Cultura | Bilinguismo

Ottimo per la truppa!

Se per far diventare bilingui i loro figli, molte famiglie italiane li iscrivono alle scuole tedesche, un problema c'è: quello della Scuola e della Politica italiana.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

“Ottimo per la truppa!” affermavano gli ufficiali dell’esercito assaggiando il rancio destinato ai soldati semplici. E poi passavano alla mensa ufficiali per consumare il pasto speciale per loro. Viene in mente questa ironica esclamazione leggendo l’inchiesta e le interviste di un quotidiano locale sul tema del declino e la progressiva marginalizzazione della Comunità italiana in Alto Adige. Gli intervistati, persone di lingua italiana con ruoli decisivi nel mondo della cultura, dell’economia, della politica, dichiarano correttamente che il contrasto a tale declino lo si fa soprattutto con la conoscenza del tedesco, seconda lingua. Giusto, ma come la si raggiunge? Molti di loro non hanno dubbi: privatamente, per il loro figli e nipoti hanno scelto l’iscrizione alle scuole in lingua tedesca, considerando quindi implicitamente le scuole in lingua italiana non in grado di formare i giovani in modo adeguatamente bilingue. Certi esempi che vengono dall’alto contano, tanto più se hanno dimostrato di aver portato ad un effettivo successo quei giovani. Essi provocano però un crescente disorientamento tra le famiglie di lingua italiana alle prese con la scelta scolastica per i figli. Che fare? Far seguire loro il percorso scolastico in italiano con il tedesco seconda lingua, o “immergerli” completamente nella lingua e cultura tedesca? Una scelta difficile e con diverse implicazioni dirette ed indirette, per le famiglie e per il personale insegnante. Ognuno deve farla assumendosene le responsabilità. Gli opinions leaders del gruppo italiano, cui è affidata la co-gestione della nostra Autonomia e del suo sistema scolastico non aiutano. Hanno creato un sistema scolastico valido per tutti, ma per loro hanno praticato le eccezioni.
(www.albertostenico.it)