Boccia, Kompatscher
ASP/Peter Daldoss
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La visita

Roma non arretra, Bolzano nemmeno

Il ministro Boccia in Alto Adige: “Differenziazioni territoriali solo dal 18 maggio, servono i protocolli di sicurezza dell’Inail”. Kompatscher: “Avanti con la legge”.
Di
Ritratto di Sarah Franzosini
Sarah Franzosini05.05.2020
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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 5 Maggio, 2020 - 08:09

Il mio parere è che il sig. Boccia non abbia capito nulla. Non dobbiamo perennemente gestire l'emergenza ma semmai la quotidianità. Il nostro modello dovrebbe essere la Germania. Un' occasione persa per Boccia e per tutti coloro che non capiscono l'importanza di una gestione autonoma provinciale.

Ritratto di Francesco Zuffa
Francesco Zuffa 5 Maggio, 2020 - 10:34

Se permette, qui si tratta ancora di emergenza. Anche se a Bolzano la situazione è tra le migliori in Italia, fintanto che i contagi sono bassissimi, la Provincia confina tutt'ora con due regioni ancora in difficoltà. Non tanto per la Lombardia, ma per il Trentino che ha un tasso di crescita settimanale superiore alla media nazionale. Se si irrobustisce il ritmo quotidiano prima del tempo, si rischia che a Bolzano si ritorni facilmente alla situazione di un mese fa (anche perché sono concessi i movimenti intraregionali e sono frequenti gli spostamenti tra i due territori). Aspettare il 18 maggio (sono solo 13 giorni da oggi) non nega l'autonomia di un territorio, che ha comunque l'opportunità di gestire tutt'ora molte competenze.
Dire che la Germania dev'essere il nostro modello è più facile da dire che da realizzare. Fintanto che si ha una riapertura graduale, si protegge la popolazione da eventuali rischi e a casa mia è meglio puntare sulla prevenzione. Tutto ciò si mantiene con la coordinazione tra enti e stato, fintanto che il virus non conosce confini.

Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 5 Maggio, 2020 - 12:33

Rispetto la Sua opinione, che non fa una piega e comprendo pure le Sue preoccupazioni. Io però confido molto nella responsabilità delle persone, e nel distanziamento. Anche se Le confesso che ogni giorno che passa si sente sempre meno la paura di questo virus che circa un mese fa sembrava che dovesse uccidere tutti prima o poi. Comunque a oggi non è possibile andare fuori provincia se non sostanzialmente per motivi lavorativi. Per chi vuole incontrare i propri cari deve necessariamente andare o a piedi o in bicicletta. Però ripeto è il distanziamento che fa la differenza, e aggiungo pure il buon senso in generale ma anche i tamponi, che sono convinto andrebbero fatti a tutti.
In merito al modello germanico non mi riferisco ad oggi, dove paghiamo errori fatti in principio, ma a una condizione di pace (mi passi il termine). Quindi ospedali con un numero sufficiente di terapie intensive, personale dotato di tutti i migliori strumenti di protezione. Una sanità più presente in casa e non solo in ospedale. E poi tamponi in massa per isolare il prima possibile gli asintomatici. Se avessimo seguito dall'inizio queste indicazioni non avremmo mai chiuso in modo così ferreo, proprio come è avvenuto in Germania.

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