? Intanto crescono i malumori di regolari frequentatori della piscina coperta che stanno trovando difficoltà nel richiedere e poi ottenere i rimborsi dei loro abbonamenti ridotti a causa delle chiusure anti-Covid.
Per carità, i “pionieri” del primo giorno di apertura del lido troveranno le vasche e le strutture funzionanti e anche con il personale pronto alla stagione estiva. Ma dell’ampliamento dell’area dello stesso lido, previsto contrattualmente per la fine dello scorso marzo, neanche l’ombra.

 

Il Comune di Merano ha acquisito una superficie di 4.000 metri quadrati attigui al lido per ampliare lo stabilimento balneare cittadino. Il terreno è destinato a diventare zona prato, a ospitare nuove cabine e un edificio amministrativo con le relative infrastrutture. I lavori di ampliamento sono stati assegnati nell'aprile 2021 al consorzio Integra soc. coop. di Bologna, con le ditte esecutrici Sinergo SpA di Bologna e consorzio Lavoro Ambiente S.C.A.R.L. di Trento, che a sua volta partecipa con la ditta esecutrice Clera soc. coop. di Dro (TN), per un importo complessivo di 779.882,62 euro (IVA esclusa), di cui 18.780,36 euro per gli oneri di sicurezza. Il consorzio aveva proposto un ribasso del 21,23251% sull'importo a base d'asta (985.044,93 - IVA esclusa - di cui 18.780,36 per gli oneri di sicurezza). 
"Purtroppo si sono verificati diversi problemi e i lavori procedono a rilento - conferma il sindaco Dario Dal Medico, reduce anche dall’ennesimo sopralluogo con l‘assessore ai lavori pubblici Stefan Frötscher e con l‘assessore allo sport Nerio Zaccaria – e aprire ora un contenzioso con la ditta significherebbe allungare ulteriormente i tempi, dover bandire una nuova gara e dover far fronte a maggiori oneri. Abbiamo perciò deciso di sederci a un tavolo assieme ai responsabili dell’impresa per verificare se sussistono i presupposti per trovare una soluzione che consenta di imprimere un'accelerata ai lavori".
La settimana prossima incontro tra Comune e le ditte coinvolte. Forti anche del fatto che le ditte arrivate seconda e terza nella gara di appalto di aprile 2021 hanno comunicato di non essere interessate ad essere coinvolte in questa piccola ma grottesca “macchina di San Pietro” (quasi) senza fine. 
Insomma a Merano ci si potrà immergere nella musica o nelle piscine: ma per i tuffi nell’erba fresca, proprio niente da fare. Almeno nell’area del lido. 

Bild
Profile picture for user △rtim post
△rtim post Gio, 05/05/2022 - 10:12

Wieso es gerade in Meran unbedingt notwendig ist/sein soll, gleich alle ihre Bürger-innen selbst in ihren Wohnungen und sogar in der angrenzenden Gemeinde mit Lärmemissionen zwangszubeglücken, habe ich jedenfalls nicht verstanden.
Dabei gibt es doch längst technische Anlagen, deren Beschallung sich auf den Radius des Zielpublikums selbst einschränken lässt.
Wieso macht man die Zulassung all dieser Beschallungen im öffentlichen Raum nicht davon abhängig?
Ebenso unverständlich, wieso man es überhaupt zulässt, dass ausgerechnet der besondere Reiz der Straßenmusik, ihre Authentizität, im öffentlichen Raum einer Altstadt durch eine Verstärkeranlage zunichte gemacht werden darf.

Gio, 05/05/2022 - 10:12 Collegamento permanente