Politica | Statuto

Percorsi paralleli o divergenti?

Ieri si sono incontrati i vertici di Konvent e Consulta per la revisione dello Statuto d’autonomia. Confermando la compresenza di divisioni e convergenze.
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Foto: Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

L'incontro ha avuto luogo ieri a Trento nella sede della presidenza della Consulta per la riforma dello statuto (l’organo trentino che corrisponde al Konvent altoatesino). I due organismi hanno fatto il punto sul lavoro svolto, evidenziando in particolare punti in condivisione ed i momenti di contrasto

Nel comunicato ufficiale gli ‘spigoli’ vengono arrotondati parlando di “convergenza sulla necessaria ridefinizione del ruolo della Regione”.  Ma è chiaro che l’incontro a Trento ha consentito ai presidenti dei due organismi (Cristian Tschrtschenthaler per Bolzano e Domenico Falcon per Trento) di sondare quale sia il reale spazio di manovra rispetto alle due divergenti prospettive emerse. Quella bolzanina - che è tornata a richiedere con forza il ‘superamentodella Regione - e quella trentina, che invece vede in una Regione ridefinita nelle competenze uno strumento fondamentale per rilanciare la collaborazione tra le due province e riaffermare il senso stesso della sua autonomia

Nel corso dell’incontro si inoltre parlato di Comuni. Tema rilanciato nello specifico dalla vicepresidente della convenzione altoatesina Laura Polonioli. Se entrambi gli organismi hanno convenuto sulla necessità di riaffermare l’importanza del ruolo dei Comuni nella strategia politica delle due Province, una differenza specifica invece è emersa per quanto riguarda in dibattito in atto in Alto Adige. 
Il nodo in provincia di Bolzano - ha riferito Polonioli  - è quello di "rilanciare il principio di sussidiarietà, adeguatezza e necessaria corrispondenza delle competenze e delle risorse finanziarie”. 
Polonioli non ha nascosto i contrasti tuttora presenti in merito all’interno del Konvent, parlando di “punti di vista diversi” e confidando di poter stilare entro la conclusione dei lavori dell’organismo (il 15 giugno) “un documento il più possibile condiviso”. 

Il presidente del Konvent Cristian Tschurtschenthaler ha quindi parlato del tema della cooperazione transfrontaliera e dell’Euregio, auspicando che riceva finalmente un riconoscimento ufficiale all’interno nello Statuto.
L’ex sindaco di Brunico e consigliere provinciale della SVP ha anche colto l’occasione per ribadire la filosofia di fondo che da sempre anima l’azione politica del suo partito.

“Più autonomia abbiamo meglio è. Le competenze possono senz’altro essere meglio gestite in loco, ma devono essere di qualità ovvero in grado di resistere alla Corte Costituzionale.” 

Dal canto suo il presidente della Consulta trentina Domenico Falcon si è detto certo della “comune aspirazione a concepire la Regione come una risorsa a disposizione delle due Province”. Auspicando un rafforzamento dell’autonomia stessa attraverso la trasformazione tecnica delle attuali ‘deleghe’ in vere e proprie competenze, e in un’espansione di queste ultime nei settori dell’ambiente, della scuola e e della cultura.

L’incontro trentino ha avuto anche un corollario dedicato alle minoranze linguistiche e nello specifico quella ladina
La vicepresidente altoatesina Edith Ploner ha parlato di una condivisione con il collega trentino Jens Woelk in merito “all’unità culturale e linguistica ladina”. Woelk dal canto suo però non ha mancato di chiedere che “tale apertura sia volta ad includere anche le minoranze linguistiche mochena e cimbra”. 

Dopo l’incontro tra i vertici dei due organismi, il presidente altoatesino Tschurtschenthaler ha poi partecipato alla seduta della Consulta trentina, nello specifico per informare i componenti di quanto fatto fino a oggi dalla Convenzione dei 33 e delle proposte del Forum dei 100.