Ambiente | rapporto ISPRA

Bolzano consuma suolo

Nel 2017 sono stati impermeabilizzati 203 ettari in tutto la Provincia. È una delle variazioni più importanti tra quelle registrate in Italia, secondo il Rapporto ISPRA
cantiere
Foto: Südtirolfoto/Othmar Seehauser

La Provincia autonoma di Bolzano corre a una velocità tre volte maggiore rispetto all'Italia: nel 2017, spiega il nuovo Rapporto ISPRA sul consumo di suolo, presentato oggi (17 luglio) a Roma con un convegno nella Sala della Regina di Montecitorio, l'Italia ha perso lo 0,23% delle superfici libere, mentre in Alto Adige l'incremento è stato pari allo 0,65%. Significa, in tutto, duecentotre ettari, cioè un quadrato con due chilometri di lato.
In tutta Italia complessivamente nel 2017 "le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 54 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 15 ettari al giorno", con una velocità di trasformazione di poco meno di 2 metri quadrati di suolo.

Nel territorio provinciale alla fine dello scorso anno risultano complessivamente impermeabilizzati 316 chilometri quadrati di suolo, che in termini percentuali rappresentano il 4,3% dell'intera superficie (questo resta comunque uno dei dati più bassi d'Italia, dove la media è del 7,65%, e ci sono punte del 12,99%, in Lombardia), anche se nel Comune capoluogo, quello di Bolzano il dato è vicino al 27%, e a Merano quasi un quarto della superficie è compromessa.  

 

L'analisi dell'ISPRA – che è l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – evidenzia però un rischio, ben rappresentato proprio dall'Alto Adige: in assenza di interventi legislativi e di un indirizzo politico chiaro verso lo "stop al consumo di suolo" (nell'ultima legislatura un testo di legge è stato approvato alla Camera, ma non al Senato, quindi si riparte da capo), l'uscita dalla crisi è sempre accompagnata dal cemento: "La crescita economica registrata nel 2016 dal Nord-est è trainata dalla Provincia Autonoma di Bolzano (+2,2%), a cui effettivamente corrisponde l’incremento percentuale maggiore del consumo di suolo in Italia tra tutte le Regioni e le Province Autonome" si legge nel rapporto. Dietro l'Alto Adige c'è il Veneto, con lo 0,50%.  

A livello cartografico, l'ISPRA presenta due mappe di Bressanone, che è in assoluto il Comune in cui si è costruito di più in provincia di Bolzano.

Una evidenzia la trasformazione che ha interessato un bosco di pino silvestre di 1,7 ettari, abbattuto per far posto a una nuova struttura ricettiva. La seconda, un frutteto di 2,6 ettari cancellato per l’ampliamento di un polo industriale. A Bressanone in tutto sono stati consumati nel 2017 12,9 ettari.

 

Un'altra importante trasformazione è quella che riguarda Fortezza, circa 7 ettari occupati dal cantiere per la costruzione della galleria di base del Brennero. Le infrastrutture "pesano" sul Paese, e lo dimostra il fatto che il Comune che registra il maggior incremento nel consumo di suolo per il 2017 è quello di Sissa Trecasali, in provincia di Parma. Qui 73 ettari di terreni liberi sono stati occupati per la costruzione dell'autostrada Tirreno-Brennero, cioè del primo lotto del collegamento tra l'A15 della Cisa e l'A22 del Brennero. Quando il cantiere di Fortezza verrà smantellato, qualora l'impermeabilità dell'area venisse ripristinata, quel suolo consumato tornerà libero. È successo, nell'ultimo anno, ad Adria, in provincia di Rovigo: qui c'è stato un decremento del suolo artificiale pari a 43 ettari, a seguito del ripristino di un cantiere per la realizzazione di un metanodotto.