Economia | Immobili

Benko: operazione Frubona

Il tycoon austriaco pronto ad acquistare per 12 milioni i magazzini a due passi da Firmian. La coop di Terlano decide tra una settimana.
Magazzino Frubona via Castel Firmiano
Foto: @salto.bz

Nuova importante operazione immobiliare di René Benko sul suolo bolzanino. Dopo il WaltherPark, attualmente in costruzione, il complesso abitativo presso l'ex Cantina di Gries, e in attesa di sviluppi sul Virgolo, il tycoon austriaco è ormai ad un passo dall’acquisto dei 16.300 metri quadri di terreno che ospitano i 100.000 metri cubi di capannoni della cooperativa Frubona Terlano, di fronte al Consorzio Agrario, in via Castel Firmiano. La Signa Italia, guidata da Heinz Peter Hager, è pronta a versare circa 12 milioni di euro. Il preliminare è stato firmato qualche settimana fa, mentre il cda della coop si è espresso nei giorni scorsi a favore della mega operazione con 11 voti a favore e 3 contrari. Manca però l’ok dell’assemblea convocata esattamente fra sette giorni, lunedì 14 giugno. La sezione bolzanina del Bauernbund, che da sempre ha la forza di orientare le scelte urbanistiche del Comune di Bolzano, ha già cominciato i classici movimenti di lobbying per cercare di stoppare l’operazione. Ma per la coop di frutticoltori non sarà facile dire no a un guadagno netto di svariati milioni di euro.

 

La cooperativa Frubona Terlano è costituita da 6 cooperative della zona di Bolzano-Val d’Adige. 426 soci si occupano in totale di 1.155 ettari di terreno coltivato. Nel 2019, per dare una cifra, sono state raccolte 57.690 tonnellate di frutta. Una parte consistente delle mele viene custodita nei capannoni di via Castel Firmiano. Il terreno, a due passi da Firmian, pur classificato come verde agricolo, è dunque già edificato. Il ragionamento di Heinz Peter Hager è sicuramente questo: l’Areale ferroviario si sbloccherà tra chissà quanto e comunque, quando sarà realizzato, non sarà sufficiente per coprire il fabbisogno edilizio del prossimo decennio. Ragion per cui la città non potrà che espandersi oltre Firmian. Il vicesindaco Luis Walcher, intervistato domenica dal Corriere dell’Alto Adige, ha già detto che l’altra grande operazione in zona, quella annunciata dalla Croce Bianca nell’ex area Mair Defranceschi, non si farà e che lì potranno continuare a crescere gli alberi di mele. Ma qui è diverso: le mele stanno nei frighi dentro capannoni alti parecchi metri e i 16.300 metri dell’intera area sono già ben asfaltati.

Stando a quanto si è potuto apprendere, non sarebbe intenzione di Signa Italia utilizzare tutti i 100.000 metri cubi, ma solo una parte, quella sufficiente ad ospitare circa 150-180 appartamenti. Nelle intenzioni, comunque, non dovrebbe trattarsi di alloggi di lusso come quelli presso l’ex cantina di Gries, ma di case messe in commercio a prezzi più abbordabili. Se ci si arriverà, il percorso è comunque lungo. Prima occorre il via libera dell’assemblea della coop, poi servirà una modifica del Piano urbanistico in Consiglio comunale, che solitamente ha tempi biblici. E a remare contro potrebbe non essere solo il Bauernbund bolzanino. Nel frattempo c'è materiale in più per i creativi della pagina Facebook Benko che compra cose.

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Karl Trojer Mer, 06/09/2021 - 10:38

Der Wohnungsbedarf in Bozen und Umgebung ist groß. Bei Möglichkeiten, die sich hier anbieten, ist seitens der öffentlichen Hand und der Grund-Verkäufer (insbesondere wenn diese Genossenschaften sind) einzufordern, dass die Bauvolumina auf den Wohnbau beschränkt und dafür diesselben Bedingungen, wie sie für den sozialen Wohnbau gelten, abgesichert werden.

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