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Aspiag: “ora possiamo ripartire”

Dopo la decisione di Penta di bloccare i ricorsi, l’iter per la realizzazione di un nuovo megastore in via Buozzi ora può riprendere a pieno regime.

Il Comune di Bolzano non impugnerà le sentenze con cui il Tar ha bocciato i provvedimenti inibitori rispetto al progetto di Aspiag di realizzare il previsto megastore in via Buozzi, a fianco all’attuale Interspar. La decisione è stata presa dal commissario straordinario di Bolzano Michele Penta, sulla scia dei pareri dell’avvocatura di Bolzano. “Troppo alti i rischi di esporre i comune a pretese risarcitorie e a spese legali” ha spiegato in merito il commissario, ormai agli sgoccioli del suo mandato. 

La decisione del comune di Bolzano è stata accolta con molta soddisfazione da Aspiag. “Evidentemente il commissario Penta ci sembra l’unica persona ragionevole da noi incontrata rispetto al passato”, ha dichiarato in merito il direttore Sviluppo di Aspiag Service (Despar Nordest) Diego Andolfato. “Il commissario ha fatto le sue valutazioni considerando i pro e i contro e immagino che i contro fossero molto più pesanti rispetto ai pro” ha aggiunto Andolfato. 
Il dirigente di Aspiag ha commentato anche la possibilità, emersa sulla stampa oggi, che ora sia la concorrenza a prendere in mano i ricorsi. “Sinceramente non so giuridicamente cosa possa avvenire ora che viene bloccato il contenzioso principale, non credo che chi si sia accodato possa avviare procedimenti amministrativi autonomi” ci dice Andolfato in merito. 
Ma cosa succederà ora? Aspiag non ha dubbi.

“Le sentenze del Tar riportano l’orologio al 2012 quando vigeva una legge che consentiva di avviare il megastore. Noi siamo rimasti fermi per 4 anni ed ora possiamo di fatto ripartire. Tutto quello che è avvenuto dopo il 2012 non ci riguarda e non ci tocca minimamente.”

La norma di attuazione varata ai primi di aprile dalla commissione dei 12 che rimette parzialmente in moto i processi legislativi provinciali relativi alla regolazione del commercio potrà avere conseguenze sull’iter? Andolfato nega: “sono indicazioni pro futuro, non riguardano il passato, siamo tranquilli”. 
Nemmeno rispetto al fatto che la norma d’attuazione possa preludere ad una nuova legge provinciale sulla commercio? Andolfato nega e anzi rincara la dose: “credo che quella norma d’attuazione fosse più che altro una mossa politica in vista delle elezioni, sbandierando che stavano salvando il mondo”. 

“Io credo che a Roma non ci sia una grande considerazione per le vicende del commercio in Alto Adige”

Qual è allora oggi la rinnovata timeline per il grande centro commerciale che Aspiag intende costruire a due passi da Fiera e Sheraton? “In base alle nuove decisioni dovremo decidere come riadattare il nostro progetto, che era stato ridimensionato” conferma Andolfato, esprimendo tutta la sua soddisfazione in merito al fatto che finora per forza di cose si è sempre parlato di ‘ipotesi’ e che invece ora si può passare ai “fatti concreti”. 
Insomma: i ‘compromessi’ messi in atto finora potranno essere accantonati. E il progetto ‘vero’ potrà essere predisposto in via definitiva. “Forse già entro l’anno”, conferma il responsabile Sviluppo di Aspiag Nordest. 

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alfred frei Mer, 05/11/2016 - 16:25

Una volta si diceva che l'America nello sviluppo consumistico ci indicava
la strada 20 anni prima. Possiamo verificare se la cosa funziona ancora oggi con i prossimi Megastore in via Alto Adige – Kaufhaus-Signa- e via Buozzi – Aspiag.
Il cuore della cultura consumistica si trova in una fase di rottamazione (Renzi non c'entra) intitolava al riguardo la “Süddeutsche Zeitung” poco tempo fa in una corrispondenza dagli Stati Uniti.
E giù dati: fino al 2020 la metà dei centri commerciali (Shopping Malls) potrebbero chiudere. Fra il 1956 e il 2005 vennero aperte ben 1500 di queste isole della felicità creati per il tempo libero dei ceti medi e piccoli.
Adesso i frequentatori degli Shopping center sono calati da 35 miliardi (sic !) nel 2010 a 17,6 miliardi nell'anno scorso. Paritempo è esploso il commercio online.
Secondo l'agenzia internet Bussiness Insider il 15 per cento dei Centri chiuderanno nei prossimi anni o verranno destinati a uffici, chiese o Colleges. L'esperto in materia Davidowitz prevede in tempi brevi addirittura il fallimento della metà dei centri commerciali.
I vecchi templi di consumo chiusi hanno trovato già i loro estimatori: esiste addirittura una pagina internet deadmalls.com dove si possono ordinare T-Shirts con l'incisione “amo Malls defunti”.
Può darsi che la nostra autonomia possa prolungare eventualmente l'agonia. Che prospettiva: una nuova chiesa vicino alla stazione consacrata al Dio denaro > con Dante: L'amor che move il sole e l'altre stelle.

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