Economia | NOI Techpark

Un’insalata per favore, appena pescata!

L’acquaponica fa crescere nella stessa acqua pesci e verdura. Piace all’ambiente, al palato e… al business. Ecco la storia della start-up Solos incubata al NOI.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale del partner e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: stefan mahlknecht

Tutto è iniziato durante una cena di Natale nel 2019, quando Matthäus Kircher e i suoi tre cognati hanno iniziato a parlare della trota salmonata nei loro piatti. Si discorreva dei problemi della pesca convenzionale e di quelli della piscicoltura locale, con le acque reflue che affluiscono indisturbate in torrenti e fiumi. Come offrire del buon pesce allevato localmente senza inquinare inutilmente l'ambiente? Fu allora che venne fuori per la prima volta l'idea di ricorrere all’acquaponica.

 

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Foto di Stefan Mahlknecht

 

Acqua... cosa?! “L'acquaponica è un allevamento combinato di pesci e piante in un sistema circolare. L'acqua della piscicoltura viene trattata mediante biofiltri e riutilizzata per fornire nutrienti alle piante coltivate. Le piante, a loro volta, puliscono l'acqua in modo che possa rifluire nell'allevamento ittico", spiega Matthäus. Una piscina con i pesci, accanto ad essa nella serra la lattuga e altre piante che crescono direttamente nell'acqua. Tutto connesso ed equilibrato in un circuito chiuso. I vantaggi di questo sistema includono la protezione del suolo, perché le piante crescono in acqua filtrata e riutilizzata naturalmente, e la possibilità di coltivare senza pesticidi tutto l'anno. E una volta che il cespo di lattuga è stato raccolto, o meglio pescato, rimane fresco e croccante per molti giorni. I quattro ragazzi decidono di percorrere l’idea. E così, dopo ricerche approfondite, innumerevoli discussioni, trattative e calcoli, fondano la loro start-up: Solos. Coinvolgono due investitori e aprono un primo impianto come prototipo.  

Oggi gestiscono già due stabilimenti di 200 m² ciascuno a Termeno, uno per la produzione vera e propria e uno per lo sviluppo. Stanno per organizzare la costruzione di un terzo impianto e pianificano di gestirne ben 6 entro la fine del 2023. Possono raccogliere attualmente 1.100 cespi di lattuga a settimana. La produzione ormai è avviata bene con l’insalata, ma stanno testando una varietà di Pak-Choi rosso, diversi varietà di basilico, rucola, e cavolo nero. Entro settembre sapranno se avranno vinto un progetto Interreg presentato in partenariato con il dipartimento Floricoltura e Paessaggistica del Centro di Sperimentazione Laimburg, l’azienda tirolese Alpengarnelen e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Se il progetto Interreg viene approvato potranno iniziare la ricerca sull’acquacultura che contiene il monitoring del benessere e la salute dei pesci come anche la qualità del pesce.

“In futuro ci piacerebbe chiudere ulteriormente il ciclo. Vorremmo produrre noi stessi il mangime per i pesci, utilizzando gli scarti delle mele per allevare insetti, che a loro volta potremo utilizzare come mangime per i pesci”, racconta Matthäus, guardando già al futuro. Perché una cosa è fondamentale per i ragazzi di Solos: occorre cambiare qualcosa nelle nostre abitudini alimentari e nella coltivazione e nella zootecnia se vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti un mondo intatto. E Solos sta facendo il proprio passo in questa direzione nel NOI Techpark: con cespi di lattuga appena pescati.

 

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Foto di Stefan Mahlknecht

 

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