Cultura | Polo bibliotecario

Un comitato politico per la nuova biblioteca di Bolzano?

La Giunta avrebbe già deciso: all'amministrazione del nuovo Polo bibliotecario di Bolzano dovrà essere preposta una commissione politica in grado di appianare difficoltà organizzative. Vera necessità o ingerenza?

Che il nuovo Polo bibliotecario di Bolzano si faccia ormai dovrebbe essere chiaro. Quello che però resta da verificare è la modalità amministrativa da adottare per gestire un centro culturale che – accorpando istituzioni già esistenti – ha certamente anche bisogno di un progetto organico d'integrazione. In questo senso, stando almeno alla comunicazione di ieri (14 ottobre) fatta dalla Giunta, l'idea si starebbe concretizzando mediante la costituzione di un “comitato politico”, oltre ad uno “tecnico”, che possa “appianare possibili diversità di vedute, e garantire una futura gestione che sia il più possibile efficiente”. Di quest'organo, o comitato, dovrebbero far pare il nuovo presidente della Provincia, i tre assessori provinciali competenti, il sindaco di Bolzano e i due assessori alla cultura del Comune di Bolzano.

L'idea, come al solito calata dall'alto, ha però subito destato qualche sospetto. Troppo facile infatti pensare che in questo modo si vengano a riprodurre dinamiche di controllo (e di spartizione degli ambiti d'influenza) che proprio l'edificazione del Polo bibliotecario dovrebbe invece cominciare virtuosamente ad erodere. Ne è convinto ad esempio Guido Margheri (Sel), il quale oggi (15 ottobre) ha sentito la necessità di puntualizzare: “Il Comitato politico paritetico approvato dalla Giunta Provinciale è sbagliato dal punto di vista del metodo e del merito. Nel metodo, perché non era affatto stato concordato e perché si sovrappone ai gruppi di lavoro esistenti; nel merito, perché le priorità con cui si assumeranno le scelte devono rimanere scientifiche e culturali e un tale organismo potrebbe condizionare negativamente il progetto”. Da qui la proposta: “Chiediamo che i posti riservati al Comune non vengano occupati”.

Insomma, dopo le discussioni infinite che hanno riguardato il sito prescelto e l'opportunità di smantellare l'edificio che ancora occupa l'area sulla quale sorgerà la biblioteca, si annuncia un nuovo fronte polemico. Aveva ragione lo scultore Constantin Brâncuși: difficile non è mai fare, bensì mettersi nelle condizioni di fare.

 

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Fidi Ellmenreich Mar, 10/15/2013 - 21:27

uff, strata-uff e strata-oschpele! Non ne posso più. Basta con questa mentalità da = qui i mangia-spaghetti, li i mangia-knödel e tutt'e due devono per forza avere la loro parte. Ma qui si tratta di una "cosa tecnica", possibile che stanno parlando di un "comitato politico" che comanda quello "tecnico". Sei mesi per uno, sei mesi per l'altro! Ma il merito dove sta. Mettiamo un/a eschimese come direttore/ice se volete, ma qualcuno che sa fare del suo meglio, senza dover prima chiedere permesso ad un politico. E poi si critica il governo che mette come sottosegretaria la Biancofiore!

Mar, 10/15/2013 - 21:27 Collegamento permanente