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Bonn come Bolzano?

I fautori del “no” al progetto Benko portano la testimonianza dell’iniziativa civica di Bonn “Viva Viktoria”, ma cosa c'entra con Bolzano?

Altro giro, altra corsa. Oggi, il fronte anti-Benko si è dato appuntamento al Capitol di via Streiter a Bolzano per proseguire la sua “missione” contro il progetto del magnate austriaco al grido di “We loveBz not Benko”. “Bisogna capire - esordisce Alfred Frei del CTCU - dove finisce la consultazione popolare e dove inizia il confronto elettorale dei partiti, l’unico vero momento democratico sulla questione è andato in scena in consiglio comunale, ma è stato vanificato e l’iter, come noto, è stato riavviato”. Ma una testimonianza peculiare arriva - via Skype - da Axel Bergfeld, fra i promotori dell’iniziativa “Viva Viktoria” fondata nel 2015 a Bonn (città della Germania che conta 300mila abitanti) da alcuni cittadini - tutte persone fra i 33 e i 35 anni quasi tutti professionisti e lavoratori autonomi insieme a diversi attivisti dell’ambiente studentesco - per impedire la demolizione di un insediamento storico in pieno centro e permettere la costruzione di un centro commerciale di 15mila mq, un altro progetto della Signa Holding. “Una situazione simile a quella che sta vivendo in questo momento Bolzano”, sottolinea Bergfeld.

L’iniziativa avviò nell’agosto del 2015 una consultazione popolare contro una delibera della giunta comunale di Bonn firmata nel mese di giugno dello stesso anno, nella quale la stessa giunta aveva deciso la vendita del terreno demaniale necessario per la costruzione dello Shopping Mall. “È una storia che si ripete - dice il rappresentante dell’iniziativa tedesca -, la Signa utilizza metodi già collaudati altrove perché non è interessato a una città in particolare, è solo una macchina per fare soldi, vogliamo vivere in una città europea e non come in certe metropoli americane votate al dio denaro”.

Nello schermo: Axel Bergfeld

In quattro settimane i cittadini di Bonn manifestarono 10 volte a settimana coinvolgendo dalle 150 alle 300 persone ogni volta e riuscirono a raccogliere più di 20mila firme, il doppio delle adesioni necessarie per raggiungere il quorum previsto per una consultazione. In una seduta straordinaria il consiglio comunale ritirò con il voto dei verdi, della sinistra, dei pirati, dell’AFB e della SPD - che 4 mesi prima aveva votato a favore del centro commerciale - con una maggioranza di un solo voto la promessa di vendita dei terreni comunali e fece partire un progetto partecipato per la pianificazione del quartiere. Dopo il fallimento di un ricorso presentato dalla Signa contro la delibera del Consiglio Comunale, ora la stessa Signa starebbe tentando nuovamente di invalidare la decisione sospensiva (che dura due anni) della giunta comunale. “Sono qui per dirvi che la voce dei cittadini conta - afferma Bergfeld - e che un centro commerciale come quello che vuole costruire Benko sarebbe un disastro per una città di 100mila abitanti come Bolzano, la domanda che occorre porsi è: di chi è la città e in quale ambiente vogliamo vivere fra 10-15 anni?”.

Fra gli interventi, oltre quello di Michael Schlauch che ha raccontato la sua “disavventura” con il suo sito di satira kaufhaus-bozen.bz, quello di Roberto Gigliotti, dell’associazione culturale bolzanina Lungomare che ha ribadito la necessità di ristabilire il ruolo dell’amministrazione pubblica, “c’è stato troppo margine di interpretazione nella legge, com’è possibile, ad esempio che i proponenti abbiano potuto riproporre il progetto?”, si chiede Gigliotti che solleva anche un’altra questione. “C’è stata una strumentalizzazione delle immagini del quartiere relativo all’area della stazione, ogni graffio sulle lamiere, ogni muro scrostato venivano utilizzati per alimentare la retorica del degrado”. E ancora: “L’architetto che si è occupato del Kaufhaus, David Chipperfield, nel presentare il progetto ha detto che non è possibile prevedere un altro uso della città che non sia quello commerciale, un’affermazione al limite del banale”, evidenzia il rappresentante dell’associazione. Applaudito anche l’intervento di Lorenzo Sola, ex segretario generale della Cgil secondo il quale la Provincia e il Comune hanno rinunciato ad occuparsi dello sviluppo urbanistico della città, “non ho mai visto da nessuna altra parte tutti questi politici e tecnici schierarsi per un progetto del genere come a Bolzano, è evidente che la decisione sul futuro della città è già stata presa tempo addietro, già nell’era Durnwalder, ora dobbiamo fare in modo che la discussione venga riaperta e che il Comune si riappropri del suo ruolo primario”.

Gli anti-Benko fanno infine sapere che la popolazione potrà rivolgersi per avere informazioni sul progetto Benko e sulle ragioni del "no" all’info point allestito in via Goethe, 29.

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Massimo Mollica Ven, 03/18/2016 - 14:39

Propaganda, solo propaganda. I veri problemi di Bolzano Bozen sono il costo delle case altissimo e gli affitti tra i più cari d'Italia,che strozzano l'imprenditoria e chi vuole farsi una famiglia. E la viabilità.
Tutto il resto è solo propaganda. Bonn non è Bolzano Bozen. PUNTO

Ven, 03/18/2016 - 14:39 Collegamento permanente
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Massimo Mollica Ven, 03/18/2016 - 22:48

In risposta a di Bita Rarbieri

Non so quello che lei vuole insinuare. Io sono stato candidato per il PD e per il mio modo di fare, nella mia NON PROPAGANDA, ho preso solo 13 voti, e ho perso! Sono un perdente. Durnwalder avrà tanti difetti e tanti limiti però se premette, a differenza di questa gente ha governato il Sudtirolo. Provincia che avrà pure i suoi problemi ma è pur sempre una delle più ricche al mondo. Cosa hanno fatto nella vita i detrattori?

Ven, 03/18/2016 - 22:48 Collegamento permanente
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Bita Rarbieri Sab, 03/19/2016 - 01:13

In risposta a di Massimo Mollica

Non insinuo a niente e l'ultima cosa che mi verrebbe in mente è chiamarla perdente. Semplicemente è stato l'occasione per scoprire che "Massimo Mollica" non è un pseudonimo, cosa che precedentemente avevo creduto considerando i suoi commenti che spesso mi sembrano essere poco serio o troppo esagerato - niente di più.

Sab, 03/19/2016 - 01:13 Collegamento permanente
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alfred frei Ven, 03/18/2016 - 15:25

Cosa c'entra con Bolzano ? C'entra e come c'entra !. Tutto si può dire di Benko, meno che non ci sia sistema nei suoi interventi immobiliari in giro per l'Europa. Le stesse fasi di preparazione nell'assoluta discrezione, gli stessi contatti di persuasione con gli amministratori pubblici convertiti sulla via di Damasco, gli stessi aggiramenti dei fastidiosi adempimenti democratici. Ecco l'utilità di un confronto fra Bolzano e Bonn. Per confermare l'efficacia del sistema Benko e aprire gli occhi a coloro che non vogliono vedere.
Tutto qui ?- si tutto qui.

Ven, 03/18/2016 - 15:25 Collegamento permanente
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Simon Vikoler Sab, 03/19/2016 - 13:28

“Sono qui per dirvi che la voce dei cittadini conta" e mi viene quasi da ridere. La voce dei cittadini purtroppo non conta niente, ma questa consultazione popolare serve solo per legittimare una decisione contestata. Infatti, solo un sì è vincolante... questa consultazione popolare entrerà nella storia come il referendum più antidemocratico di sempre! Mi dispiace, perchè ormai anche a Bolzano la gente ha capito che si tratta di una speculazione immobiliare in gran parte a danno del contribuente.

Sab, 03/19/2016 - 13:28 Collegamento permanente