Talferwiesen
Foto: Othmar Seehauser
Società | Vademecum

Corsetta sì o no?

Corsetta, passeggiata col cane o senza, acquisto di sigarette… In rete circolano le fake news più incredibili: vediamo cosa, si può o non si può fare veramente.
Ma l’immondizia, posso uscire a buttarla? E le sigarette, posso andare a comprarle? Posso fare una passeggiata o una corsetta? Sembrano domande banali, ma in un periodo così complicato come quello che sarà ricordato come l’epoca del Coronavirus, e con tantissima gente che fatica a districarsi nel bombardamento di informazioni contrastanti che pervade il web (Facebook in primis), la raccomandazione primaria è una: affidatevi a fonti sicure. Ovvero, lasciate perdere i post sui social, o i messaggi audio che circolano su Whatsapp, che non abbiano una fonte certa. Con questo articolo vogliamo cercare di capire, e far capire, quali sono le attività “normali” che ancora si possono fare e quelle che invece sono vietate. Partendo dal presupposto che i vari decreti del presidente del consiglio dei ministri, per forza di cose considerata l’eccezionalità della situazione, non possono essere esaustivi nel testo principale e hanno bisogno di chiarimenti.
 
 
 
Bene, questi chiarimenti non andate a cercarli su Facebook, da parenti o amici che “hanno sentito dire”, o su media poco affidabili perché si limitano a far rimbalzare fake news piuttosto che verificarle. Anche le testate più autorevoli peraltro sbagliano: proprio ieri mattina un grande quotidiano nazionale sparava nel titolo di un pezzo che c’era il “divieto di corsa nei parchi”, salvo poi affermare il contrario nel testo… Contraddizione per fortuna corretta in serata con un articolo “riparatore” che affermava la possibilità di fare jogging.
Ad ogni modo, per dirimere la tematica in questione – se la corsetta antistress o la passeggiata all’aria aperta sono consentite – bisogna quindi rivolgersi alle fonti ufficiali. E chi meglio del governo, che la norma l’ha varata? Proprio ieri sera è stata diffusa una nuova circolare del Viminale firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, che fornisce l’interpretazione dell’ultimo decreto Conte ed è reperibile su tutti i siti di informazione (il virgolettato si riferisce al testo della circolare: Gli spostamenti sono consentiti per “comprovate esigenze primarie non rinviabili” tra le quali figurano: “approvvigionamento alimentare, gestione quotidiana degli animali domestici” e “per svolgere attività motoria e sportiva all’aperto, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro”.
 
 
 
Sempre ieri, nel corso di una trasmissione Rai, il ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia ha aggiunto: “Non si poteva fare una norma che vietasse di uscire per un giro del palazzo, per la spesa, per portare fuori il cane, ma andare a cena da amici è assolutamente sconsigliabile. La passeggiata al parco si può fare, ma già a correre si mettono in difficoltà gli altri. Meglio se restiamo in casa”.
Il concetto sembra chiaro: l'indicazione primaria di tutti i provvedimenti finora assunti rimane quella di evitare il più possibile assembramenti o contatti. Chi forma gruppi è passibile di denuncia. Passeggiare o fare jogging, sempre rigorosamente da soli, non è quindi vietato e non si può essere multati o denunciati per questo, a meno che non si creino situazioni di potenziale contagio.
 
 
 
Ma la prima fonte per sciogliere i dubbi rimane il sito del Viminale. Nelle Faq (domande frequenti) aggiornate all'ultimo Dpcm dell'11 marzo, si legge al punto 11 che "L’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo", mentre al punto 17 (Posso uscire con il mio animale da compagnia?) si dice: "Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone". Ovvero, posso portarlo a fare i bisogni ma senza fermarmi a chiacchierare con gli altri conduttori se non rispettando le distanze di sicurezza. Allo stesso modo, a una domanda all’apparenza scontata (È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti?), si risponde: “Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni Comune”.
 
Rimanendo in tema di attività fisica, c’è chi ha paura di usare la bici senza validi motivi. Bene, al punto 19 delle Faq governative, alla domanda "Posso utilizzare la bicicletta?", si specifica che "è consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro".
 
Un altro dubbio frequente è: "Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?". Il Governo, al punto 12, risponde: "Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal Dpcm 11 marzo 2020 - allegati 1 e 2". Quali sono questi prodotti? Praticamente tutti quelli in vendita nei negozi rimasti aperti. Sigarette, giornali, elettrodomestici, cartucce per stampanti, computer, profumi, ferramenta ecc.: qui l’elenco completo.
 
 
 
Anche la Provincia di Bolzano è una fonte ufficiale e pertanto è bene consultarla in caso di dubbi. Soprattutto l’ampia sezione dedicata alle domande più frequenti, che ai quesiti presenti sul sito governativo ne aggiunge parecchi altri di carattere generale. Per quanto riguarda i temi fin qui trattati, e non potrebbe essere diversamente, vengono riportate le indicazioni governative. Sull’ultimo comunicato stampa del 10 marzo si specificava anche che “Questa situazione di emergenza non implica però il dover per forza rinunciare al movimento: sono infatti permesse passeggiate, giri in bicicletta e corse all’aria aperta, anche se non in gruppo”.
 
 
 
Fin qui i fatti. Passando alle considerazioni, c’è da farne una importante, che è poi quella che ripetono come un mantra gli amministratori nazionali e territoriali: il fatto che tutto questo sia permesso, non significa che lo si debba fare. Rientra infatti nella sensibilità personale decidere se rinunciare anche a questo. Ciò che è assolutamente vietato, questo sì, è mettere a rischio la propria e l'altrui salute.
 
Un comportamento irresponsabile, peraltro, non è necessariamente legato a un'attività vietata: si può contagiare o essere contagiati anche facendo qualcosa di consentito. Per esempio, andare a fare la spesa al supermercato e fare capannello con altri clienti discutendo amabilmente, magari tossicchiando. Ecco, fare la spesa ovviamente non è vietato, ma creare assembramenti sì. Anche il giro in rampichino, in certe situazioni, può essere rischioso: in caso di caduta, ad esempio, si distoglie personale sanitario da incombenze più serie e lo si espone a rischio di contagio. Anche in casa peraltro sarebbe il caso di fare molta più attenzione del solito, per evitare appunto incidenti o problematiche che richiedono l’intervento di sanitari o forze dell’ordine. Insomma, la prima cosa è: senso di responsabilità.