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Facebook si traveste da giornale

20 giugno, il giorno in cui Facebook cambia il volto dell'informazione in rete. I giornali sono superati, meglio i social network.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: gg

All'inizio Facebook si presentava come il portale con il quale tornare in contatto con vecchi amici o scoprire che fine aveva fatto il compagno di banco. Poi c'è stato il boom dei giochi, primo tra tutti Farmville: a quel punto il social network è diventato un strumento di svago quotidiano. Adesso, sia le notifiche dei giochi che gli status degli amici stanno gradualmente sparendo, cedendo posto a un bene prezioso e più delicato: l'informazione.
Quanti oggi usano i social network per tenersi aggiornati, seguire persone, realtà, giornali o blog informativi? Insomma, con la comparsa delle pagine di aziende e giornali, il volto dei media in rete è profondamente cambiato. Come poteva quel genietto di Mark Zuckerberg non accorgersi di questa tendenza? Infatti ha deciso di cogliere la palla al balzo. Secondo voci di corridoio, Facebook starebbe per lanciare un suo aggregatore di informazioni.
Valerio Bassan su Linkiesta ci racconta in che modo cambieranno le cose.

Secondo alcune indiscrezioni rilanciate da blog tecnologici americani, la next big thing che l’azienda guidata da Mark Zuckerberg lancerà a breve potrebbe essere un proprio feed RSS, ovvero un aggregatore di notizie personalizzabile a seconda dei gusti informativi dell’utente. Ancora, ovviamente, non c’è nessuna conferma ufficiale. E dal social network, interpellato dalla redazione di Mashable, si sono rifiutati di commentare.

Facebook, quindi, starebbe per subentrare a Google Reader, primo tentativo di aggregatore miseramente fallito. Google chiuderà infatti la sua piattaforma il primo di luglio, lasciando un discreto spazio vuoto nella rete. La domanda nasce spontanea: perché Zuckerberg dovrebbe avere successo dove Google ha fallito? Perché, come fa notare Alessio Cimarelli su Jakyll, la componete sociale di Facebook permetterà una diffusione capillare di questo nuovo strumento.

Si seguiranno delle storie, come già avviene per i feed RSS ma con la fondamentale aggiunta di quella componente sociale che Facebook offre agli utenti.Facebook potrebbe diventare una piattaforma di abbonamento rivoluzionaria, soprattutto in termini di adozione di massa.

E quindi, se le indiscrezioni sono fondate, a breve avremo quello che Mark Zuckerberg ha definito "il miglior giornale possibile". Adesso comincia la sfida per i piccoli grandi portali d'informazione: dovranno non solo adattarsi al nuovo Facebook, ma rendersi decisamente più appetibili per i lettori, se non vogliono scomparire.

Sul successo di questa iniziativa non ci sono molti dubbi, del resto Zuckerberg è una gallina dalle uova d'oro. Nemmeno l'utilità viene messa in discussione: con il nuovo Facebook ogni utente potrà essere costantemente informato sulle notizie che lo interessano dai canali che lo interessano. Ma è qui che sorge una criticità: la selezione non solo dei canali ma anche degli argomenti che l'individuo ritiene interessanti, non rischia di diventare un paraocchi talmente ben fatto, da non accorgersi nemmeno di indossarlo? Già adesso gli utenti sono bombardati da informazione e dis-informazione, non riuscendo sempre a distinguerle. Un “giornale” costruito ad hoc da un utente in balia della rete – e delle mode della rete - rischia forse di accentuare questa situazione.

 

L'invito alla conferenza stampa di oggi dove verranno presentate le novità di Facebook, tra le quali - forse- il feed RSS.