Ambiente | Trasporto pubblico

“Sasa revochi la gara”

L’associazione “Ambiente e salute” sull’acquisto dei bus diesel ibridi e diesel: “Inquinano più di quelli a metano, c’è ancora tempo per ripensarci”.

La salute dei cittadini non va in vacanza.
In Alto Adige sono 66 le persone che muoiono ogni anno per le emissioni di ossido di azoto, il doppio rispetto ai decessi causati da incidenti stradali. La denuncia è dell’associazione “Ambiente e salute”, che in questo caso punta il dito sul bando di Sasa, la società di trasporto pubblico locale, relativo all’acquisto di bus urbani diesel-ibridi e diesel. “Sasa vuole dismettere la flotta a metano e non se ne capisce il motivo, sono mezzi che andrebbero certamente sostituiti perché ormai datati ma sempre con altri a metano e non a gasolio o ibridi che sono più inquinanti”, spiega Claudio Campedelli, membro dell’associazione ambientalista.

Parliamo di emissioni di ossidi di azoto e biossido di azoto che sono almeno 7-8 volte superiori rispetto ai bus a metano, dati elaborati da studi indipendenti fatti con rilevazioni su strada da enti francesi, tedeschi e della Provincia di Trento. Se poi, come si dice, l’intenzione è quella di abbassare nei prossimi anni il limite massimo di legge per le emissioni di ossidi di azoto dobbiamo farci trovare pronti”, gli fa eco Michele De Luca, referente trazioni alternative per il trasporto pubblico locale (tpl), che spesso ha segnalato anche su salto.bz le perplessità relative ai bus “incriminati”.

 

 

Per l’associazione “Ambiente e salute” l’acquisto dei mezzi in questione è in contrasto con gli obiettivi 2025 del Piano Clima 2050 della Provincia che prevede per il tpl urbano solo bus a idrogeno, elettrici e metano. Solo che i conti non tornano. Se infatti i bus arriveranno, come da gara, nel 2019 “anche per il criterio qualitativo della Provincia di avere bus per massimo 10 anni dal 2019, tali bus saranno in strada fino al 2028, ben oltre quindi il 2025”. De Luca ricorda che sono 100 gli autobus da sostituire nel 2019, ma “con la somma stanziata se ne comprano 38 con un’opzione per altri 25, quando se ne potrebbero acquistare certamente di più se fossero a metano”. 

 

Auspicato dietrofront

 

La gara d’appalto indetta da Sasa è stata rinviata dal 23 agosto al 13 settembre, c’è dunque un mese di tempo, dicono gli ambientalisti, per un ripensamento e dunque per la revoca, da parte della stessa Sasa, della gara. “I Comuni, di Bolzano, Laives e Merano, proprietari della società di trasporto pubblico, dovrebbero finalmente farsi sentire”, così De Luca. 

Si fa poi riferimento anche ai 42 bus a gasolio già comprati 6 anni fa più gli altri 5, usati, acquistati l’anno scorso, e dunque ai 49 (circolanti) in tutto, che dovrebbero subire un’operazione di “retrofitting” per la conversione da euro 5 a euro 6, “un upgrade che, a differenza della Germania dove già si ha esperienza nel campo, in Italia vedo molto difficile eseguire dal punto di vista tecnico ma anche burocratico. Senza parlare dei costi, che si aggirano intorno al milione di euro solo per Sasa, e se poi prendiamo in considerazione solo i bus extraurbani, che sono circa 200, la cifra si attesta sui 4 milioni di euro”, fa notare De Luca che infine sentenzia: “È in gioco la salute dei cittadini, e in questo senso anche il trasporto pubblico deve fare la sua parte. Non si può continuare a fare finta di nulla”.