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Sanità digitale (?)

Il Paziente fattorino della Burocrazia

Dopo anni di slogan e proclami (il "cittadino al centro" ) a che punto siamo davvero con la digitalizzazione ? Un esempio - reale - nell'ambito della sanità.
Un contributo della community di Sergio Sette14.03.2018
Ritratto di Sergio Sette
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Fiumi, anzi oceani di parole spese per magnificare i miracolosi effetti della digitalizzazione, uno "storytelling" martellante degno del marketing più aggressivo ci ha ormai convinti di vivere in un paese moderno e digitale. Ma la realtà è ahimè un'altra e ce ne accorgiamo ogni qualvolta il digitale lo vorremmo utilizzare. Così provate ad esempio a cercare di  rinnovare il passaporto o più banalmente richiedere un cambio di residenza con un servizio online (dove lo trovate) per vedere cosa succede. Di esempi se ne trovano centinaia sulla rete (date un'occhiata ad esempio al sito PA da incubo se voltete farvi quattro risate a denti stretti), io ve ne vorrei raccontare uno, vissuto in prima persona, nell'ambito della sanità pubblica, secondo me ancora più significativo per capire dove siamo e come davvero si stia approcciando il problema, al di là dello storytelling ufficiale.

E' la storia di una persona che si reca al Pronto Soccorso di Bolzano e a cui è diagnosticata una patologia che richiede una terapia che necessita di continui esami clinici da ripetere periodicamente. A parte le 16 (sedici !!) ore di attesa al pronto soccorso su una barella prima del ricovero, che non sono imputabili alla mancata digitalizzazione (o forse no ?), quello che è interessante è ciò che succede dopo la sua dimissione.

Al paziente sono consegnate, assieme alla lettera di dimissione :

  • un'impegnativa, per solo il primo esame da eseguire (le altre se le dovrà far prescrivere dal medico di base...)
  • un foglio, da portare al distretto sanitario, per ottenere l'esenzione per gli esami di cui sopra
  • le impegnative per i farmaci

L'iter per il paziente è il seguente :

  • recarsi, con l'impegnativa, ad eseguire il primo esame
  • recarsi quindi al distretto per farsi rilasciare l'esenzione 
  • recarsi infine dal proprio medico di base, con l'esenzione e la lettera di dimissione, per farsi prescrivere le successive analisi da effettuare periodicamente

Non avete notato nulla di strano ? A parte che di documenti digitali non c'è traccia, a parte che l'iter è contorto e prevede passaggi inutili, quello che dovrebbe saltare all'occhio è che al cittadino/paziente sono consegnati documenti che servono in realtà ad altri (il laboratorio d'analisi, il distretto, il medico curante, financo la farmacia) e che il paziente deve recapitare ai vari destinatari.

In sostanza al paziente è attribuito dalla burocrazia il ruolo di postino ! 

In un modo analogico/cartaceo sarebbe una cosa normale, quasi obbligata, ma in un mondo digitale, che non vuol dire solo dematerializzato, ma in cui i processi, opportunamente ridisegnati, sono gestiti da un sistema informatico, in capo al paziente dovrebbero rimanere solo quelle attività strettamente attinenti alla sua cura: le viste, gli esami.

I documenti e le informazioni dovrebbero circolare digitalmente all'interno del sistema informatico sanitario :

  • la lettera di dimissione dall'ospedale al medico di base
  • l'esenzione al sistema ammnistrativoi del distretto
  • le impegnative al paziente, fatte dal medico di base sulla base della lettera di dimissione e visibili ai laboratori (il paziente non le dovrebbe nemmeno portare con sè)

Questo vorrebbe dire digitalizzazione. Che al momento non si vede nemmeno lontanamente. Nonostante nello specifico, trattandosi di un sistema "chiuso" e già ampiamente informatizzato nei suoi singoli elementi, non si tratterebbe di cosa solo futuribile ma abbondantemente alla portata.

E ulteriore sospetto dovrebbe suscitare il fatto che questo avviene in Alto Adige, la regione più ricca d'Italia dove di certo non mancano i mezzi. Non so come sia nel resto d'Italia, resta il fatto che siamo comunque fra i pochissimi che ancora non hanno istituito l'FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico), il cardine della digitalizzazione della sanità. Non c'è da andarne fieri.

Un'ultima curiosità in tema digitalizzazione: avete mai notato che quando andate in farmacia il farmacista prima di consegnarvi i farmaci usa un lettore di codice a barre per leggere la fustella sulla confezione del farmaco? Avete mai notato che poi, la stessa fustella acquisita digitalmente, viene staccata e incollata su un foglio? Ecco, provate a chiedere al farmacista a chi va quel foglio e come mai, visto che le fustelle sono digitalizzate, è ancora necessario inviare la carta. Io l'ho fatto, ma la risposta non è pubblicabile :-)

Ecco, forse è per questo che un pochino mi agito quando leggo cose come questa : lo scollamento fra realtà e rappresentazione è così grande da diventare imbarazzante...

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