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Querelle

E-bike, Appiano non risponde

Il progetto sulle due ruote elettriche per i pendolari (61.750 euro) fa litigare Urzì e sindaco. Trettl tace sull’interrogazione: “Non è sua competenza, Comuni autonomi”.
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Quante bici elettriche sono state messe a disposizione dei pendolari residenti nel comune di Appiano? Il progetto è stato finanziato dalla Provincia? E l’amministrazione vuole estenderlo in altre città dell’Alto Adige? Domande alle quali il consigliere provinciale Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) ha ottenuto una scarna risposta per la sua interrogazione presentata in merito in consiglio provinciale. Il sindaco Wilfried Trettl si è appellato alla comunicazione del Consorzio dei Comuni, risalente, al 2016, che limita i chiarimenti forniti ai consiglieri provinciali agli aspetti attinenti alle competenze di Palazzo Widmann. 

 

Botta e (non) risposta

Sullo sfondo del qui pro quo il progetto pensato per promuovere la mobilità alternativa tra i pendolari, riducendo il traffico delle auto sul capoluogo. Un problema annoso, soprattutto in termini di inquinamento, per la conca bolzanina, che il primo cittadino ha deciso si affrontare anche attraverso la diffusione tra i concittadini delle bici elettriche, che stanno avendo un boom per le vendite superiori a quelle delle bici “muscolari”.

Quante bici elettriche sono state messe a disposizione dei pendolari residenti nel comune di Appiano? La Provincia lo estenderà nel resto dell’Alto Adige? (Alessandro Urzì)

Ai quesiti di Urzì (non tutti) risponde in via ufficiale Arno Kompatscher. Il Comune, spiega il Landeshautpmann, ha avuto accesso per il progetto ai fondi della legge provinciale 27 del 1975. L’importo di 61.750 euro è stato assegnato con decreto dell’assessore Schuler il 27 marzo 2018. Alla domanda sull’eventuale estensione dell’iniziativa, la risposta è vaga: “La ripartizione 7 (enti locali, ndr) non dispone di informazioni in merito”.

Quest’amministrazione non risponderà all’interrogazione in oggetto in quanto non rientra nelle competenze e nel diritto di informazione di un consigliere provinciale. I Comuni sono autonomi (Wilfried Trettl)

Per le altre domande si rimanda alla nota di Trettl. Il quale dimostra di non aver gradito “l’ingerenza” dal consiglio provinciale. “Quest’amministrazione - chiarisce - non risponderà all’interrogazione in oggetto in quanto non rientra nelle sue competenze”. E ancora, appellandosi alla comunicazione 82 del 2016 del Consorzio dei Comuni, precisa che non risponderà neanche in futuro a simili atti. Il diritto di informazione dei consiglieri, chiarisce, deve limitarsi “alle funzioni istituzionali della Provincia” e per quanto riguarda gli enti locali “la vigilanza - come prevede lo Statuto di autonomia - avviene tramite il controllo di legittimità sugli atti amministrativi”. Con buona pace di Urzì.

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