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Amianto in 109 edifici

Deeg: “Sempre meno strutture in Alto Adige contengono questa sostanza”. Per rimuoverla e smaltirla si possono richiedere i contributi dal 2 settembre al 2 dicembre.
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Ben 27 anni fa l’amianto veniva messo al bando con la legge 257/92, eppure è ancora presente in larga misura negli edifici del Paese. I rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente, la sostanza diventa pericolosa quando queste fibre di cui è composta vengono inalate. 

Qual è la situazione in Alto Adige? È l’assessora Waltraug Deeg a fare il punto sulla bonifica. ll numero di edifici che contengono ancora amianto sono sempre di meno, “ciò grazie alla sempre più spiccata sensibilità verso un utilizzo di materiali sostenibili dal punto di vista ambientale, e anche grazie al sostegno economico offerto dalla Provincia di Bolzano per i lavori di smaltimento e rimozione di materiali contenenti amianto”, spiega l’assessora.

29 sono stati gli interventi effettuati con l’ultima tranche di contributi, per un totale di 120mila euro. Ora, su proposta dell’assessora Deeg, i termini per le domande riguardanti gli edifici residenziali sono stati riaperti per l’anno 2019. “L’amianto si può trovare su tetti, balconi, pannelli e pavimenti e in caso di danni o manomissioni può rilasciare fibre che costituiscono un serio pericolo per la salute. Per questo motivo è importante avere la garanzia di eliminare anche le più piccole tracce di questo materiale dagli edifici residenziali”, sottolinea Deeg. 

Secondo le stime, si sono ridotti a 109 gli edifici residenziali nei quali sono ancora presenti tracce di amianto, e molto probabilmente quella prevista sarà l’ultima finestra disponibile per richiedere i contributi. Il sostegno dell'amministrazione provinciale può raggiungere il 70% dei costi, ma l’ammontare delle spese previste per i lavori deve superare i 500 euro. I contributi per lo smaltimento e la rimozione di materiali contenenti amianto possono essere richiesti, a partire dal 2 settembre e fino al 2 dicembre, da proprietari e locatari degli immobili, ma anche da interi condomini, a patto che la maggioranza delle unità sia ad uso abitativo.

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