Società | Carcere/Giustizia

Un garante regionale

Tre proposte concrete per rilanciare iniziative che possono essere rilevanti per l'assetto della giustizia nella Regione Trentino Alto Adige.
gefängnis
Foto: upi
Alcuni mi dicono che solo sentir parlare di REGIONE i sudtirolesi di lingua tedesca abbiano la stessa reazione dei francesi nella canzone “Bartali” di Paolo Conte.
Ciononostante è importante correre il rischio dei conflitti e rilanciare le iniziative che possono essere rilevanti per l'assetto della giustizia nella Regione Trentino-Alto Adige e (congiuntivo, non disgiuntivo) nella Provincia di Trento.
I tre temi per un’iniziativa politica (giacché gli avvocati fanno politica, politica del diritto) che può vedere il traguardo dei primi risultati entro luglio sono quelli dell’istituzione del Garante regionale dei detenuti, dell’istituzione del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione penitenziaria e, infine, il tema della competenza regionale alla liquidazione delle parcelle del Patrocinio a Spese dello Stato avanti ai Giudici di Pace operanti nel territorio regionale
 
„Alcuni mi dicono che solo sentir parlare di REGIONE i sudtirolesi di lingua tedesca abbiano la stessa reazione dei francesi nella canzone “Bartali” di Paolo Conte.“
I primi due temi ineriscono al controllo sulla vita interna del Carcere e al funzionamento della macchina amministrativa del Carcere.
Il terzo tema invece si lega a competenze già attribuite alla Regione Trentino-Alto Adige con una articolazione della stessa su base provinciale nel rispetto delle norme relative al bilinguismo per quanto riguarda l’Alto Adige/Südtirol.
 

Garante dei detenuti

 
Le Province di Trento e Bolzano sono l’emblema del deserto normativo nel quadro del proliferare di istituti del Garante: ne esistono, oltre quello nazionale, regionali, provinciali e comunali (con fonte normativa di riferimento nel D.L. 146/2013, art. 7, convertito con L. 10/2014).
La proposta del Garante dei detenuti da istituire nella Provincia di Trento è allo stato bloccata dall’ostruzionismo operato da alcune parti politiche e dall’incapacità di superarlo da parte della maggioranza. Poco male: potrebbe questa essere l’occasione per rilanciare la figura di un Garante regionale che abbia competenze sul Carcere di Trento e su quello di Bolzano (quello vecchio e poi su quello erigendo). La figura del Garante “flotterebbe” tra le sedi di Trento e di Bolzano. La carica potrebbe avere una durata tale da permettere l’alternanza tra una figura istituzionale di lingua italiana e una di lingua tedesca; o comunque andrebbe ricercata una soluzione tale da rispettare le peculiarità linguistiche dell’Alto Adige Südtirol. Lo stallo della procedura legislativa nel Consiglio Provinciale di Trento può essere, di contro, l’incentivo al rilancio di un istituto che sovrintenda ad una territorialità della pena, alle modalità della sua esecuzione, e all’attuazione dei principi costituzionali di cui all’art. 27, 3° comma, Costituzione.
 

Provveditorato Regionale all’Amministrazione penitenziaria.

 
La Legge 395/1990 all’art. 32 prevede l’istituzione dei Provveditorati Regionali dell’Amministrazione penitenziaria. L’allegato 5 della stessa legge, alla tabella E, individua le competenze dei Provveditorati aggregandoli per “macro-regioni”. Competente sul Carcere di Trento e di Bolzano è il Provveditorato, istituito a Padova, competente anche per Veneto e Friuli. L’art. 32 al comma 2 della medesima legge indica gli ambiti operativi dei Provveditorati: essi “operano” – si scrive - “nel settore degli istituti e servizi per adulti sulla base di programmi, indirizzi e direttive disposti dal D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, diramazione amministrativa del Ministero di Giustizia, ndr), in materia di personale, organizzazione dei servizi e degli istituti , detenuti ed internati, rapporti con enti locali, le regioni ed il servizio sanitario nazionale, nell’ambito delle rispettive circoscrizioni regionali”.
Si trasferirebbero così ad un ente, la dirigenza del quale dovrebbe essere individuata in accordo tra Stato e Regione/Province con sede a Trento e a Bolzano (come la Presidenza della Giunta Regionale), competenze - tra le altre - in materia di edilizia carceraria (comprese anche le abitazioni adibite al personale), nelle materie (ad es.: modalità di organizzazione del lavoro intra-murario ed extra-murario) individuate dalla L. 354/1975 agli artt. 20 bis e 25 bis, oltre alle materie (come la mediazione penale) già demandate alla Regione Trentino-Alto Adige (v. Intesa istituzionale d.d. 13.09.2012 e Protocollo di Intesa tra Provveditorato e Regione Trentino-Alto Adige d.d. 29/30.04.2015).
Verrebbe individuato ulteriormente un luogo giuridico vicino (nel ricevere e nel rispondere) relativamente al diritto di reclamo di cui all’art. 35 dell’ultima legge citata.
 
Tutto quanto sopra elencato lo è in maniera parziale, incompleta e al solo fine esemplificativo, essendo numerose le disposizioni che potrebbero vedere delegato alla nuova istituzione a carattere regionale la loro applicazione concreta.
La “macchina” Giustizia (chissà quanti storceranno il naso per via dell’utilizzo di questo termine) potrebbe, con queste riforme, dare maggior attuazione ai principi ispiratori della Legge Gozzini e dell’Ordinamento Penitenziario.
 

Patrocinio a Spese dello Stato avanti al Giudice di Pace.

 
La Regione ha competenze in materia di Giudice di Pace (L. 374/1991, art. 40). In materia di nomina del Giudice di Pace, di personale amministrativo e spese relative. La legge prevede in che modo siano regolati i rapporti finanziari conseguenti a queste competenze. Le norme di attuazione dello Statuto Speciale Trentino Alto Adige rafforzano le competenze, individuando per la Provincia di Bolzano, i criteri di applicazione della norma in tutela del principio del bilinguismo. Quindi la Regione è competente in materia di giudice di pace, compresi gli oneri relativi al funzionamento degli stessi. La proposta è che, salva restando la validità delle disposizioni che regolano i rapporti finanziari tra Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Regione Trentino-Alto Adige e Stato, sia diretta erogatrice delle liquidazioni dei pagamenti delle spese di patrocinio gratuito avanti al Giudice di Pace detti organi.
 
Fabio Valcanonver, avvocato a Trento, è attivista radicale e antiproibizionista. Da anni si occupa delle problematiche relative al carcere ed ai carcerati.
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Max Benedikter Dom, 05/07/2017 - 12:17

Un altro esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, di democrazia e partecipazione ai temi sociali e politici.
Persone valide e costruttive si trovano in tutte le società. Ma dal l'altra parte ci deve essere anche qualcuno che ascolta.
Altrimenti vincono quelli che dicono, tanto non cambia niente...

Dom, 05/07/2017 - 12:17 Collegamento permanente