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La crisi della siderurgia

Ilva: l'unica soluzione è tornare a una forma di gestione pubblica

Lo pensa Alessandro Leogrande, ospite giovedì (5 novembre) a Bolzano della Fondazione Langer, che sul tema ha scritto il libro “Fumo sulla città” (Fandango).
Di
Ritratto di Gabriele Di Luca
Gabriele Di Luca08.12.2013
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Ritratto di Stefania Squassoni
Stefania Squassoni 8 Dicembre, 2013 - 18:01
Bellissima intervista! Fatte le dovute proprorzioni, a Trento c'è una situazione analoga, in termini di contenuti: le Acciaierie presenti a Borgo Valsugana, con le stesse problematiche di altissimo inquinamento ambientale e conseguenti gravi danni alla salute dei cittadini, purtroppo già conclamati. Anche a Trento i politici hanno spesso posto il problema in termini di un "aut aut" fra diritto alla salute e diritto al lavoro, ricattando così i cittadini e i lavoratori. Recentemente ho partecipato ad un interessante incontro pubblico "Borgo incontra Taranto", organizzato dall'Associazione Valsuganattiva, con la presenza di un ex operaio dell'Ilva, rappresentante della FIOM. Sono state analizzate in parallelo le due situazioni, cercando di individuare anche una possibile soluzione. L'unica possibile soluzione emersa durante questa serata di approfondimento , è quella prospettata da Alessandro Leogrande in questa intervista, una nazionalizzazione della fabbrica operante in un settore strategico. Un recente articolo riguardante il problema in Trentino è qui: http://www.lavalsugana.it/home/le-cronache/6683/diamo-un-taglio-al-ricatto-lavoro-o-salute.html
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